Lo Strillone: Daniel Libeskind promuove l’Italia e Milano sul Corriere della Sera. E poi Made in Italy, tax credit edilizio, Roma brand globale

“Sono del tutto convinto che l’Italia abbia la giusta dose di preparazione per fare squadra con altre realtà”. Se la promozione viene da Daniel Libeskind vale doppio: l’archistar sceglie le pagine del Corriere della Sera per dire la sua sull’Italia e soprattutto con Milano, “una delle più fantastiche città al mondo, c’è una intersezione unica di […]

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Sono del tutto convinto che l’Italia abbia la giusta dose di preparazione per fare squadra con altre realtà”. Se la promozione viene da Daniel Libeskind vale doppio: l’archistar sceglie le pagine del Corriere della Sera per dire la sua sull’Italia e soprattutto con Milano, “una delle più fantastiche città al mondo, c’è una intersezione unica di fashion, cultura e design”. L’Expo? “Io sono una persona ottimista (lo devi essere per fare l’architetto) e quel che ho potuto vedere è molto eccitante. Certo, forse non c’è una tempistica perfetta. Insomma, il design è nel Dna culturale di questo Paese e probabilmente è per questo che, avendo uno standard molto alto, spesso gli italiani fanno una severa autocritica: se si hanno il Duomo o il Colosseo, si finisce per chiedere molto a un architetto contemporaneo”.

Il Made in Italy? È al centro dei nostri interessi”. Mentre entra nel vivo il Salone del Mobile, Il Sole 24 Ore intervista Matthew R. Haworth, presidente della Haworth Inc., gruppo statunitense specializzato nella progettazione e produzione di ambienti di lavoro che a febbraio dello scorso anno ha acquisito per 410 milioni il gruppo Poltrona Frau (Pfg) a cui fanno capo, oltre alla stessa Poltrona Frau, anche i brand Cassina e Cappellini. Dopo il tax credit per il cinema e l’art bonus per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio, arriva il tax credit anche per le facciate dei palazzi. È ancora il Sole a riportare il nuovo provvedimento appena annunciato dal ministro Dario Franceschini: un bonus per chi ristruttura la facciata del proprio palazzo, per “restituire bellezza ai centri e alle periferie delle città e aprire i cantieri, sulla scia di quanto hanno già fatto sia il 50% sulle ristrutturazioni edilizie sia il 65% sugli interventi per il risparmio energetico”. Roma sta diventando un brand ambito a livello planetario: il punto lo fa Italia Oggi, secondo cui “Pallotta e gli arabi consegneranno la città eterna alla globalizzazione”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.