Il Ministero della Cultura continua a comprare cose: dopo Antonello e Caravaggio, adesso il Teatro Sannazaro di Napoli

Era il 17 febbraio scorso quando un incendio ha compromesso il teatro napoletano, distruggendo parte degli ambienti interni e la cupola. A seguito dell'incidente, lo Stato ha deciso di acquisirlo e di garantire ai gestori lo svolgimento delle attività in spazi alternativi 

Inaugurato il 26 dicembre 1847 per volontà del duca Giulio Mastrilli e progettato da Fausto Niccolini, il Teatro Sannazaro di Napoli si distinse fin dall’inizio per eleganza architettonica e prestigio artistico, diventando uno dei principali palcoscenici cittadini accanto ad altri teatri. Sul suo palco si esibirono grandi protagonisti della scena italiana e internazionale come Eleonora Duse, Sarah Bernhardt, Ernesto Rossi ed Ermete Novelli.

Negli anni il Sannazaro è diventato un punto di riferimento per la produzione e la valorizzazione delle attività teatrali, prima di essere colpito dal rogo, probabilmente di origine dolosa, lo scorso 17 febbraio. Le fiamme hanno compromesso gli ambienti interni e distrutto la cupola e, mentre si tenta di rimediare ai danni, il Ministero della Cultura ha deciso di acquistare il teatro l’11 marzo, a seguito di un incontro con il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico e il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. 

Lo Stato italiano acquista il Teatro Sannazaro di Napoli 

Il Ministero della Cultura acquisterà il teatro e metterà a disposizione dei gestori uno spazio che potrebbe essere anche all’interno di Palazzo Reale, affinché le attività teatrali proseguano”, così si è espresso il Ministro Alessandro Giuli.“Sarà un’operazione corale con tutte le persone che hanno a cuore il progetto Sannazaro che sono riassumibili nella parola Stato. Con il Prefetto, il Sindaco e il Presidente della Regione garantiremo continuità alla grande famiglia del Sannazaro, che va dalla proprietà, ai gestori e, soprattutto, alla comunità che continuerà a vivere”. 

I grandi nomi del teatro al Sannazaro di Napoli 

Il teatro fu anche il palcoscenico di Eduardo Scarpetta (Napoli, 1853–1925), considerato il padre del teatro napoletano moderno e creatore della celebre maschera Felice Sciosciammocca, con opere come Li nepute d’ ’o sinnaco Santarella. Ospitò inoltre lavori di autori quali Gabriele D’Annunzio e Roberto Bracco. Nel 1932 accolse la compagnia dei fratelli De Filippo, segnando un momento storico anche per l’incontro tra Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello.

Dopo un periodo di crisi nel dopoguerra, il teatro è stato rilanciato negli Anni Sessanta da Nino Veglia e dalla celebre attrice Luisa Conte, che lo trasformarono in un punto di riferimento per il teatro popolare napoletano, ottenendo un grande successo di pubblico.Alla morte di Luisa Conte, la direzione artistica è passata alla nipote Lara Sansone, che ha valorizzato sia i classici sia le nuove voci del teatro locale. Sotto la sua guida, il Sannazaro è diventato un centro culturale vivace, riscoprendo anche il genere del Café Chantant, organizzando mostre e iniziative dedicate alla memoria teatrale partenopea e affermandosi come eccellenza del turismo culturale.

Preservare un bene culturale fondamentale per Napoli e l’Italia 

“Sono molto soddisfatto dell’intesa raggiunta sul futuro del Teatro Sannazaro. Avevamo promesso alla famiglia Sansone che le Istituzioni avrebbero lavorato in tempi brevi per garantire un sostegno pubblico al fine di poter riprendere le attività prima possibile e per poi ricostruire il Sannazaro. Questo passo in avanti conferma la piena collaborazione istituzionale per preservare un bene culturale fondamentale per Napoli e per tutta l’Italia”, chiosa il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. 

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Redazione

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