In mostra in Sardegna due opere letterarie raccontate attraverso illustrazioni d’artista 

La Fondazione di Sardegna dedica una mostra alle tavole grafiche di Bernardino Palazzi, pittore che in vita strinse stretti legami con l’editoria tanto da diventare uno dei maggiori interpreti della fusione tra arte figurativa e letteratura

Fanno parte del rilevante patrimonio artistico di proprietà della Fondazione di Sardegna, i due cicli di illustrazioni realizzate da Bernardino Palazzi. Opere particolari in cui arte visiva e letteratura si trovano perfettamente fuse insieme e finalmente presentate nella “Bernardino Palazzi. Le illustrazioni per La Gerusalemme liberata e Casanova”, che si articola tra Cagliari e Sassari, presso le due sedi della Fondazione. 

Pittore e illustratore tra i più raffinati del Novecento italiano, Bernardino Palazzi (Nuoro 1907 – Milano 1986) è stato un interprete magistrale della figura umana. Musa ispiratrice e protagonista del suo percorso artistico è la donna, di cui decanta eleganza ed erotismo attraverso luce e colore. Giovanissimo, dalla Sardegna si trasferisce Milano gravitando attorno al cenacolo di Margherita Sarfatti e al movimento del Novecento Italiano i cui stilemi sono la rappresentazione realistica ispirata a modelli rinascimentali caratterizzata da atmosfere sospese tipiche del realismo magico. 

L’attività editoriale e i cicli di illustrazioni di Bernardino Palazzi 

Parallelamente all’attività pittorica, il suo nome è strettamente legato a quello dell’editoria. Collaboratore del Corriere della Sera e di altri quotidiani e riviste, è stato interprete di cicli monumentali di illustrazioni tra cui “Storia della mia vita” di Giacomo Casanova e la “Gerusalemme Liberata” di Torquato Tasso, attualmente in mostra. 

“Storia della mia vita”, Casanova nelle immagini di Palazzi 

Realizzato prevalentemente a pastello nel 1970, il cui uso consente una fusione cromatica che ben si adatta alla natura effimera del ricordo, il ciclo, costituito da centinaia di tavole, è uno dei più rilevanti dell’attività grafica di Palazzi. Il linguaggio è intimo, narrativo e mai erotico, capace di restituire l’ambiguità del protagonista, un uomo spesso malinconico, al contempo nobile e fuggiasco, vittima e carnefice del proprio fascino. 

Il tratto è capace di sintetizzare espressioni e ambienti con gesti essenziali. Il colore diventa veicolo emozionale. Particolarmente sensibile alla dimensione psicologica, Palazzi restituisce atmosfere soffuse e contrasti tra luci e ombre per sottolineare lo stato d’animo dei personaggi. 

Le tavole su “La Gerusalemme Liberata”: una fusione tra letteratura e arte visiva 

Il ciclo di tavole realizzato da Palazzi nel 1970 per il capolavoro del Tasso rappresenta un momento di sintesi fondamentale tra letteratura e arti visive. L’opera nasce lontano da intenti citazionistici per collocarsi all’interno del linguaggio del Novecento italiano mediato dal Realismo Magico. L’enfasi epica e l’eccesso drammatico sono, invece, filtrati a favore di una rappresentazione solenne. 

La scelta della tempera non è casuale ma assume una funzione strutturale più che decorativa mentre la tradizione è ripensata alla luce del presente trasformando il poema in una riflessione attuale sull’uomo e sul suo destino. 

Roberta Vanali 
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Roberta Vanali

Roberta Vanali

Roberta Vanali è critica e curatrice d’arte contemporanea. Ha studiato Lettere Moderne con indirizzo Artistico all’Università di Cagliari. Per undici anni è stata Redattrice Capo per la rivista Exibart e dalla sua fondazione collabora con Artribune, per la quale cura…

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