Venezia Updates: Fellini, il cinema, il disegno e quelle cene in Via Margutta. Le chine di Mario Di Costanzo omaggiano il grande regista-disegnatore

È una consuetudine che ritorna, nelle biografie di artisti e personaggi celebri. Un gioco, un rituale, da cui a volte sono venuti fuori piccoli tesori. Pagati a suon quattrini. Parliamo dei classici “disegni da tavola”, scarabocchi, bozzetti, appunti, compisizioni veloci, realizzati tra un dessert, due checchiere e un bicchiere di vino, al ristorante. Su un bloc notes, […]

Roberto Di Costanzo, Sotto casa di Federico

È una consuetudine che ritorna, nelle biografie di artisti e personaggi celebri. Un gioco, un rituale, da cui a volte sono venuti fuori piccoli tesori. Pagati a suon quattrini. Parliamo dei classici “disegni da tavola”, scarabocchi, bozzetti, appunti, compisizioni veloci, realizzati tra un dessert, due checchiere e un bicchiere di vino, al ristorante. Su un bloc notes, un pizzino o persino un tovagliolo. Artisti come Mirò o Picasso, fumettisti (Andrea Pazienza pare disegnasse ovunque, dalla carta del pane ai muri, fino alle tovaglie di carta delle pizzerie) ma anche poeti, scrittori, registi.
Federico Fellini, per esempio. Che di schizzi sui tovaglioli ne faceva in continuazione. E poi fogli, foglietti, taccuini, fino a un “libro dei sogni” tenuto sul comodino come diario illustrato. Fellini era, fin da ragazzino, un disegnatore compulsivo: iniziò con allegre caricature di bagnanti e villeggianti, nella sua Rimini, per poi proseguire a Roma, negli anni della guerra, facendone nel tempo un hobby connesso al suo lavoro: sceneggiature di film, vignette, illustrazioni o semplici riempitivi quotidiani. Dentro c’erano la sua Roma, i suoi personaggi, le donne, le ossessioni, i luoghi, le fantasticherie.

Roberto Di Costanzo, Sotto casa di Federico - La strada
Roberto Di Costanzo, Sotto casa di Federico – La strada

Negli Ottanta Fellini viveva in Via Margutta, proprio sopra Il Margutta RistorArte, trattoria vegetariana di Claudio Vannini – ai tempi amico del regista – e di sua moglie Tina. In quel ristorante sono nate idee, progetti di film, incontri. E anche disegni, naturalmente.
Lo scorso maggio i Vannini hanno voluto dedicare al mondo del maestro e alla sua passione per il disegno una mostra dal titolo Sotto casa di Federico, proprio in quel luogo di convivialità in cui tante volte si era fermato a cenare, conversare, abbozzare visioni. Protagonista è Roberto Di Costanzo, anche lui abile disegnatore, che nelle sue chine ha ripercorso scene, segni, ispirazioni, magie, volti e scorci romani, legati a Fellini.
Oggi la mostra è approdata alla 71° Mostra del Cinema di Venezia, negli spazi dell’Hotel Excelsior, con il patrocinio della Fondazione Ente dello Spettacolo, del Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, della maison Pierre Cardin e delle Editions Nomades, con la cura di Francesca Barbi Marinetti. Delicate memorie su carta, sature di poesia onirica, con cui Di Costanzo attraversa alcune perle del cinema felliniano, da La dolce vita a Ginger e Fred, arrivando fino all’eco della sua lezione ne La grande bellezza di Paolo Sorrentino. Il tutto passando attraverso il disegno, strumento ironico, sensibile, affilato, al servizio dell’immaginazione: quella che Fellini liberava sul set, tra le piazze di Roma o al tavolo di una trattoria, in fondo a Via Margutta.

– Helga Marsala

Roberto Di Costanzo, Sotto casa di Federico
Hotel Excelsior
Lungomare Guglielmo Marconi 41, Lido di Venezia

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.