“Alla Milano Art Week ci siamo anche noi!”. Le associazioni culturali milanesi protestano per la scarsa visibilità

Riceviamo e pubblichiamo la riflessione della curatrice Monica Scardecchia sulla mancata valorizzazione dell’impegno delle associazioni culturali milanesi da parte di Palazzo Marino. Un appello che nasce nel contesto dell’Art Week ma contempla il ruolo essenziale del Terzo Settore nella scena culturale cittadina

Lunedì 23 marzo, al Museo di Storia Naturale di Milano si è tenuta la conferenza stampa della decima edizione della Milano Art Week. Sei pagine di comunicato stampa, nomi importanti, istituzioni blasonate, sponsor di primo piano. Tutto molto curato, tutto molto comunicato. Tutto, tranne una cosa: le associazioni culturali del Terzo Settore.
Eppure, sono oltre 230 le realtà che partecipano al programma. Tra queste, decine di associazioni che costruiscono, a proprie spese e con budget spesso vicino allo zero, progetti culturali autentici, inclusivi, aperti a tutti. Progetti nati dalla passione, dal senso civico, dalla voglia di fare cultura senza mettere il business al primo posto. Non una parola per loro. Né in conferenza stampa, né nel comunicato.
In conferenza stampa è stato ripetuto più volte che una delle grandi novità di questa edizione è portare l’arte contemporanea per strada, in luoghi insoliti, dove di solito l’arte non è prevista. Una bella idea. Peccato che le associazioni culturali lo facciano da decenni. L’associazione con cui collaboro, ad esempio, ha realizzato il progetto MAF – Museo Acqua Franca all’interno del depuratore delle acque reflue di Milano. Un museo dentro un depuratore: difficile immaginare un luogo più lontano dai circuiti ufficiali dell’arte. Dov’è, dunque, la novità? Forse la novità è che adesso se ne accorgono anche i comunicati stampa istituzionali — ma senza citare chi ha aperto quella strada.

Vale la pena aggiungere che una parte significativa della conferenza stampa è stata occupata da miart — la fiera internazionale che si svolge in concomitanza con la Art Week. Uno spazio ridondante, egoriferito, che ha ulteriormente compresso il tempo e l’attenzione dedicati alle realtà più piccole e meno commerciali. Un segnale non casuale su dove stiano le vere priorità di questa manifestazione.

Perché l’impegno delle associazioni culturali non viene riconosciuto dall’Art Week?

Scrivo questo articolo anche in prima persona: sono la curatrice della mostra Tavole d’arte promossa da Arte da mangiare mangiare Arte, allestita presso la Fabbrica del Vapore proprio in occasione della Milano Art Week (dal 13 al 19 aprile, ingresso libero) La Fabbrica del Vapore — spazio simbolo della cultura milanese, gestito dal Comune stesso — non è stata menzionata tra le istituzioni. Zero visibilità. Nel comunicato, invece, trova spazio Arte Sagra, un evento che in conferenza stampa è stato presentato anche con il dettaglio delle “salsicce al sugo”. Scelta curiosa, per un evento che si vuole plurale e democratico, e quantomeno discutibile sul piano etico e religioso, in una città sempre più multiculturale.
C’è poi un’altra contraddizione che vale la pena sottolineare. Per aderire al palinsesto della Milano Art Week, tutte le realtà partecipanti hanno dovuto firmare una dichiarazione in cui si impegnano a rispettare i principi della Costituzione Italiana, che vieta ogni forma di discriminazione basata su sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Una dichiarazione che condivido e sottoscrivo. Ma allora come si giustifica la discriminazione comunicativa operata nei confronti delle associazioni del Terzo Settore? Una discriminazione che non è nei confronti di chi non partecipa, ma di chi partecipa e viene semplicemente ignorato.

Il ruolo delle associazioni culturali a Milano

Le associazioni culturali sono quelle che da sempre hanno reso grande Milano. Sono fatte dai cittadini per i cittadini. Coinvolgono il pubblico in modo genuino, propongono esperienze spesso gratuite, aprono le porte a chi non può permettersi un biglietto o non si sente a proprio agio nei circuiti dell’arte ufficiale. Sono il presidio più efficace contro l’elitarismo culturale. E sono spesso il luogo in cui nasce la sperimentazione più originale, quella che poi alimenta — silenziosamente — tutto il resto del sistema. Senza di loro, la Milano Art Week sarebbe un appuntamento per addetti ai lavori, collezionisti e turisti con budget elevato. Con loro, diventa davvero una settimana per la città. Ma se la città e la sua amministrazione continuano a sfruttarne l’energia senza riconoscerne il valore pubblicamente, si rischia di uccidere proprio quella linfa vitale che rende Milano qualcosa di più di una fiera a cielo aperto.
L’arte underground milanese, i movimenti culturali che hanno costruito l’identità di questa città, meritano rispetto. Non solo nel programma. Anche nelle parole.

Una chiamata per le associazioni culturali di Milano

È ora di fare rete! Questo articolo vuole essere anche una chiamata aperta a tutte le associazioni culturali milanesi: è tempo di incontrarci, confrontarci e fare fronte comune. Il patrimonio di esperienze che le associazioni del Terzo Settore hanno accumulato in decenni di lavoro è immenso e non può essere disperso nell’indifferenza istituzionale. Alcune di queste realtà sono ormai storiche: tra queste, Arte da mangiare mangiare Arte, l’associazione con cui collaboro dal 2011, fondata nel 1996 da Ornella Piluso, che da trent’anni porta avanti una ricerca artistica autentica, radicata nel territorio e nella comunità.Associazioni che hanno scritto — e continuano a scrivere — la storia dell’arte underground milanese. Una storia che rimane ingiustamente nell’ombra, non per mancanza di valore, ma per mancanza di riconoscimento istituzionale.Arte da mangiare mangiare Arte si offre come punto di riferimento e guida per aggregare le associazioni culturali che vogliono unire le forze. L’obiettivo è richiedere all’Assessore allaCultura Tommaso Sacchi un incontro: per aprire un tavolo di confronto, per costruire insieme un riconoscimento formale del ruolo culturale delle associazioni del Terzo Settore, e per fare in modo che chi ha fatto grande Milano non venga più ignorato nei comunicati stampa — ma celebrato, come merita.

Monica Scardecchia

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Redazione

Redazione

Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.

Scopri di più