Definirlo museo sarebbe riduttivo. La fondatrice racconta i primi 3 anni di ITS Arcademy a Trieste 

La direttrice Barbara Franchin ci racconta il Museum of Art in Fashion, un’infrastruttura culturale che trasforma l’archivio in un sismografo della moda, genera nuove visioni e alimenta la creatività di designar agli esordi, con mostre, concorsi e altre attività...

A tre anni dalla sua apertura, ITS Arcademy si presenta come un’istituzione che mette in crisi le categorie stesse con cui siamo abituati a leggere la moda. Non un museo nel senso tradizionale, non un archivio inteso come luogo di conservazione del passato, né uno spazio di formazione in senso canonico. È piuttosto una infrastruttura culturale: un dispositivo che lavora sul tempo della ricerca, sulla stratificazione delle pratiche creative e sulla possibilità di immaginare la moda come linguaggio critico del contemporaneo. Nato a Trieste, città attraversata da confini, scambi e contaminazioni, il Museum of Art in Fashion assume una posizione geografica e simbolica decentrata rispetto ai poli industriali del fashion system, ma centrale nella produzione di pensiero. Qui la moda non è raccontata come industria o filiera produttiva, ma come campo di forze e di riflessioni che intersecano arte, design e attività formative e culturali d’avanguardia. E in un momento storico in cui la moda è chiamata a ripensare radicalmente i propri linguaggi, i propri tempi e i propri sistemi di valore, ITS Arcademy le restituisce la sua natura di specchio dei propri tempi e strumento di riflessione sull’oggi e il domani. 

ITS Arcademy esterni. Courtesy ITS Arcademy. Photo Massimo Silvano
ITS Arcademy esterni. Courtesy ITS Arcademy. Photo Massimo Silvano

Le origini di ITS Arcademy a Trieste 

Le radici di questo progetto affondano nell’esperienza ventennale di ITS Contest, la piattaforma fondata nel 2002 da Barbara Franchin per intercettare e sostenere i talenti emergenti della moda nazionale e internazionale. Già selezionata da The Business of Fashion tra i soggetti più influenti nel mondo della moda, e poi da Forbes nella lista delle donne di successo, oggi è Presidente della Fondazione ITS e Direttrice di ITS Arcademy, custode di “un archivio del futuro” — come ci racconta. “Ci sono dentro semi che matureranno molto tempo dopo”. Così ITS Contest ha intercettato designer agli esordi che hanno poi ridefinito i codici della moda contemporanea per il loro approccio progettuale. Figure come Matthieu Blazy, oggi direttore creativo di Chanel, e Demna, direttore creativo di Gucci. Ma anche designer indipendenti e costumisti come Maiko Takeda con i suoi copricapi per Bjork, Justin Smith, creatore dell’inconfondibile copricapo di Angelina Jolie in Maleficent, o Thomasine Barnekow, creatrice di guanti per Beyoncé e per la celebre serie Netflix, Emily in Paris

Barbara Franchin. Courtesy ITS Arcademy. Photo Giovanni Aiello
Barbara Franchin. Courtesy ITS Arcademy. Photo Giovanni Aiello

ITS Arcademy a Trieste: la nascita del primo archivio del futuro  

Nel 2022 il concorso, con i suoi vent’anni di attività, contava migliaia di pezzi originali di designer provenienti da tutto il mondo. Un patrimonio sullo stile e i contenuti dettati oggi da chi all’età per percepire e proporre quelli di domani. “Riceviamo, ogni anno circa milletrecento application e la nostra filosofia curatoriale è quella di tirar fuori il bello e il vero, non partiamo mai da chi ha un futuro commerciale”. Può essercene uno di progetto così, ma ascoltiamo piuttosto chi ha qualcosa di urgente da dire. “Facciamo da specchio: raccontiamo l’evoluzione della moda e ciò che arriverà prima che sia presente nell’industria. Siamo un sismografo che intercetta i cambiamenti prima che diventino evidenti a tutti”. Così questo patrimonio, che per anni era stato custodito in cinquecento metri quadrati di un sottotetto della città vecchia di Trieste che affacciava sul mare, sopra gli uffici di ITS, ne acquisisce duemila.  

ITS Arcademy interni. Courtesy ITS Arcademy. Photo Massimo Gardone
ITS Arcademy interni. Courtesy ITS Arcademy. Photo Massimo Gardone

La nascita del primo museo italiano dedicato alla moda contemporanea a Trieste 

Difatti, nella primavera del 2023, nello storico Palazzo della Cassa di Risparmio, nel centro di Trieste, nasce il primo museo italiano dedito alla moda contemporanea intesa come arte, cultura e disciplina creativa. Un archivio contemporaneo in continuo divenire, che attraverso ITS Contest, cresce e si rigenera ogni anno. Raccoglie un patrimonio di quindicimila portfolio provenienti da più di ottanta paesi, oltre a capi di abbigliamento, accessori, gioielli e opere fotografiche. Il database che aggiorniamo costantemente, permette una ricerca incrociata che può partire da tre filoni: la persona, il portfolio e l’abito o l’accessorio, spiega Franchin. Un organismo in continuo divenire con una sfida complessa: custodire opere prime, tracciare genealogie creative e interrogarsi su ciò che ancora potrebbe non avere nome.  

L’apertura di ITS Arcademy nel Palazzo della Cassa di Risparmio di Trieste nel 2023 

Ad essere precisi, ITS Arcademy apre i battenti il 18 aprile 2023 con una mostra inaugurale che descrive la sua essenza: The First Exhibition – 20 Years of Contemporary Fashion Evolution, solo la prima di altre esposizioni a cura dello storico della moda e direttore della Fondazione Azzedine Alaïa, Olivier Saillard. Sono circa cento le opere selezionate dall’archivio per esplorare il genio creativo iniziale di quelli che sono diventati alcuni tra i più noti stilisti di moda, accessori e gioielli sulla scena internazionale. “L’anno scorso abbiamo selezionato una ragazza che ha fatto una collezione straordinaria. Lei ha il neuroblastoma, un tumore che fin da piccola non le ha mai permesso di stare in piedi. Ci ha insegnato molto con poche parole, disegnando una collezione meravigliosa per rendere gli abiti – disegnati sempre per soddisfare la vista da in piedi – bellissimi anche e soprattutto da seduti”. 

ITS Arcademy interni. Courtesy ITS Arcademy. Photo Massimo Gardone
ITS Arcademy interni. Courtesy ITS Arcademy. Photo Massimo Gardone

L’evoluzione del progetto triestino 

L’impianto curatoriale prevede annualmente l’esposizione dei talenti selezionati dall’ITS Contest appena concluso, che convive e dialoga con la mostra del momento che ospita curatori internazionali. Dal 26 marzo accanto a Rise and Shine, che esporrà i designer vincitori della 24° edizione dell’ITS Contest 2026, sarà allestita la mostra Exposure – Il potere di essere visti, da Harry Styles a Lady Gaga, curata dallo stylist Tom Eerebout. Lo stylist che ha a lungo collaborato con artisti come Lady Gaga, Kylie Minogue, Rita Ora e Austin Butler, rifletterà sul ruolo del suo mestiere come artefice della costruzione visiva delle celebrità e di quello che oggi incarnano. Indagherà lo spazio di relazione tra celebrità, designer e stylist, da cui prendono forma le immagini contemporanee. Il catalogo raccoglierà i dialoghi tra Tom Eerebout, il filosofo Emanuele Coccia e Olivier Saillard. Questi ultimi, Saillard e Coccia, avevano già curato entrambe le mostre che la precedono: Fashionlands – Clothes Beyond Borders e The Many Lives of a Garment.  

Le mostre precedenti all’ITS Arcademy di Trieste 

Nella prima esposizione, la serie fotografica di Gabriele Rosati catturava l’essenza duratura dell’abbigliamento quotidiano entrando in contrasto con i pezzi sperimentali e fuori dal comune dell’archivio. La seconda, invece, rifletteva il rapporto che abbiamo con gli abiti e il valore del tutto soggettivo che gli attribuiamo nelle varie fasi del loro ciclo di vita e nei diversi contesti, esponendo gli eclettici capi dell’archivio in dialogo con quelli che oggi sono di uso quotidiano e che ieri furono straordinari, prestati da muse della moda contemporanea.  

ITS Arcademy interni. Courtesy ITS Arcademy. Photo Massimo Gardone
ITS Arcademy interni. Courtesy ITS Arcademy. Photo Massimo Gardone

In anteprima su Artribune la prossima mostra all’ITS Arcademy 

La direttrice ci svela poi la mostra in programma e non ancora pubblica: “I protagonisti saranno venticinque personaggi viventi molto conosciuti, di estrazione completamente diversa, in dialogo con il loro abito. Da una donna che lavora nello spazio con la sua tuta, all’imprenditore e il suo primo paio di pantaloni su cui poi ha ‘cresciuto’ il suo impero, alla cantante che dopo una grande separazione si è vestita solo di bianco secondo la cultura giapponese, in segno di lutto. Si è fatta fare degli abiti che aveva disegnato lei stessa e uno di questi è sopravvissuto ai tour e sarà presente in questa mostra basata sul racconto del rapporto che abbiamo con i nostri abiti. Sono storie dense, non si parla della spallina particolare, il raso di seta o il plissettato. È il valore intrinseco che noi trasmettiamo dal corpo che vive, pulsa, raggiunge la pelle, l’organo più esteso che abbiamo e lo trasmette poi negli abiti”. 

L’educazione di moda secondo ITS Arcademy 

Ma ITS Arcademy non si limita alla dimensione di sismografo espositivo. La sua natura culturale emerge anche nella progettualità formativa: programmi per le scuole, percorsi per famiglie, corsi professionalizzanti, laboratori interdisciplinari, la nuova sartoria, fino alle attività di team building creativo. Qui la formazione non è intesa come trasmissione di competenze tecniche, ma come allenamento allo sguardo critico, alla collaborazione, alla capacità di immaginare soluzioni alternative. La moda diventa uno strumento pedagogico per leggere il mondo, trasformando il museo in uno spazio di esperienza attiva e partecipativa.  

Thom Browne, Exposure. Courtesy ITS Arcademy. Photo Massimo Gardone
Thom Browne, Exposure. Courtesy ITS Arcademy. Photo Massimo Gardone

I tre significati del neologismo Arcademy che dà il nome al progetto  

Arcademy è un neologismo, ha tre significati intrinsechi: quello di accademia, archivio e arca della creatività. “Quest’ultima ci rappresenta in quanto contenitore che raccoglie in giro per il mondo le idee fresche e innovative a rischio di estinzione, che recuperiamo e teniamo in vita”. Oggi ITS Contest ha ridotto il numero di vincitori a 10, rispetto ai 30 originari, per poter dedicare a ciascuno più tempo e attenzione. I vincitori, infatti, oltre al premio in denaro e all’esposizione museale, partecipano a una residenza e programma di mentorship a Trieste. 
“Dall’inizio di questo percorso ad oggi sono cambiate molte cose, a partire dall’identità stessa dei giovani creativi con cui ci rapportiamo. Adesso non si definiscono più designer o direttori creativi, ma artisti. Oggi vedo persone più consapevoli rispetto a 23 anni fa, benché mantengano la loro ingenuità anagrafica, li trovo molto più scaltri e consapevoli del poco spazio e della velocità con cui tutto si muove”. 
A tre anni dalla sua apertura, ITS Arcademy appare sempre più come istituzione contemporanea nata da un’intuizione lungimirante, capace di generare nuove visioni e di stimolare interrogativi inediti, portandoci a riflettere su temi che toccano tanto gli abiti quanto l’arte. 

Margherita Cuccia 
contenuto di Artribune Moda n°6 

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Margherita Cuccia

Margherita Cuccia

Responsabile dei Progetti Speciali di Artribune S.r.l. Margherita cura la rubrica sulla sostenibilità della Moda sullo Speciale Moda & Fragranze | Artribune e sulla piattaforma multimediale. Ha insegnato Design del Tessuto, all’Università Iuav di Venezia all’interno del triennio in Moda e Arti Multimediali. Ha…

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