Ecco il Best Of 2014 secondo la redazione di Artribune. Personaggi, artisti, curatori, musei, gallerie, politici. Diteci la vostra

Il miglior giovane artista? Il museo che si è mosso meglio? La mostra che resterà nella memoria? È possibile mettere in archivio il 2014 con delle indicazioni obbiettive? No, ovviamente: ciascuno si è creato le proprie convinzioni, le sue personali “classifiche”. Ma Artribune ha messo insieme le idee dei propri redattori e di un gruppo […]

Thomas Braida con un suo dipinto sullo sfondo

Il miglior giovane artista? Il museo che si è mosso meglio? La mostra che resterà nella memoria? È possibile mettere in archivio il 2014 con delle indicazioni obbiettive? No, ovviamente: ciascuno si è creato le proprie convinzioni, le sue personali “classifiche”. Ma Artribune ha messo insieme le idee dei propri redattori e di un gruppo di contributors, e anche quest’anno ha deciso di accettare la scommessa: ecco il nostro “best 2014”, e nel commentario aspettiamo di leggere le vostre, di indicazioni…

MIGLIOR GIOVANE ARTISTA ITALIANO – Thomas Braida. Grande crescita in questo anno, ottima capitalizzazione dell’esperienza negli ateliers della Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia. Una pittura carica di suggestioni, con una grande abilità di creare micronarrazioni, fra animali mostruosi, mondi di favola, gesti creativi dove la materia oscilla tra il mistero e il gioco. 2014 da ricordare anche per altri italiani in piena maturazione, come Francesco De Grandi e Andrea Mastrovito.

MIGLIOR ARTISTA ITALIANO AFFERMATO – Giuseppe Penone. Non servono troppe “motivazioni”, per l’artista che ha metabolizzato al meglio la fama raggiunta con il gruppo dell’Arte Povera, che resta una base sulla quale ha appoggiato una necessità creativa che lo porta ad una crescita che non subisce pause. Il Praemium Imperiale attribuitogli in Giappone, e grandi mostre come quelle di Forte Belvedere o del Musée de Grenoble, sono solo episodi che confermano la sua grandezza. Menzione per Arcangelo Sassolino, deciso nella fiducia affidata in primis alla qualità della propria opera.

Giuseppe Penone a Forte Belvedere  (foto Valentina Grandini)
Giuseppe Penone a Forte Belvedere (foto Valentina Grandini)

MIGLIOR MUSEO IN ITALIA – Hangar Bicocca. Non un “museo” nell’accezione comune, ma il centro d’arte che a Milano riesce a proporre la programmazione più convincente, ecumenica e qualitativamente impeccabile in questo momento. In continua evoluzione, anche a livello curatoriale: con la piena integrazione alla direzione di Vicente Todolì, e con la prossima partenza di Andrea Lissoni (direzione Tate Modern). Fra i musei-musei conferma a Napoli del Madre, già posto in cima al podio lo scorso anno da Artribune.

MIGLIOR NUOVO MUSEO ITALIANO – Museo Ettore Fico. Un museo che è monografico solo nel nome, ma che in pochi mesi da Torino ha già chiarito la volontà di contare nelle dinamiche contemporanee italiane e non solo.

MIGLIORE CASA D’ASTE – Sotheby’s. Un anno memorabile, che la vede fronteggiare sempre più da vicino la rivale storica Christie’s. E la vede continuare a scommettere (e vincere) sull’Italia: con ottime sessioni di vendite a Milano, con delle Italian Sales londinesi da record.

MIGLIOR COLLEZIONISTA ITALIANO – Giorgio Fasol, che conferma anche quest’anno il proprio impegno nel sostegno degli artisti italiani, anche all’estero. Un occhio fuori dal comune.

Pontormo e Rosso Fiorentino, Palazzo Strozzi, Firenze
Pontormo e Rosso Fiorentino, Palazzo Strozzi, Firenze

MIGLIOR MOSTRA IN ITALIA- Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della Maniera, a Palazzo Strozzi, Firenze. Un’impresa che ci ricorda, finalmente, come tutte le mostre dovrebbero essere. Andando a mietere apprezzamenti anche oltreconfine, con la rivista londinese Apollo che la inserisce nelle migliori dieci dell’anno al mondo.

MIGLIORE FIERA – Art Basel Miami Beach. Un’edizione straordinaria quest’anno. Una fiera che ha cambiato faccia, vocazione, ruolo e posizionamento di una città. Caso da studiare.

MIGLIOR EVENTO ITALIANO – Shit and Die. La mostra curata da Maurizio Cattelan a palazzo Cavour, inserita nel programma di Artissima come edizione 2014 di One Torino, vince – senza entrare nel merito artistico – per il grande seguito di pubblico e riflesso mediatico. Operazione riuscita e di caratura internazionale.

MIGLIOR PAESE – Gli USA non cedono lo scettro della geopolitica artistica mondiale: non ce n’è per nessuno e non ce ne sarà per nessuno a lungo. Altro che Cina, Golfo e Sud Est Asiatico!

MIGLIOR CITTÀ INTERNAZIONALE – Parigi. Per tutto quello che abbiamo scritto nel nostro scorso editoriale sull’Artribune Magazine: è una città che ha sbaragliato la concorrenza più temibile (leggasi Londra) trovando il gusto di fare sistema tra arte, moda, istituzioni. La nuova Fondazione Louis Vuitton, miglior edificio del mondo inaugurato nel 2014 secondo le nostre classifiche architettoniche, è solo la punta di un iceberg di qualità e pianificazione culturale invidiabile.

Fondation Louis Vuitton (© Silvia Neri)
Fondation Louis Vuitton (© Silvia Neri)

MIGLIOR CITTÀ ITALIANA – Napoli! È e resta il luogo creativamente più interessante del paese. Non solo per il buon lavoro del Madre, non solo per i progetti della città (si pensi alle stazioni della metro, specialmente a quelle, straordinarie, che stanno per aprire), non solo per lo straordinario e infaticabile lavoro delle gallerie, dell’accademia e ora anche delle aziende private (come Optima, con il suo nuovo premio). Ma per l’insieme di tutto questo e per l’atmosfera che ne scaturisce.

MIGLIOR DIRETTORE DI MUSEO IN ITALIA – Cristiana Collu. Per il coraggio di dire no – alla direzione del Mart di Rovereto – in un Paese in cui nessuno abbandona mai la propria poltrona. Condizione (e motivazione) condivisa con Marco Pierini alla Galleria Civica di Modena.

MIGLIOR CRITICO/CURATORE – La vera novità la incarna in Italia Maurizio Cattelan: l’artista che si fa curatore, mettendo in discussione l’identità di quest’ultimo ruolo, ed immettendo nelle dinamiche creative fattispecie e punti di vista affatto inediti ed alternativi. Sulla scena internazionale sono molti i casi: su tutti quello dell’artista tedesco Christian Jankowski curatore di Manifesta 11, nel 2016 a Zurigo.

MIGLIOR GIORNALISTA – Jerry Saltz. Non molla un colpo e tiene la schiena dritta (si vedano le critiche ad Art Basel Miami) anche dopo decenni in un ambiente ristrettissimo come quello dell’arte contemporanea. Non risparmia niente e nessuno e ha la libertà di renderlo pubblico. A livello italiano, pur non trattandosi di giornalista puro, menzione a Vincenzo Trione: scrive, recensisce, pubblica libri e diventa anche il direttore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia. Più di così…

Jerry Saltz
Jerry Saltz

MIGLIOR NOTIZIA ITALIANA – Rischia – a seconda dei punti di vista – di trasformarsi anche nella “peggior” notizia: la riforma Franceschini del Ministero dei Beni culturali. Pienamente condivisibile – lo abbiamo ripetuto più volte – in termini di principio: con lo svecchiamento organizzativo, la razionalizzazione dirigenziale, la rottura di diversi tabù, come quello dell’apertura ai contributi privati. Ma alcuni segnali arrivati sul finire dell’anno mettono un grande punto interrogativo su tutto l’operato del ministro: dalla vergognosa gestione delle nomine dei direttori generali al Mibact, ai punti oscuri sul bando internazionale per le venti principali direzioni museali.

MIGLIOR GALLERIA D’ARTE ITALIANA – Massimo De Carlo. Notevole il lavoro che la galleria milanese sta proponendo con la sede di Londra. E notevole il lavoro che sta facendo su artisti italiani trascurati o comunque non adeguatamente valorizzati, come Gianfranco Baruchello.

MIGLIOR UOMO POLITICO – È stato un 2014 caldissimo per il deputato del PD Michele Anzaldi. Caldissimo per gli impegni, le pressioni e le prese di posizione che il politico siciliano, formatosi in Legambiente, ha attato nel settore dell’arte.

MIGLIOR PROGETTO FUTURO – In Italia, se lo scorso anno scommettevamo sull’Expo 2015 di Milano, ora l’opzione non può che andare alla Biennale di Venezia di Okwui Enwezor, che le prime anticipazioni vogliono – in grande discontinuità con quella di Gioni – ispirata al Capitale. A livello internazionale occhi puntati sugli sviluppi – per ora architettonici – del Guggenheim Helsinki e sull’apertura del nuovo Whitney Museum di New York.

  • Ma chi ha compilato questa lista?
    Un artista che deve qualcosa a qualcuno ?( Napoli e Madre) Chiedetelo un pò ai napoletani che non vanno al Madre ( 10 persone massimo) perchè è avulso dalla città . Un artista che deve aspirare ad ottenere visibilità presso note gallerie e noti curatorelli ? ( De Carlo e Baruchello ) Un gallerista che per non pagare le tasse se ne fugge a Londra? Bel lavoro di promozione culturale. Mhh come puzza questa lista. Concordo solo per il bravissimo Braida e per il grande e unico Saltz , che vomiterebbe su questa Hit Parade .

    • Marco Enrico Giacomelli

      Di cosa puzza Guido?

      • Di puro Marketing ! Solo piaggieria fine a se stessa. Ma capisco che bisogna tenere buoni chi può dare sostegno alla testata. Sono io che vivo nel mondo della libertà intellettuale….

        • Marco Enrico Giacomelli

          Caro Guido, in colpo solo inanelli delle accuse piuttosto pesanti: noi (e quindi anche io, visto che faccio parte della redazione e scrivo qui a mio nome) avremmo fatto una classifica “pubblicitaria”, piaggeria, tu libero (e noi schiavi, immagino) ecc. ecc. E poi ci sono accuse di portata forse più grave verso altri: a me non risulta che Massimo De Carlo sia un evasore, ma se hai dati in questo senso avverti la Guardia di Finanza. Se invece la critica è l’aver aperto una sede all’estero, se non erro tu stesso lavori in/con la Svizzera: quindi anche tu lo fai per non pagare le tasse? Sul marketing, infine, c’è ben poco da dire: basta guardare chi nominiamo in quella classifica e contare quanti inserzionisti “nostri” ci sono. Si fa in fretta, molto in fretta…

          • Caro Enrico,

            prima solleciti un confronto e poi giri la discussione sul personale il che non ti fa onore.

            1) non ho aperto alcuna galleria in svizzera , bensì sono stato contattato da imprenditori che apprezzano il mio lavoro trentennale, di scouting italiano ed internazionale e mi hanno incaricato per la direzione artistica e la curatela, non son socio, ne io ne altri legati a me , mi rimborsano i costi e nella speranza che la mia programmazione funzioni forse avrò un incentivo, fatturato in Italia e pagherò le tasse ( altissime) in Italia.

            2) fate un bell’articolo che indaghi su quante strutture Italiane sono volate via per i problemi di eccessiva Tassazione Italiana e capirete cosa intendo, poi verificate quanti e quali artisti Italiani queste stesse strutture promuovono con forza e determinazione nei paesi dove hanno scelto di migrare, perchè al di la del problema delle tasse, è questo il vero problema : non promuovere la scena artistica italiana, se non quella ( per fortuna ma tardivamente) di Artisti consolidati da almeno trent’anni al fine di organizzare poi con Sotheby’s le Italian Sales.

            Il caso di Baruchello la dice lunga su parecchi fronti .

            Gianfranco Baruchello ( classe 1924) grande artista Italiano, dall’età di vent’anni ( 1963) espone in Italia ed all’estero ma con questa proporzione : 20 mostre in Italia e 30 all’estero , ma cosa ancor più triste è che delle circa 50 personali In Italia solo il 20% circa sono state promosse da strutture pubbliche mentre all’estero è quasi il contrario. Inoltre Baruchello attualmente è in mostra alla Triennale e a Napoli, appunto al Madre con un prestito a lungo termine. E qua si apre il capitolo Madre , che voi inserite nella vostra Hit Parade .

            3) Perchè un Museo pubblico che vive di contribuzione collettiva pubblica ( Campana aggiungo) e cha dovrebbe a rigor di logica investire i soldi della collettività ( Campana ribadisco) al fine di migliorare la conoscenza e stimolare l’apprendimento della collettività nella quale insiste e dalla quale preleva è totalmente distante dalla scena artistica e quindi dalla ricerca storica ed attuale della scena locale, almeno un 50 % della sua attività pubblica dovrebbe essere indirizzata verso la promozione di questa scena. Invece no!

            Perchè è un buon Museo ? Perchè compra le mostre dall’estero ma non vende le proprie che dovrebbe fare per promuovere la scena artistica Campana? Nella realtà quei fondi servono a promuovere quei 3 o quattro addetti ai lavori ( Italiani almeno questo è positivo) che li utilizzano per promuovere loro stessi ed al massimo le Grandi Gallerie internazionali che poi possono trovare loro un lavoro futuro!

            Esempio tangibile : Madre, mostra personale di Walid Raad , coprodotta dal Madre con Carré d’Art-Musée d’art contemporain, Nîmes (sic) curata da Alessandro Rabottini ed Andrea Viliani, e la motivazione della coproduzione è la seguente : ” approfondire la conoscenza della scena culturale e delle dinamiche socio-politiche di un’area al centro della cronaca e al contempo in piena espansione quale appunto il Vicino e Medio Oriente, particolarmente rilevante per un’area affacciata sul Mediterraneo come la Regione Campania e la città di Napoli.”

            Ci piacerebbe sapere dove è la coproduzione di una personale di un artista Campano ? I soldi sempre dalla collettività arrivano.

            4) Il marketing non è esclusivamente vendere gli spazi pubblicitari “Caro Enrico” .

            5) Napoli è veramente alla frutta , sotto tutti gli aspetti , meglio viverci che passarci del tempo come turisti per capire cosa dico!

          • Marco Enrico Giacomelli

            Guido nel tuo precedente commento hai accusato di evasione un tuo collega: e io l’avrei buttata sul personale? Curioso.
            Quanto al problema delle tassazioni, avremo pubblicato 15-20 articoli, e altri ce ne saranno.
            Sul resto, le classifiche sono fatte proprio per discutere, e ben venga anche il tuo contributo (questo è marketing? Sì)

          • Io non ho accusato nessuno , ho detto solo ” Per non pagare le tasse” , forse avrei dovuto specificare le “altissime tasse”. L’evasione è altra cosa. Non è un mio collega , lo è stato , ora da tre anni svolgo altra attività .La discussione spero ci sia e Si anche questo è marketing!

    • Redazione Artribune

      Caro Guido, facciamo questa classifica ogni anno proprio per invitarvi a discutere. Dunque ben venga la tua contrarietà su alcuni punti. Sempre viva Napoli!

      • Ma che significa Viva Napoli ? Avete idea in che condizioni, economiche,sociali,culturali e psichiche vessa la città?

  • Anna Givone

    Le mostre di Okwui Enwezor sono dei documentari a cielo aperto, per molti aspetti non molto diversi dai numerosissimi che si vedono nelle tv. Tolti quelli l’arte non si vede. Andava bene per Kassel non per Venezia.

    La riforma Frsnceschini pur avendo qualche spunto buono, nelle nomine ha mostrato di essere vecchio. La stessa nomina al Padiglione Italia che dice chi erano i concorrenti ma non dice i temi proposti dei candidati nominati e chi era la giuria che selezionava riporta all’assurdo italiano del nascondere quello che non di deve nascondere. Mai ho visto in europa e in America citare i candidati, sempre e solo il vincitore.

    Jerry Saltz è un grande, ma il suo troppo potere gli ha dato un pò alla testa, ne sono prova certi sostegni a certa arte-non arte.

    Cattelan Miglior critico curatore mi ha veramente sorpreso, in fondo come l’eccesso di valutazione della sua arte.

    Miglior direttore mi convince molto Cristiana Collu, una grande in tutti i sensi, con poco (tagli selvaggi e pressioni) ha fatto moltissimo.

    Miglior fiera: ArtBasel e non Art BaselMiami, eddai, un mondo le separa!! Solo i party collaterali sono meglio, il resto proprio No.

    Miglior evento italiano: La Magnifica Ossessione a Rovereto, per l’idea e per la sua costruzione. E poi costata molto meno e senza i supporti mediatici che ha avuto cattelan.

    Miglior museo: il Mart, lo dice anche il vostro sondaggio. La Bicocca sarebbe giusta seconda.

    Miglior giovane artista italiano: Valentina de Mathà.

    Migliore mostra contemporanea in Italia: L’altro Ritratto, curata dal filosofo francese Jean Luc Nancy.

  • Luca Rossi

    Adesso che Cattelan abbia messo in pericolo il ruolo di curatore….per favore. Cattelan gestisce molto bene il suo ruolo di artista, questo sì. Ma evidentemente non si riesce a vedere oltre la siepe.

    • Marco Enrico Giacomelli

      Perché è buio oltre la siepe (cit.), quindi se vedi qualcosa: o hai un visore da commando armato (che in sti giorni non è proprio un accessorio che riscuote tanta simpatia) o devi chiamare con urgenza un oculista. :)

  • giorgio

    miglior giornalista a Trione?? vabbè ma allora Dantini chi è, un genio?

    • Marco Enrico Giacomelli

      Dantini è il miglior giornalista dell’anno scorso, mica possiamo premiarlo ogni dodici mesi. E poi ora scrive spesso (non quanto ci piacerebbe, ma ci accontentiamo!) per Artribune, e non ci piace lodarci e imbrodarci, già lo fanno in troppi :)

    • Daniele Murentini

      Vincenzo Trione non ha fatto molto per meritare la direzione del Padiglione Italia alla Biennale, molto meglio come giormalista. La sua nomina al Codice Italia (titolo più banale e infelice non potrebbe essere, altro che Capitale e globalizzazione!!) rimane un mistero dell´era Franceschini. Che sia il migliore giornalista non lo dico. Ne ho letti di migliori e competenti, anche qui senza andar lontani sulle pagine di Artribune.

  • Alessandro Violante

    Beh ragazzi, forse non viviamo nello stesso paese e abbiamo concetti di arte diametralmente opposti ma non mi aspetto niente dalla prossima Biennale di Venezia, anzi forse neanche ci andrò, io vi inviterei piuttosto a ripensare alla mostra di Irvine e Turrell, tanto per dirne una, o anche alla monografica su Joan Jonas. La Biennale di nuovo non aveva praticamente niente. Ad ogni modo evito francesismi ma Cattelan è la quintessenza di come il sistema elogi l’aria fritta. E dai… quando leggo ste cose me ne tornerei subito volentieri a Linz e a Karlsruhe a vedere un po’ di innovazione e / o di cose realmente interessanti…tutta la brodaglia varia dei vari Cattelan, Koons e chi più ne ha più ne metta sono certo spinti dai media e ipervisitati, ma che fanno di così bello e innovativo da meritare un premio? Ancora dietro al concettuale…e dai…

  • Igor Massari

    Una domanda alla redazione, chi è secondo voi il miglior direttore di arte contemporanea? Mi sfugge che Cristiana Collu e Marco Pierini possano esserlo solo per quel motivo, o no? Non è riduttivo?
    Concordo con i due nomi, rilevo che Cristiana Collu ha fatto uno splendido lavoro a prescindere dalle dimissioni. Anche Pierini ha fatto bene.
    Cristiana Collu è una guida che mi piacerebbe vedere ancora in Italia, sarà così?

  • The best is Roberto Scala I number one capito

  • No Eugenio Viola un vero uomo un numero uno nella direzione dei musei d’arte contemporane ma c’è anche Andrea Villani

  • andrea bruciati

    Concordo su quasi tutte le voci (ancora complimenti a Thomas), anche se avrei evidenziato altri nomi per curatore, giornalista e galleria. Lissoni, Montanari, La Veronica le mie scelte.

  • Bravo Maurizio Cattelan così si fa Catteliamoci Cattelanongesci