Milano Updates: ma si vende a miart? Sì, e anche molto, dalla nostra prima inchiesta fra i galleristi. Ecco cosa è andato meglio…

Come sta andando miart, al secondo giorno di apertura – anzi al primo, per tutto il pubblico -, dal punto di vista dei galleristi? Bene, anzi pare di poter dire “molto” bene, da un primo giro di consultazioni che abbiamo fatto a pochi minuti dalla chiusura di venerdì. Anche le gallerie che non vantano già […]

Ron Gorchov da Thomas Brambilla

Come sta andando miart, al secondo giorno di apertura – anzi al primo, per tutto il pubblico -, dal punto di vista dei galleristi? Bene, anzi pare di poter dire “molto” bene, da un primo giro di consultazioni che abbiamo fatto a pochi minuti dalla chiusura di venerdì. Anche le gallerie che non vantano già grandi affari – o che non ce li raccontano a noi -, come Continua, Studio Invernizzi o The Galery Apart (che ha scommesso su un solo show di Luana Perilli), concordano sull’ottimo impatto di questa edizione, e non nascondono i tanti contatti creasti e le molte trattative in corso.
Una promozione su tutti i fronti arriva alla fiera milanese da un osservatore “terzo”, in quanto non presente con un suo stand, come Massimo Di Carlo, titolare della Galleria dello Scudo ed ex presidente dell’ANGAMC: che parla di un grande salto qualitativo di Miart nel suo complesso, di indovinate scelte curatoriali e di un pubblico molto attento.
Ci sono poi gli entusiasti, maggioritari, in verità: dalla Galleria Poleschi, che ha già venduto diverse importanti opere di Marisa Merz, Tano Festa, Pino Pinelli e Claudio Olivieri, alla bolognese P420, che ha piazzato pezzi di Paolo Icaro, Antonio Calderara, Anne Darboven, tanto da aver dovuto cambiatare un’intera parete dello stand. Positivo il giudizio anche di Norma Mangione, premiata con vendite di Bernd Ribbeck e Francesco Barocco, e di Thomas Brambilla, con ben 3 opere di Ron Gorchov già piazzate. Ed è solo venerdì…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
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