Due mesi di spettacoli, per la Fondazione Pontedera Teatro. Tra le pagine incompiute di Kafka e i canti spirituali dell’America del Sud

Dopo Lisboa, opera teatrale itinerante dedicata al poeta Fernando Pessoa e interpretata da dieci attori e musicisti in bicicletta, fino al 3 novembre al Teatro Era di Pontedera è di scena il nuovo spettacolo della Compagnia Laboratorio di Pontedera, con la regia di Roberto Bacci: TU! Ognuno è benvenuto trae spunto “dalle ultime pagine incompiute del […]

Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards

Dopo Lisboa, opera teatrale itinerante dedicata al poeta Fernando Pessoa e interpretata da dieci attori e musicisti in bicicletta, fino al 3 novembre al Teatro Era di Pontedera è di scena il nuovo spettacolo della Compagnia Laboratorio di Pontedera, con la regia di Roberto Bacci: TU! Ognuno è benvenuto trae spunto “dalle ultime pagine incompiute del romanzo di Kafka, America (o Il Disperso), e soprattutto delle tecniche di colloquio e delle metodologie utilizzate dagli addetti ai processi di selezioni delle risorse umane, sempre alla ricerca del candidato ottimale”.
Un programma denso, quello lanciato dalla Fondazione Pontedera Teatro, con una serie di spettacoli molto diversi tra loro, in scena fino al prossimo 20 dicembre.
L’Open Program del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards, condotto da Mario Biagini, è in scena con Le parole nascoste, presentato in forma di studio: “un’esplorazione creativa dell’interazione fra canti del Sud degli Stati Uniti, appartenenti alla tradizione degli schiavi, e testi legati all’origine della Cristianità, tradotti principalmente dal copto, provenienti dall’attuale Egitto e dal Medio Oriente”. Carrozzeria Orfeo presenta invece tre lavori (Idoli, Sul Confine e Thanks for Vaselina), mentre Teatro Minimo torna a Pontedera con due spettacoli: La Rivincita e Amleto. Il 19 e 20 dicembre chiude la rassegna il gruppo Focused Research Team in Art as Vehicle del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards con The Living Room. Lo spettacolo, diretto da Thomas Richards, vede al lavoro attori di svariate nazionalità: “The Living Room ci porta a casa, in un luogo in cui accogliamo l’altro. Cominciando da questa azione fondamentale che può avvenire in un soggiorno, ci inoltriamo in un’investigazione sui modi in cui le potenzialità del mestiere performativo possono arricchire ed essere arricchite dalla realtà e dalle relazioni interpersonali quotidiane”.

–  Michele Pascarella

www.pontederateatro.it