A Urbino il Cinema Ducale sogna di diventare un museo. La storia dal Dopoguerra a oggi

Rimasto chiuso per qualche mese dopo una fuga di gasolio, lo storico cinema di Urbino ha di recente compiuto 75 anni, sempre sotto la stessa gestione. Tra i cimeli custoditi, vecchie locandine, apparecchiature d’epoca, cataloghi di film e tanti ricordi del secondo Novecento

A Urbino, il Cinema Ducale è una presenza storica, in attività dal 1950. Un’istituzione cittadina che solo qualche mese fa rischiava di chiudere per sempre, seguendo la sorte cui sembrano destinate, negli ultimi anni, gran parte delle sale italiane, sempre meno frequentate dal pubblico a fronte della sovrabbondanza di piattaforme e servizi di streaming che stanno rapidamente rivoluzionando l’industria cinematografica e le abitudini di consumo.

Il Cinema Ducale di Urbino. Dalla chiusura al sogno di un museo

Ma gli storici proprietari del Cinema di via Budassi hanno riaperto battenti all’inizio di aprile, solo qualche mese dopo la chiusura obbligata per una fuga di gasolio, che aveva fatto temere il peggio.
Al momento solo una delle due sale del Ducale è nuovamente operativa, in attesa di poter provvedere al ripristino di entrambe, con i necessari lavori di messa in sicurezza del soffitto. Del resto, 75 anni di storia si fanno sentire: nel 1979, quando c’era ancora il palcoscenico (il Cinema è stato per molti anni anche il teatro della città, prima della ristrutturazione degli Anni ’80), il Ducale accolse Dario Fo con lo spettacolo La storia di un soldato di Stravinskij; solo una delle locandine conservate, insieme ad altri cimeli e apparecchiature non più in uso, a ricordare i vecchi trascorsi, come la doppia serata sold out di Eduardo de Filippo nel 1986. Già riconosciuto come sala storica, il Cinema Ducale attende ora di essere dichiarato monumento nazionale – la richiesta è già stata sottoposta al Ministero della Cultura – per beneficiare di sovvenzioni e avere la possibilità di creare una Fondazione con funzioni gestionali.

Cinema Ducale Urbino
Cinema Ducale, Urbino

L’idea di un Museo del Cinema a Urbino

L’obiettivo ultimo della proprietà è quello di dare vita a un Museo del Cinema, per esporre le locandine e i macchinari d’epoca conservati. Ricostruito subito dopo la guerra, il Cinema Ducale fu considerato allora il simbolo della rinascita di Urbino e del ritorno alla vita. E alla sua storia, qualche anno fa, è stato dedicato anche un libro, che racchiude foto e documenti esposti in occasione della mostra Il Cinema Ducale e Urbino. 110 anni di storia (2016). La vera origine dell’attività si fa risalire, infatti, alla prima metà del Novecento quando, dopo la chiusura del teatro dei Pascolini in Palazzo Ducale (alla fine dell’Ottocento), apriva in via Bramante il primo cinema cittadino, la Sala Feltria, sotto la gestione di Antonio Tomassini.

La storia del Cinema Ducale di Urbino

Qualche anno più tardi, Tomassini avrebbe acquistato insieme al socio Dante Agostini l’antico convento trecentesco di Santa Maria della Torre, di cui oggi rimane solo la chiesa in via Budassi, demolendolo completamente per realizzare la grande sala con platea e galleria ancora in uso al Cinema Ducale. Il progetto fu avveniristico per l’epoca, e finì addirittura nei libri di testo per i geometri. Il cantiere, che si protrasse dagli Anni ’30 al dopoguerra, con la pausa obbligata durante il conflitto, diede impulso alla ripresa occupando manodopera locale e utilizzando per il tetto i binari della ferrovia bombardata.
Più tardi il testimone sarebbe passato a Paolo Tomassini e sua moglie Costantina Di Tizio, che gestiscono il cinema ancora oggi.

Tra i cimeli conservati spiccano cataloghi storici dei film, tra cui quello di Una Vergine per il Principe, girato a Urbino da Pasquale Festa Campanile nel 1965 (nel cast anche Vittorio Gassman, Virna Lisi, Philippe Leroy). Ma anche cartelloni storici, le locandine disegnate da Mario Logli, vecchie poltroncine in legno, progetti risalenti al cantiere di fondazione del Cinema, che negli Anni Duemila fu ampliato con una seconda sala.

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