È un teatro di luci e ombre la scenografia che il tre volte Compasso d’Oro Davide Groppi ha allestito nella cattedrale laica di Volumnia, a Piacenza. Le creazioni di luce che lo hanno reso celebre dalla fine degli Anni Ottanta a oggi punteggiano le ampie navate, qua nascoste da volumi effimeri e là indipendenti, tutte connesse da una medesima visione progettuale ed emotiva. Questa è Un’ora di luce.
La mostra antologica di Davide Groppi a Piacenza
La grande antologica, aperta nella casa del design di Enrica De Micheli fino al 26 maggio, permette di ripercorrere l’evoluzione creativa e progettuale del designer nell’arco degli ultimi quarant’anni di attività (ci sono anche le premiate Nulla, Sampei, Anima). Nella prima parte della mostra, il visitatore viene condotto attraverso una sequenza di ambienti chiusi ma accessibili – le cinque “utopie” – all’interno dei quali la sorpresa della luce si manifesta senza forzatura, ora appesa, ora appoggiata. Nella seconda parte, le opere entrano in contatto diretto con gli imponenti volumi della Chiesa di Sant’Agostino. I progetti di Groppi, in quest’ora di luce, spiccano per semplicità e leggerezza.
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Le suggestioni di Davide Groppi da Volumnia
L’esposizione, curata dal direttore del Museo del Design Italiano e curatore per il Design alla Triennale di Milano Marco Sammicheli, è raffinata, ma non manca di ricordare che al di là dello studio, delle suggestioni dell’arte e dell’architettura, Groppi vuole giocare con la luce per sorprendere ed emozionare. Una suggestione efficace qui, da Volumnia, a partire dalla grande lampada Moon, all’ingresso: la chiesa diventa una quinta sognante, che folgora e sospende nel tempo chiunque entri.

Le nuove creazioni di Davide Groppi presentate a Volumnia
Il percorso alterna momenti poetici, come ne Le Foglie e il Vento, e surreali, è il caso del Grande Blu, arrivando anche a presentare due anteprime: la prima, pensata ad hoc per Volumnia, è Vera. La base cilindrica in alluminio, laccata di rosso, culmina in un cono di vetro trasparente: la lampadina, nel mezzo, si accende come un ologramma. La seconda è Umasi, un cubo luminoso sospeso a mezz’aria che verrà presentato all’imminente Milano Design Week 2026. Le ultime arrivate nel lungo sogno di Davide Groppi.
Giulia Giaume
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