Cinque gallerie italiane in trasferta tedesca per la fiera Art Cologne. Che all’edizione numero 48 anticipa le date e stringe l’alleanza con la fiera collaterale NADA

La prima novità è l’anticipo delle date, che la allontana dalla storica coincidenza – dai risultati controversi – con Art Brussels: che se da una parte consentiva a collezionisti e visitatori provenienti da lontano di vedersi in pochi giorni entrambe le fiere di città non troppo distanti, dall’altra costringeva molti a scegliere fra le due. […]

Art Cologne
Art Cologne

La prima novità è l’anticipo delle date, che la allontana dalla storica coincidenza – dai risultati controversi – con Art Brussels: che se da una parte consentiva a collezionisti e visitatori provenienti da lontano di vedersi in pochi giorni entrambe le fiere di città non troppo distanti, dall’altra costringeva molti a scegliere fra le due. Ma c’è un’altra novità, più interessante, portata dalla quarantottesima edizione di Art Cologne, la più antica fiera d’arte del globo: ed è la partnership con NADA (New Art Dealers Alliance), per la nuova sezione Collaborations, animata da gallerie che presenteranno un programma basato su un progetto pianificato congiuntamente dalle due fiere.
Per il resto, Art Cologne si presenta al via – dal 9 al 12 aprile – con circa duecento espositori internazionali, ed un collaudato mix fra moderni e più strettamente contemporanei, ed anche fra gallerie più established ed altre più sperimentali. Alla main section Galleries si affiancano anche le sezioni New Contemporaries – con gallerie fondate nel 21mo secolo – e New Positions, con solo-shoe prevalentemente di giovani artisti.
Qualche nome? Non mancano i big internazionali, al fianco delle tante corazzate di casa in Germania: dalle newyorkesi Michael Werner e David Zwirner, alle londinesi Ben Brown Fine Arts, Hauser & Wirth e Marlborough, alla madrilena Helga de Alvear, a Thaddaeus Ropac (Salisburgo/Parigi). Cinque le italiane: A arte Invernizzi, Tonelli e Cardi da Milano, Thomas Brambilla da Bergamo, Repetto da Acqui Terme, alle quali si affiancano l’italo-tedesca Dorothea van der Koelen  e la sempre attivissima Supportico Lopez, italiana trapiantata a Berlino.

www.artcologne.de

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.