Mamma Roma Addio! Morto a 90 anni Remo Remotti, umorista e attore icona per Nanni Moretti: fu anche pittore e scultore

Il suo legame con le arti visive lo aveva riaffermato proprio con una delle sue ultime comparse in pubblico, nel novembre scorso, quando festeggiò i suoi novant’anni esponendo suoi quadri e sculture nella mostra Ho rubato la marmellata, presso la galleria De Crescenzo & Viesti di Roma. “Io non mi considero un’eccezione. Ho fatto quello […]

Remo Remotti (foto Dagospia)

Il suo legame con le arti visive lo aveva riaffermato proprio con una delle sue ultime comparse in pubblico, nel novembre scorso, quando festeggiò i suoi novant’anni esponendo suoi quadri e sculture nella mostra Ho rubato la marmellata, presso la galleria De Crescenzo & Viesti di Roma. “Io non mi considero un’eccezione. Ho fatto quello che ho sentito senza chiedere niente a nessuno. Se vuoi essere libero non c’è epoca o latitudine che tenga”, rispondeva in quell’occasione a Dagospia, che gli chiedeva se “oggi un intellettuale può essere davvero libero”. E un intellettuale lo era a tutto tondo, anche se eccentrico e anomalo, Remo Remotti, attore, scrittore, umorista, cantante, drammaturgo, ma anche pittore e scultore morto ieri, nel giorno del solstizio d’estate, nella sua Roma, che fu sempre suo forte riferimento identitario.
A Roma era nato il 16 novembre 1924, e dopo una laurea in legge si era trasferito in Perù: “In Italia la differenza di classe mi faceva schifo”, spiegava sempre a Dagospia. “Rimasi in Perù 7 anni, imparai a dipingere e misi in piedi una compagnia di taxi ma non ero abbastanza cinico per sfruttare gli autisti, così feci fallimento. Alla fine sono tornato e non mi sono mosso più”. Nel 1968 si era trasferito in Germania, dove era già stato per qualche tempo nel 1964 come assistente di Emilio Vedova, e vi era rimasto fino al 1971. Aveva iniziato il suo lavoro nel mondo dello spettacolo, che lo avave portato a lavorare con importanti registi stranieri (Francis Ford Coppola, Woody Allen) e italiani (da Scola a Verdone, Bellocchio, Taviani) ma è stato soprattutto Nanni Moretti a volerlo come presenza costante nei suoi film. Fu sposato con Maria Luisa Loy, sorella del grande regista Nanni Loy.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.