Addio al pioniere del monocromo. È morto a 78 anni Agostino Bonalumi: con Manzoni e Castellani raccolse e sviluppò l’eredità di Lucio Fontana

Lui a Milano – a Vimercate, per la precisione – ci era nato, ed assieme ad un altro quasi milanese, Piero Manzoni, di Soncino, e ad un veneto che rientrava in Italia dal Belgio, Enrico Castellani, accolse un grande artista che avrebbe rivoluzionato il concetto di superficie nell’arte, e che veniva in Italia dall’Argentina a […]

Agostino Bonalumi

Lui a Milano – a Vimercate, per la precisione – ci era nato, ed assieme ad un altro quasi milanese, Piero Manzoni, di Soncino, e ad un veneto che rientrava in Italia dal Belgio, Enrico Castellani, accolse un grande artista che avrebbe rivoluzionato il concetto di superficie nell’arte, e che veniva in Italia dall’Argentina a predicare il suo “spazio totale”: Lucio Fontana. Ora a rappresentare quella grande stagione creativa, che vide il fulcro nella rivista Azimuth, resterà solo Castellani: già, perché Agostino Bonalumi è morto oggi pomeriggio, all’età di 78 anni. Viveva da anni a Desio, vicino a parco Tittoni, nella sua Brianza.
Era nato il 10 luglio 1935, e verso la fine del 1959 aveva dato luce alle prime opere che poi ne avrebbero rappresentato la cifra stilistica ed espressiva, le tele estroflesse. “Se Fontana squarciava la tela per liberare l’arte e farla volteggiare nello spazio, Bonalumi la spinge verso l’alto, verso l’infinito”, ricorda oggi l’archivio Bonalumi, nel ricordarlo. Tiene la sua prima personale nel 1956 alla Galleria Totti di Milano, ed è nel 1958 che nasce il gruppo con Castellani e Manzoni, con una mostra alla Galleria Pater di Milano, alla quale seguiranno numerosissime altre mostre in tutto il mondo. Arturo Schwarz acquista sue opere e nel 1965 presenta una mostra personale di Bonalumi nella sua galleria di Milano, con presentazione in catalogo di Gillo Dorfles.
Nel 1966 è invitato alla Biennale di Venezia con un gruppo di opere, e nel 1970 con una sala personale. Segue un periodo di studi e di lavoro nei paesi dell’Africa mediterranea e negli Stati Uniti dove si presenterà con una personale alla galleria Bonino di New York. Nel 1967 è invitato alla Biennale di Sao Paulo e nel 1968 alla Biennale dei Giovani di Parigi. Un’ampia rassegna che illustra l’intero arco della sua opera è allestita nel 1980, a cura di Flavio Caroli e Gillo Dorfles, a Palazzo Te di Mantova; Fra le tante altre importanti occasioni, da ricordare le personali del 2003 all’Institut Matildenhohe di Darmstadt, e del 2011 al Moscow Museum of Modern Art di Mosca.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Ora la terra è un luogo meno artistico

  • Antonio Giordano

    Crudele la Moira Atropos! Il Maestro scompare proprio nel momento in cui il mercato internazionale dell’arte, spinto dal successo dei “tagli/concetti spaziali” di Lucio Fontana, in primis negli States, e, di riflesso, delle liriche vibrazioni chiaroscurali create dalla superficie della tela di Enrico Castellani, vede richiestissime le sue opere, tele dai felici effetti plastici. Omaggio a Bona/lumi che, “omen nomen”, ha contributo in maniera significativa e originale a rischiarare la via dell’arte contemporanea, abbattendone i limes tra pittura e scultura.

    • Paolo

      addio caro Agostino, il tuo segno il tuo rilievo resta nello spazio, io ti seguirò nella mia ricerca che tu mi hai lasciato insieme a Fontana e Castellani,
      ti ricordo con affetto
      Paolo Gubinelli

  • Beh della stessa corrente rimane anche Turi Simeti!!!!

  • Umberto

    Grazie Agostino per aver lasciato tante, splendide, testimonianze del Tuo passaggio.

    Ora potrai tornare a comporre con alcuni Tuoi grandi amici. Noi rimaniamo qui a soffrire, con il sollievo di ciò che avete, Voi splendidi artisti, lasciato.