Un gioco senza fine in questa mostra di Alessandro Merlo a Venezia

Quest’anno a Venezia il Carnevale dura un po’ di più, almeno finché la mostra di Alessandro Merlo da Mare Karina resta aperta: una festa dei folli, raccontata attraverso la fotografia, l’installazione e l’editoria

La prima cosa che Alessandro Merlo (Pietra Ligure, 1995) mi ha detto all’opening della sua mostra personale da Mare Karina, a Venezia, è di stare attento al mio drink: avrebbe potuto rovesciarsi sull’opera che stavo osservando. Effettivamente minacciato dal mio vodka tonic, il gioco da tavolo (certo non una trovata originale tra i giovani artisti di oggi) incuriosisce più che altro per i suoi personaggi, che paiono usciti da una nuova commedia dell’arte, estremamente carnascialesca e non poco queer.

Alessandro Merlo, Stage Presence, Mare Karina
Alessandro Merlo, Stage Presence, Mare Karina

Alessandro Merlo e la rivista “Coriandoli”

Si tratta solo del primo assaggio della colorata ed eccentrica sensibilità di Merlo, rincarata – in ambito editoriale – dalla rivista Coriandoli, di cui è fondatore e direttore editoriale. Per renderci conto della caratura culturale, oltre che estetica, del prodotto, è sufficiente citare, tra le figure incluse nel secondo numero, il nome della scrittrice e attivista transgender Porpora Marcasciano. Insieme a quello di una delle maggiori esponenti della cultura contemporanea meneghina e italiana: M¥SS KETA.

Il Carnevale di Alessandro Merlo in mostra a Venezia

Dopo essere riuscito a tenere il mio drink nel bicchiere, passo oltre: la galleria – abituata com’è ad allestimenti audaci – è questa volta completamente tinta di giallo, dal pavimento alle tende che sostituiscono le pareti. Ed è proprio sulle tende che Merlo installa le sue fotografie, punto di partenza e di arrivo di una pratica del ribaltamento e del travestimento. La fotografia diventa così uno spazio in cui il Carnevale – da sempre tregua temporanea delle identità, delle gerarchie e, in definitiva, dei ruoli – può essere eterno, autolegittimandosi e costituendosi come realtà a sé stante proprio in quanto “forza centrifuga”, per usare le parole di Milovan Farronato.

Le fotografie di Alessandro Merlo da Mare Karina

Guardare le otto fotografie che compongono Stage Presence – questo il titolo della mostra – è come assistere a uno spettacolo di burlesque alla corte della Regina di Cuori, ma con la saturazione e la sospensione di un ricordo d’infanzia, e in particolare di quelle feste di compleanno che non torneranno più. Merlo riesce nella sempre ardua impresa di velare la gioia di malinconia, celandone però l’origine, e quasi trasformandola in una paranoia dello spettatore. Quella stessa sensazione che si prova davanti a un clown ridicolmente terrificante.

Il gioco perpetuo

Nonostante queste note perturbanti, la pratica di Alessandro Merlo continua ad invitarci al gioco: fermarsi davanti alla coppia di fotografie solo apparentemente identiche, per impegnarsi in un trova le differenze, è irresistibile. Ed è proprio in questo continuo confluire delle dimensioni di realtà, dalle pagine di Coriandoli alle fotografie, che il gioco da tavolo perde almeno un po’ della sua semplicità iniziale, per acquistare coerenza all’interno di una pratica più ampia, all’interno di un fare mondo. Che poi è fare festa. 

Alberto Villa

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Alberto Villa

Alberto Villa

Nato in provincia di Milano sul finire del 2000, è critico e curatore indipendente. Si laurea in Economia e Management per l'Arte all'Università Bocconi con una tesi sulle produzioni in vetro di Josef Albers (relatore Marco De Michelis) e attualmente…

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