Lo Strillone: l’alfabeto visivo di Andrea Di Marco su Il Fatto Quotidiano. E poi Treccani, nuovo Museo Egizio, mostre a Torino

“Tutta la sua ricerca, sin dagli anni Novanta accompagnata da una pittura brillante, mirava a questo: definire un luogo (la sua regione) già denso – barocco per definizione – privandolo dei segni stereotipati, per sostituirli con altre immagini e altre visioni della realtà”. È Claudia Colasanti a dedicare, su Il Fatto Quotidiano, un appassionato pezzo […]

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Tutta la sua ricerca, sin dagli anni Novanta accompagnata da una pittura brillante, mirava a questo: definire un luogo (la sua regione) già denso – barocco per definizione – privandolo dei segni stereotipati, per sostituirli con altre immagini e altre visioni della realtà”. È Claudia Colasanti a dedicare, su Il Fatto Quotidiano, un appassionato pezzo ad Andrea Di Marco, protagonista della vigorosa scuola pittorica palermitana scomparso a soli 42 anni nel 2012. Lo fa nell’occasione della mostra che fino al 14 giugno gli dedicano le FAM, Fabbriche Chiaramontane di Agrigento: “dagli scorci metropolitani, all’incuria dei paesaggi naturali e alle non sempre limpide abitudini legate al consumo. Il tutto privando le sue tele della presenza umana, come se l’assenza potesse dare ancora più spessore alle tracce rimaste”. La Treccani festeggia i suoi novant’anni con una mostra nella Gipsoteca del Complesso del Vittoriano di Roma: “un percorso che illustra la vicenda della Treccani dai tempi del fondatore e di Giovanni Gentile e descrive la forza della sua opera di divulgazione culturale interclassista e ormai da tempo anche multimediale e virale grazie alle nuove tecnologie messe al servizio di una grande tradizione”, racconta Il Messaggero.

Pagine culturali monopolizzate dall’apertura del nuovo Museo Egizio di Torino: “II rischio maggiore era quello di trasformare fin troppo”, scrive il Corriere della Sera. “Di togliere, con i lavori di un cantiere lungo cinque anni costato 50 milioni di euro, il fascino di un museo come l’Egizio di Torino (duecento anni di storia alle spalle): il più importante del mondo dopo quello del Cairo, tra i primi io più visitati in Italia (567.688 gli ingressi, in crescita, nel 2014). Scommessa vinta: il nuovo Egizio, raddoppiato negli spazi (10mila metri quadrati quelli ora a disposizione per 4.500 oggetti esposti) anche grazie all’annessione con la vecchia Galleria Sabauda, sembra davvero un altro museo, ma dell’antico (scaturito dall’intuizione e dalla collezione di Bernardino Drovetti) ha mantenuto tutto l’incanto”. Ancora a Torino, su La Repubblica c’è un focus dedicato alle mostre di questo inizio primavera: dal Modigliani parigino, con 22 tele e alcune sculture del genio livornese esposte alla Gam, alle donne di Tamara de Lempicka a Palazzo Chiablese, fino alla Pinacoteca Agnelli, per un tuffo nel Rinascimento con un dipinto poco conosciuto di Raffaello, “la Madonna del divino amore”.