Alla fine l’Unione Europea sta davvero tagliando i fondi alla Biennale che ha deciso di accettare la partecipazione della Russia

L'ultimo step della mega-polemica che vede UE (e anche il governo italiano) contro la Fondazione Biennale, è la revoca ufficiale della sovvenzione: saltano due milioni di euro

Alla fine è successo: l’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura ha confermato con una lettera alla Fondazione La Biennale di Venezia che la sovvenzione da 2 milioni di euro prevista per la 61. Biennale Arte, in apertura il prossimo mese, è sospesa. La motivazione – se state seguendo il caso politico che ha coinvolto la Fondazione, l’UE e il governo italiano lo sapete – è la partecipazione della Russia alla manifestazione alle porte.

L’escalation del contrasto tra UE e Fondazione Biennale

Il finanziamento di due milioni (previsti nell’arco di tre anni e destinati all’audiovisivo) era in forse da alcuni giorni: i duri colloqui delle scorse settimane, che hanno portato non solo la Commissione UE ma anche il governo in aperto contrasto con la Fondazione della Biennale, lasciavano intuire la possibile escalation. Ora però c’è la conferma ufficiale, rilasciata dal portavoce della Commissione UE Thomas Regnier.

La polemica: la Russia torna in Biennale

Tutto questo nasce dal fatto che la Russia, che ha un suo Padiglione ai Giardini, ha comunicato lo scorso mese alla Biennale l’intenzione di tornare a esporre dopo due edizioni mancate (un ritiro seguito all’invasione dell’Ucraina). La Biennale si era dunque espressa a favore della presenza russa, sottolineando la sua volontà apolitica (giustificazione proposta anche per la partecipazione di Israele); nella scelta era stata supportata anche dal Comune di Venezia e dalle istituzioni locali. 

A quel punto si sono susseguite accese reazioni internazionali (come la risposta delle Pussy Riot) e nazionali: il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha protestato, ricevuto la ministra della Cultura ucraina, ottenuto le dimissioni della consigliera di nomina governativa e richiesto tutto lo scambio che aveva portato alla conferma della Biennale.

La riposta della Biennale alle minacce europee e italiane

Alla condanna italiana ed europea, la Biennale ha risposto serrando i ranghi: la scorsa settimana ha dichiarato di aver seguito le regole del diritto nazionale e internazionale. L’Europa dissente: “Gli eventi culturali finanziati con il denaro dei contribuenti europei dovrebbero salvaguardare i valori democratici, promuovere il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione, valori che non vengono rispettati nella Russia odierna“, ha detto Regnier. E così cala la scure della sospensione dei fondi: due milioni. Che sono tanti, se consideriamo che tutto il Padiglione Italia ci era costato una cifra simile nel 2024. Dove li troverà la Biennale? Magari li potremmo chiedere alla Russia a questo punto…

Giulia Giaume

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Giulia Giaume

Giulia Giaume

Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo…

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