La Galleria Ricci Oddi di Piacenza è stata rinnovata. Ecco com’è cambiata dopo i lavori (finanziati dai cittadini)

Assecondando lo spirito originale del suo fondatore, il grande progetto di riqualificazione e riallestimento ha coinvolto tutte e 22 le sale della Galleria. Che ora aspetta la sua nuova presidenza

È un nuovo corso quello intrapreso dalla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza al termine di un anno di lavori, periodo durante il quale lo spazio museale è stato sempre in grado di rimanere parzialmente aperto al pubblico. Un corso che rispolvera la struttura, affaticata dagli anni, e la sua grande collezione: l’obiettivo, ha sottolineato la direttrice Lucia Pini, è stato quello di restituire al pubblico dal 28 aprile un ambiente che “dia respiro alle opere e serenità ai visitatori” e che comunichi soprattutto “il rapporto strettissimo, sfilacciatosi negli anni, tra la raccolta e l’edificio nato per contenerla e valorizzarla”.

L’intervento di riqualificazione e riallestimento della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi

Progettato (gratuitamente) dallo studio milanese Lissoni & Partners e avviato nella primavera del 2025, l’intervento di riqualificazione e riallestimento ha coinvolto gli oltre mille metri quadrati di superficie complessiva e tutte le ventidue sale della Galleria. Priorità della manutenzione, la più importante da oltre vent’anni, è stata il recupero dell’architettura di Giulio Ulisse Arata, progettista del sobrio edificio inaugurato nel 1931. 

Gli spazi espositivi sono stati ripristinati sulla falsariga del suo progetto, caratterizzato da un grande panopticon centrale e dalla luce naturale zenitale, che a sua volta aveva come stella polare la visione dell’aristocratico piacentino Giuseppe Ricci Oddi (1868-1937): è lui, dopo una prima apertura dentro il palazzo di famiglia in Via Poggiali, a decidere di esporre la propria raccolta in uno spazio costruito appositamente per questo scopo – uno dei pochissimi, in Italia – per poi donarlo, con tutto il contenuto, alla città.

I tesori della Galleria Ricci Oddi e il Klimt leggendario

Oggi, quasi un secolo dopo l’inaugurazione, il fondatore della Galleria orienta ancora la sua direzione: la collezione, che dagli Anni Trenta dell’Ottocento arriva fino ai Trenta del Novecento, ha seguito negli anni il suo gusto prediligendo l’acquisizione di paesaggi e dipinti di figura, a cominciare da Pecore tosate di Francesco Filippini e Dopo Novara di Gaetano Previati. La raccolta è cresciuta fino ad arrivare, da circa 500, a oltre mille opere – di cui circa 210 esposte nel percorso permanente, favorendone la flessibilità – con pezzi tra gli altri di Giuseppe Pellizza da Volpedo, Carlo Carrà, Umberto Boccioni, Medardo Rosso, Felice Casorati, Federico Zandomeneghi, Gaetano Previati.

L’opera più famosa qui conservata è sicuramente Ritratto di signora(1916-17) di Gustav Klimt, di cui alcuni ricorderanno la rocambolesca storia. Dalla scoperta del sottostante Ritratto di ragazza al furto nel 1997 fino al misterioso ritrovamento nel 2019 in una busta per la spazzatura, questo straordinario dipinto è una star.

Il coinvolgimento della cittadinanza nei restauri della Ricci Oddi

L’intervento dello spazio di Via San Siro, costato mezzo milione di euro, è stato reso interamente finanziato da ventiquattro sostenitori locali tra aziende, associazioni di categoria e privati (inclusa un’intera classe di liceo diplomatasi nel ’70): la sollecita risposta della comunità è stata per il presidente della Fondazione Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, Massimo Toscani, la dimostrazione di quanto la Galleria sia “sentita dai piacentini come propria”.

È pensando ai piacentini che è stata introdotta, su spinta della direttrice, una sala tutta dedicata ai pittori del territorio, e sempre pensando a loro è stato mantenuto un giorno di ingresso gratuito al mese voluto già da Ricci Oddi (che per questa riapertura si estende a tutta la settimana).  

Un nuovo presidente per la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi

È un testimone quello che il presidente cede consegnando la Galleria rinnovata: arrivato nel 2024 dopo le dimissioni anticipate del suo predecessore, il divulgatore Jacopo Veneziani, Toscani è infatti al termine del mandato, e con lui il Consiglio direttivo. Il presidente uscente lascia il suo posto dopo un buon biennio, che ha portato nelle casse della Galleria oltre 700mila euro. Sarà ricordato per questo grande intervento, ma anche per intuizioni come il prestito del Klimt alla Corea del Sud, che riscuotendo un “certo successo“, ricorda Toscani, ha portato nelle casse della Ricci Oddi un gruzzolo da 200mila euro.

Giulia Giaume

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Giulia Giaume

Giulia Giaume

Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo…

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