Romaeuropa invita a Roma Laimonas Zakas, l’artista-hacker lituano, terrore dei social network. Cortocircuiti informatici, aspettando Digital Life

Inizia il countdown per la quinta edizione di Digital Life, piattaforma espositiva ideata e prodotta dalla Fondazione Romaeuropa, in cui si intrecciano arte contemporanea, innovazione tecnologica, ricerca sui new media. Un conto alla rovescia di alcuni mesi, da tramutare in ulteriore occasione creativa: tempo non morto, ravvivato da alcuni appuntamenti culturali, quasi a preparare il […]

Laimonas Zakas

Inizia il countdown per la quinta edizione di Digital Life, piattaforma espositiva ideata e prodotta dalla Fondazione Romaeuropa, in cui si intrecciano arte contemporanea, innovazione tecnologica, ricerca sui new media. Un conto alla rovescia di alcuni mesi, da tramutare in ulteriore occasione creativa: tempo non morto, ravvivato da alcuni appuntamenti culturali, quasi a preparare il terreno prima del grande opening. E di attesa ce n’è parecchia, a un anno dal pasticcio della precedente edizione, quando la rassegna chiuse i battenti con largo anticipo, per protesta contro alcuni episodi di mala gestione, tra scarsa sicurezza per le opere, vaghezze amministrative e ritardi contrattuali. Tensioni col Comune appianate, sembrerebbe.
Si riparte dunque il prossimo autunno, non più al Macro Testaccio ma negli spazi della Pelanda, cominciando già da adesso a scaldare i motori. In quest’ottica Romaeuropa e l’Ambasciata di Lituania presentano venerdì 9 maggio, negli spazi dell’Opificio, Glitchr: The Social Breakdown, prima mostra personale in Italia dell’artista-hacker lituano Laimonas Zakas, a cura di Annapaola Intrisano e Paola Micalizzi.

Laimonas Zakas - Glitchr
Laimonas Zakas – Glitchr

L’ambito di ricerca è quello del digitale, in un mix di calcoli informatici e distorsioni grafiche che precipitano nel caos la routine dell’informazione e dell’interazione on line: estetica social-oriented, deflagrata, interrotta, destrutturata da fattori di disturbo sotterranei. Attraverso “iniezioni” di script e codici di programmazione, che sfruttano i bug del sistema, il suo Unicode Glitchr si insinua tra gli scheletri delle pagine Facebook, Twitter, Tumblr e Google+, inserendo un numero illimitato di segni nel carattere. Il risultato? L’esplosione del testo oltre il margine definito e la scomposizione casuale dell’interfaccia grafica. Un caos, nel cuore della comunicazione virtuale, che disorienta l’utente e vanifica il senso della stessa dimensione relazionale, linguistica, comunicativa.
Le incursioni di Zakas sono ormai un caso, tanto che tra i suoi 37mila follower su Facebook e i 35mila su Twitter, ci sono moltissimi sviluppatori degli stessi social network, pronti a individuare gli errori di sistema, proprio grazie a Glitchr: correggendoli, alterano gli effetti visivi dei suoi lavori, fino a eliminarli. Assolutamente effimere, le sue sono opere che necessitano di una documentazione, tramite screeshoot, per essere mostrate anche off line. Una serie di queste testimonianze saranno esposte a Roma, all’Opificio Romaeuropa, accompagnate da una performance del musicista Miša Skalskis aka 96WRLD. E per i nottambuli c’è pure l’after show al Lanificio, all’interno del Closing Party di L-Ektrica.

– Helga Marsala

www.romaeuropa.net

 

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.