Sarà Pistoia la Capitale italiana della cultura 2017. Progetto convincente per “la gestione dell’area urbana, il rapporto con il territorio, l’apertura internazionale”

“Una sola città esce vincitrice, ma nessuna delle altre esce sconfitta. Abbiamo valutato molte candidature, e tutte avevano spunti notevoli di interesse, tali da meritare una promozione”. Con queste parole il presidente della Giuria di selezione, Marco Cammelli, ha consegnato al Ministro dei beni culturali Dario Franceschini la busta che conteneva il nome della città […]

L'assessore alla cultura di Pistoia alla conferenza per la Capitale Italiana della Cultura 2017

Una sola città esce vincitrice, ma nessuna delle altre esce sconfitta. Abbiamo valutato molte candidature, e tutte avevano spunti notevoli di interesse, tali da meritare una promozione”. Con queste parole il presidente della Giuria di selezione, Marco Cammelli, ha consegnato al Ministro dei beni culturali Dario Franceschini la busta che conteneva il nome della città designata Capitale italiana della cultura 2017: ed a spuntarla è stata Pistoia, impostasi sulle altre finaliste Aquileia, Como, Ercolano, Parma, Pisa, Spoleto, Taranto e Terni.
Tre le categorie di elementi sulla base delle quali si è giunti alla scelta, come specificato dallo stesso Cammelli: in primis – ha tenuto a sottolineare – la modalità di presentazione del dossier, poi la qualità intrinseca del progetto, e la sua significatività rispetto al contesto socio-culturale, e poi la sostenibilità dello stesso. Su queste basi, la città toscana ha prevalso – e qui le parole sono del ministro Franceschini – “per un ottimo mix di diversi elementi, “dalla gestione dell’area urbana al rapporto con il territorio, il ricco sistema bibliotecario, l’apertura internazionale, la qualità delle partnership messe in campo a sostegno del progetto”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Paolo

    Mi preoccupano le dichiarazioni del Sindaco, cui si associano Francesco Mati e Stefano
    Morandi, che intende proibire menù turistici veloci ed economici, auspicando un turismo d’élite, mentre tanti turisti squattrinati preferiscono risparmiare sui pasti e dedicare il piccolo budget a biglietti d’ingresso alle mostre e ai musei