Torino Updates: Radical Shit. Il radicale Silvio Viale chiede al Comune di ritirare il patrocinio alla mostra di Cattelan. E l’artista: “ma i radicali esistono ancora?”

“Ma i radicali esistono ancora? Quanto hanno in Parlamento? Ma la mostra l’hanno vista?”. Questo risponde, un Maurizio Cattelan prima sorpreso, poi visibilmente infastidito, quando gli chiediamo di commentare l’ultima notizia esplosa attorno alla mostra Shit and Die, da lui co-curata a Torino a Palazzo Cavour. Lo spunto? Un’interrogazione posta durante il question time dal […]

Ma i radicali esistono ancora? Quanto hanno in Parlamento? Ma la mostra l’hanno vista?”. Questo risponde, un Maurizio Cattelan prima sorpreso, poi visibilmente infastidito, quando gli chiediamo di commentare l’ultima notizia esplosa attorno alla mostra Shit and Die, da lui co-curata a Torino a Palazzo Cavour. Lo spunto? Un’interrogazione posta durante il question time dal consigliere comunale Silvio Viale, dei Radicali, per sapere se il Comune abbia concesso il Patrocinio alla mostra, e in caso affermativo di revocarlo. Nulla a che vedere, però, con giudizi artistici: in realtà – abbastanza cattelanianamente – Viale rivendica una sorta di par condicio curatoriale. Evocando quel che accadde lo scorso settembre con la mostra internazionale di arte LGBTE, quando il comune ritirò il patrocinio prima concesso. “Che posso dire? Ognuno ha le sue opinioni, ed è giusto che le esprima. Il Comune faccia quel che crede giusto”, conclude Cattelan, accennando un passo di danza…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Luca Rossi

    Devo ancora vedere la mostra, ma a sentire le dichiarazioni dei curatori sembra una mostra inutile: perchè fare una mostra se ci vogliono dire che alla fine dobbiamo cagare e poi morire???? Questa disillusione contraddice tutto l’impianto. Lo sappiamo che sesso, morte e videotape attirano pubblico per aperitivo…quindi? Non siamo più negli anni 90, ma l’assenza di alternative (per adesso) fa sempre ricadere negli anni 90. Catty sembra un vecchio lupo canuto, non morde più. Oggi vive di rendita, era molto meglio quando interveniva e poi scappava. Questa gestione dei lavori in corso, queste mille interviste che non ha fatto lui, lui e Cracco che fanno cabaret griffati, il film che lo celebra…sono cose che iniziano a puzzare di cadavere.

    Io penso invece che serva sviluppare una speranza, o un modo che indichi una speranza, e non questa disillusione disfattista e opportunista. Ho provato a dialogare con i curatori ma loro ci sentono solo sulla provocazione o il glam spiccio. Mah. Se attirano molta gente per fare aperitivo in modo cool probabilmente va bene. Mi riservo di vedere la mostra.