Lo Strillone: lo stop di Franceschini alle grandi navi da crociera a San Marco su La Stampa. E poi Bernard-Henri Lévy e Umberto Eco, Rosi sui rifugiati

“Stop alle grandi navi a San Marco”. Ancora prese di posizione inconcludenti? Forse, ma stavolta il segnale – rilanciato da La Stampa – arriva direttamente dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini: “A Venezia le grandi navi non possono più passare davanti a San Marco”, ha dichiarato parlando della questione delle navi da crociera nella […]

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Stop alle grandi navi a San Marco”. Ancora prese di posizione inconcludenti? Forse, ma stavolta il segnale – rilanciato da La Stampa – arriva direttamente dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini: “A Venezia le grandi navi non possono più passare davanti a San Marco”, ha dichiarato parlando della questione delle navi da crociera nella città lagunare. “Ho letto il dossier che di recente mi è stato consegnato dal comitato No Grandi Navi e ribadisco che è un tema molto importante e urgente. A mio parere non si può garantire il passaggio così vicino a San Marco. Ci sono varie soluzioni allo studio, bisogna uscirne in fretta perché così non si può andare avanti”.

Mentre oggi a Milano si tributa l’ultimo saluto a Umberto Eco, sul Corriere della Sera arriva dalla Francia il ricordo di un amico dal nome importante come quello di Bernard-Henri Lévy. “In rue de Bizerte, da Gilles Deleuze, stupito da quel pozzo senza fondo di scienza, da quella riserva quasi infinita di intelligenza: lo interroga come si fa con un campione di giochi televisivi… Va in visibilio per la sua erudizione come davanti a un lottatore da circo, a una donna con la barba…”. “Dare a Lampedusa e Lesbo un Nobel per la pace condiviso”. La proposta dell’Orso d’Oro Gianfranco Rosi arriva sulle pagine di Avvenire: “Mi piacerebbe che la gente andasse al cinema per prendere coscienza di ciò che accade, immergendosi anima e corpo in questo dramma”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.