London Updates: tante immagini da Frieze Masters. Dove si conferma il boom dell’arte italiana, specie dell’Arte Povera: da Paolini a Boetti, Penone, Anselmo

Antiche sculture lignee, raffinate cesellature orientali, dipinti di altissima scuola e tanti secoli di pedigrée, altri con meno anni, ma non minor aura. E spesso anche più zeri nel prezzo. Il tutto, al top della qualità mondiale: top mondiale guadagnato in pochi anni – forse condiviso con la sola Maastricht – da Frieze Masters, la […]

Antiche sculture lignee, raffinate cesellature orientali, dipinti di altissima scuola e tanti secoli di pedigrée, altri con meno anni, ma non minor aura. E spesso anche più zeri nel prezzo. Il tutto, al top della qualità mondiale: top mondiale guadagnato in pochi anni – forse condiviso con la sola Maastricht – da Frieze Masters, la sezione antica e moderna che affianca la main fair. E se ci fosse bisogno di qualcosa che confermi queste incredibili performance della rassegna, le si potrebbero facilmente trovare nelle dinamiche dirigenziali: che come molti ormai sanno Victoria Siddall, 36 anni, dal 2011 direttriceFrieze Masters, è stata recentemente nominata al vertice di tutte le fiere del network, Frieze London quindi e Frieze New York. E se non è una conferma di ottima gestione questa… Prime impressioni? Si conferma il vero boom dell’arte italiana, del resto già visto in molte gallerie private in giro per Londra. E soprattutto dell’arte povera: da Anthony Meier troneggia una grande installazione di Giulio Paolini, da Ben Brown una personale ampia e profonda di Alighiero Boetti e soprattutto da Marian Goodman dominano la scena Giuseppe Penone, Giovanni Anselmo e ancora Paolini. Mentre da Robilant e Voena c’è spazio per Scheggi, Castellani, Manzoni e Fontana. Comunque sia, la rassegna ha aperto oggi al pubblico, ci sarà modo di tornare a parlarne: intanto, eccovi una bella carrellata di immagini…

http://friezemasters.com/

 

 

 

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.