Fiac annulla l’edizione di Los Angeles del 2015. “Serve più tempo per organizzare la fiera al meglio”. Ma molti pensano che la vera ragione siano le scarse adesioni

Non tutte le Fiac riescono col buco. Se scomodiamo l’adagio popolare, in verità abbastanza logoro, è solo per sottolineare che anche alla fiera parigina, per convinzione pressoché unanime la rassegna più in forma al momento assieme all’immarcescibile Art Basel, capita di subire defaillance. Come quella, scottante, di dover annullare la tanto strombazzata edizione losangelena (chi dimentica i mega […]

Fiac 2014, a Parigi

Non tutte le Fiac riescono col buco. Se scomodiamo l’adagio popolare, in verità abbastanza logoro, è solo per sottolineare che anche alla fiera parigina, per convinzione pressoché unanime la rassegna più in forma al momento assieme all’immarcescibile Art Basel, capita di subire defaillance. Come quella, scottante, di dover annullare la tanto strombazzata edizione losangelena (chi dimentica i mega cartelloni affissi non più tardi di due settimane fa durante l’edizione parigina al Grand Palais, che già preannunciavano le date della tappa californiana?), in programma per la fine di marzo 2015.
Questo il contenuto del comunicato ufficiale rilasciato da organizzatori del colosso Reed Expositions: se ne riparlerà, almeno così si assicura, nel 2016. Ma qualcuno sospetta che si tratti di un addio definitivo. Cos’è successo? Alcuni osservatori assicurano che le reali motivazioni sono nelle scarse adesioni alla fiera – si vede che la crisi globale morde anche oltreoceano, e le continue bufere nelle quali si trova invischiato Obama non aiutano -, e anche nelle inadeguate risorse umane e organizzative messe in campo da Fiac, forse distratta dal grande successo dell’edizione casalinga appena conclusa (al netto del mezzo flop della nuova collaterale Officielle).

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.