Nuove date, nuova sede e nuovo tema. Ecco come sarà il festival di fotografia emergente di Moncalieri
Giunto alla sua quinta edizione, il Liquida Photofestival abita gli spazi del Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, declinando il concept “Learning and Unlearning – (ri)scrivere le regole” in un percorso di mostre, talk, incontri ed eventi dedicati all'editoria
Costruire uno spazio in cui immagini, pratiche e ricerche continuano a interrogare e ridefinire il presente: questo è l’obiettivo di Liquida Photofestival, la rassegna indipendente dedicata alla fotografia contemporanea emergente nata a Torino grazie alla curatrice Laura Tota.
Giunta alla sua quinta edizione, il festival cambia sede e anima gli spazi del Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, dal 17 al 19 aprile 2026, con mostre, talk ed eventi dedicati all’editoria che ruotano attorno al tema Learning and Unlearning – (ri)scrivere le regole. Ecco tutti gli appuntamenti da non perdere.

Parola a Laura Tota, direttrice artistica Liquida Photofestival 2026
Che significato assume il termine “unlearning” dentro le pratiche della fotografia contemporanea?
Disimparare, oggi, non è un gesto astratto ma una necessità. Significa mettere in discussione non solo ciò che fotografiamo, ma il modo stesso in cui guardiamo, selezioniamo e attribuiamo valore alle immagini.
Nella fotografia contemporanea vuol dire allontanarsi da modelli visivi consolidati, da estetiche riconoscibili e rassicuranti, ma anche da gerarchie implicite che stabiliscono cosa è degno di essere raccontato e come. Disimparare implica sospendere automatismi: l’idea di autorialità come controllo, la centralità di uno sguardo unico, la distinzione netta tra chi osserva e chi è osservato.
Dicci di più
Sempre più pratiche lavorano su processi aperti, su archivi, su forme collaborative o partecipative, mettendo in crisi l’idea di immagine come oggetto chiuso e definitivo. In questo senso, disimparare significa accettare l’incertezza, lasciare spazio all’ambiguità e riconoscere che ogni immagine è il risultato di una negoziazione tra sguardi, contesti e relazioni.
Come questo si riflette nella costruzione del programma di Liquida Photofestival 2026?
Questo approccio si traduce in un programma che non cerca di confermare ciò che già conosciamo, ma di aprire spazi di frizione.
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Ovvero?
La selezione degli artisti privilegia pratiche che mettono in discussione modelli dominanti, sia sul piano dei contenuti che dei linguaggi: lavori che nascono da processi condivisi, che includono comunità, che attraversano territori ibridi tra fotografia, archivio e altre forme espressive. In questa direzione, Liquida 2026 compie una scelta precisa: costruire il programma a partire dalle call, dando centralità agli artisti selezionati attraverso processi aperti, piuttosto che affidarsi a una lista di nomi già consolidati.
Non si tratta solo di una questione generazionale, ma di un posizionamento: spostare l’attenzione su pratiche in divenire, su sguardi ancora in fase di definizione, capaci proprio per questo di mettere in crisi linguaggi e immaginari più stabilizzati.
In merito al festival, il termine “disimparare” assume diverse connotazioni…
Disimparare, per Liquida 2026, significa quindi anche ripensare il ruolo del festival stesso: non solo luogo di presentazione, ma spazio in cui mettere in discussione abitudini, aspettative e modalità di fruizione dell’immagine contemporanea.
La quinta edizione di Liquida Photofestival al Real Collegio Carlo Alberto a Moncalieri
Cuore del programma è la mostra collettiva Fuori traccia. Storie di ribellione, identità e nuove possibilità, curata da Laura Tota, che riunisce dieci progetti selezionati attraverso le open call Grant One Shot e Full Project. Le opere di Tiziana Amico, Gabriela De Giacomo, Benedetta Di Ruggiero, Maria Di Stefano, Tim Gassauer & Manu Grueber, Alex Huda, Giulio Longo, Niccolò Quaresima, Jesús Umbría Brito e Greta Valente affrontano temi come adolescenza, dissenso, identità e rapporto con il paesaggio, offrendo una pluralità di sguardi sulle pratiche di autodeterminazione e sulle forme della deviazione.

La fotografia emergente contemporanea protagonista di Liquida Photofestival 2026
Il programma si amplia con le sezioni Full Project e One Shot, delineando un panorama articolato della fotografia emergente contemporanea. Nella prima, la venezuelana Victoria Ruiz sviluppa una ricerca multidisciplinare che intreccia fotografia, performance e abiti scultorei, esplorando identità, resistenza culturale e spiritualità afro-diasporica. “Questo progetto è nato da un momento di riflessione sulla memoria e sulla paura dell’oblio”, spiega l’artista ad Artribune. “Quando si è lontani da un luogo per lungo tempo, certi dettagli iniziano a svanire, e questa consapevolezza risulta al tempo stesso inquietante e inevitabile. Mi sono ritrovata a tornare a ciò che rimane costante dentro di me: la mia educazione e il mio legame con il Venezuela. Il lavoro è diventato un modo per dare un senso ai diversi mondi che ho incontrato e che continuo a esplorare in questa esperienza migratoria. ‘We Knew the World in Fragments of Color’ si dispiega attraverso la prospettiva del mio ‘io’ più giovane, come un modo per comprendere il mio viaggio verso gli Stati Uniti. Il linguaggio visivo è plasmato dalla frammentazione, dal simbolismo e dal colore come veicoli emotivi. Ogni immagine funziona come un ricordo, parziale, stratificato e a tratti ambiguo”. Un processo secondo il quale la “frammentazione” è intesa “come qualcosa di intrinseco piuttosto che come qualcosa da risolvere”, conclude Ruiz. “Il progetto è diventato un modo per ricostruire l’identità attraverso frammenti di memoria, immaginazione ed eredità culturale, permettendo a molteplici realtà di coesistere invece di costringerle in un’unica narrazione”.

Liquida Photofestival 2026: tutti gli artisti
La sezione One Shot raccoglie invece progetti eterogenei accomunati da una tensione verso dimensioni percettive, narrative e simboliche differenti, con autori come Alice Muratore, Alicia Nieto, André Ramos-Woodard, Chiara Bonetti, Chiara Francesca Rizzuti, Danae Panagiotidi, Odysseas Tsompanoglou, Re Re – Anna C., Su Cassiano e Vincent Karcher. Completa il percorso Liquida Exhibition 2026, che coinvolge 31 autori confermando la vocazione del festival alla scoperta di nuove voci
A questo si affiancano i premi della V edizione, che offrono ulteriori opportunità di visibilità e sviluppo, e un programma di approfondimento che include editoria, incontri e formazione. Torna infatti EdiTable, sezione dedicata al libro fotografico, insieme a talk con ospiti del settore e alle sessioni One to One, momenti centrali di confronto diretto tra artisti e professionisti, pensati per favorire networking e crescita all’interno del sistema fotografico contemporaneo.
Valentina Muzi
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