La Biblioteca Centrale di Milano verrà traslocata. Cosa fare al posto della Sormani? Una proposta

Su proposta dell'assessore alla cultura del Comune di Milano, la città ha deliberato che l'attuale Biblioteca Sormani – prossima a un grande trasloco verso la BEIC – dovrà comunque restare un edificio a carattere culturale

La Giunta di Milano ha recentemente deliberato un indirizzo politico sulla Biblioteca Sormani: lo spazio potrà (anzi dovrà) cambiare contenuto, ma non potrà ospitare niente che non abbia a che fare con la cultura. L’edificio del Palazzo Sormani, in parte storico (un po’ cinquecentesco e un po’ settecentesco) e in parte ricostruito dal mitico architetto Arrigo Arrighetti dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, non potrà diventare una sede di banali uffici comunali, non potrà trasformarsi in un magazzino o in un archivio e anche se dovesse mai venire alienato dal patrimonio del Comune, dovrà comunque ospitare ancora cultura come da molti decenni a questa parte.

Palazzo Sormani, Milano
Palazzo Sormani, Milano

A Milano si costruisce la BEIC che sarà la nuova biblioteca centrale della città

Ma perché dicevamo che la Sormani dovrà cambiare contenuto? Semplice: a Milano è in costruzione la BEIC, la Biblioteca Europea di Informazione e Comunicazione. Si tratta di un edificio imponente (molto più di quel che sembrava dai render) con un cantiere che corre veloce negli ultimi mesi. Tra non molto il contenitore verrà ultimato e sarà il momento – fondi permettendo, visto che il Ministero ne ha sospesi un bel po’ – di pensare al contenuto. Si prevede che tutto sarà allestito per la primavera del 2027. Tra i tanti contenuti della BEIC ci sarà il ruolo di Biblioteca Centrale del sistema milanese, un ruolo che negli ultimi 70 anni (proprio dal 1956) è stato svolto dalla Biblioteca Sormani. Poi alla BEIC ci saranno tante altre cose perché quel che il Comune sta pensando è una biblioteca intesa in senso davvero contemporaneo: “Uno dei nostri riferimenti è la biblioteca di Helsinki” dicono dalle parti dell’assessore alla cultura Tommaso Sacchi. E chiunque sia andato in Finlandia a sbirciare come funziona quel progetto sa bene di quale salto quantico si tratti rispetto alle tradizionali biblioteche pubbliche come le intendiamo in Italia. Ma al di là del livello di innovazione che la BEIC riuscirà a portare, quello che conta è che sicuramente svuoterà la Sormani dal suo attuale ruolo.

Biblioteca Sormani, Milano
Biblioteca Sormani, Milano

Cosa fare al posto della Biblioteca Sormani di Milano?

E allora cosa faremo con la Sormani vuota? Il trasloco si avvicina e il Comune deve farsi parte diligente e iniziare a porsi il problema. Ha così cominciato a porselo proprio in questi giorni approvando un indirizzo politico allo stesso tempo chiaro e vago: “Mantenere la destinazione d’uso a carattere culturale di Palazzo Sormani, in continuità e in coerenza con la vocazione culturale che l’Istituto ha assunto a far tempo dal 1935”. Da una parte si dice che la Sormani dovrà essere ancora un contenitore culturale, dall’altra parte giustamente si lascia aperta qualsiasi strada perché “cultura” vuol dire tutto: un museo, uno spazio dedicato alla performance, un centro di formazione, uno spazio teatrale, una residenza per artisti? 

La Biblioteca Sormani: una delle sfide della prossima amministrazione di Milano

Tra non molto sarà richiesto un livello di dettaglio maggiore e con ogni probabilità il tema sarà oggetto di confronto nei programmi elettorali dei vari candidati alle elezioni comunali del 2027 alla voce “cultura”. In attesa di quel passaggio e in attesa di capire cosa la prossima classe dirigente della città vorrà fare della Sormani (la sua rifunzionalizzazione sarà senza dubbio una sfida della prossima amministrazione), proviamo a gettare sul campo una suggestione.

Finita la sua funzione bibliotecaria, non sarebbe anomalo prevedere per questo edificio un ritorno alle origini di quando era un museo (dal 1935 al 1940). Oggi gli spazi si presterebbero ancora di più visto che la parte storica è affiancata da un’ala moderna e poi c’è anche una corte adatta ad eventi e proiezioni e infine un giardino perfetto come spazio per opere monumentali. La recente riqualificazione (grazie ai cantieri della Metropolitana 4) dell’area prospicente di Via Larga e di Largo Augusto ha collocato la Sormani ai margini di un’area a preferenza pedonale che abbraccia molti altri musei tutti raggiungibili a portata di passeggiata: il Museo del 900, Palazzo Reale, Osservatorio Prada, il Duomo. Una posizione molto favorevole, capace di generare un cluster museale interconnesso sul modello dei MuseumQuarter di Vienna o Museumsinsel di Berlino. 

La Biblioteca Sormani di Milano
La Biblioteca Sormani, Milano

Una kunsthalle per l’arte giovane negli spazi di Palazzo Sormani a Milano

Ma se ipotizziamo che qui sarebbe bello avere un museo, quale tipo museo sarebbe bello avere? Sarebbe sensato avere qualcosa che a Milano non c’è: uno spazio pubblico dedicato all’arte giovane e giovanissima come già ipotizzammo; uno spazio che dialoghi con le associazioni, le non profit, le gallerie d’arte private, le tante accademie pubbliche e private. Ma come, potrebbe obiettare qualcuno, a Milano tra un po’ di tempo ci sarà il raddoppio del Museo del 900, proprio dedicato al contemporaneo. Vero, ma qui non si propone un museo ma piuttosto una kunsthalle. Un format culturale che non punta su una collezione da valorizzare e accumulare, ma uno spazio che ospita mostre temporanee e public program con una vivacità e una dinamicità che non è propria di un museo. Un centro d’arte – continuiamo a sognare – destinato a dare opportunità e spazi ad artisti sotto i 40 anni, gestito da curatori sotto i 40 anni. Contenuti? Un cinema-teatro, un parco di sculture nell’attuale Giardino Mondadori, tantissimi eventi, incontri, presentazioni, tanto spazio per studiare e fare coworking, un caffè che diventi un esemplare caffè da museo e una libreria che faccia altrettanto. Uno spazio pubblico prima ancora che uno spazio culturale: una piazza. Una programmazione di mostre con molti artisti italiani, ma anche con artisti internazionali a patto che vivano una relazione con Milano, magari proprio grazie agli spazi di residenza artistica ricavati nel museo. Orari di apertura? Da mezzogiorno a mezzanotte. 

Per mettere in carreggiata un progetto simile (o qualsivoglia altro progetto per questo edificio), ci vogliono soldi, lucidità e visione prospettica. E non sono mai i soldi il problema…

Massimiliano Tonelli

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Massimiliano Tonelli

Massimiliano Tonelli

È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena. Dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web Exibart. Direttore editoriale del Gambero Rosso dal 2012 al 2021. Ha moderato e preso parte come relatore a…

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