Sulle vette dell’architettura mondiale. E di casa Sciarretta, a Roma: c’è anche la KamiSpa di Carlo Berarducci fra i finalisti del World Architecture Festival 2013

Ce n’è voluto di tempo per completare l’opera. Ma il risultato, dopo sette anni dal progetto originario, è una realizzazione raffinata sui tetti di Roma, quartiere Parioli. Una Spa sospesa, un volume irregolare di 900 metri quadri, che è valso a Carlo Berarducci architetto, la nomination – per il secondo anno consecutivo – al World […]

Ce n’è voluto di tempo per completare l’opera. Ma il risultato, dopo sette anni dal progetto originario, è una realizzazione raffinata sui tetti di Roma, quartiere Parioli. Una Spa sospesa, un volume irregolare di 900 metri quadri, che è valso a Carlo Berarducci architetto, la nomination – per il secondo anno consecutivo – al World Architecture Festival 2013, forse uno dei maggiori riconoscimenti del settore al mondo.
Voluta nel 2006 dai coniugi Sciarretta, noti collezionisti romani, la KamiSpa Luxury Oriental Day Spa rientra tra i 15 progetti selezionati nella categoria “Completed Buildings – Hotel/Leisure”, come unica italiana: con lei, tra i finalisti, realizzazioni in India, Cina, Indonesia, Stati Uniti, Vietnam, Inghilterra, Corea. I risultati della giuria, composta da un folto numero di personalità afferenti al mondo dell’architettura (progettisti e critici, professori e giornalisti specializzati) saranno premiati in grande stile il 4 ottobre a Singapore, presso il Marina Bay Sands, visionario hotel di Moshe Safdie, divenuto ormai simbolo indiscusso del landscape cittadino. Tra i giurati William Alsop, Stefan Behnisch, Chris Bosse, Sir Peter Cook, Sou Fujimoto, Charles Jenks, Marcio Kogan, William Menking, Ole Scheeren e Carlotta Zucchini (The Plan), anche qui, unica italiana.
Ritenuta interessante per l’insolita posizione, per la scelta del rivestimento così inconsueto per la Capitale – un legno dalle tonalità calde e rossicce usato sia per gli interni che per gli esterni – e per la cura del dettaglio e del lavoro artigianale, la KamiSpa esprime una forte discontinuità materica con l’intorno, costituito da palazzine in cortina. Superati gli esasperanti impedimenti burocratici tipici del nostro paese, la Spa, pronta dal gennaio 2013, resta in attesa di sapere se sarà premiata tra le eccellenze mondiali. Ovviamente l’opera, celebrata nel mondo, in Italia è osteggiata dalla miopia dei residenti e dal mostro della burocrazia: tanto da non essere ancora aperta al pubblico benché pronta da mesi…

– Giulia Mura

www.worldarchitecturefestival.com

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Giulia Mura
Liceo classico E.Q.Visconti, laurea triennale in Arredamento e Architettura di Interni presso l’Università la Sapienza – Valle Giulia con tesi sperimentale in museografia (prof.ssa Daniela Fonti e Rossella Caruso), e master in “European Museology” presso la Iulm di Milano (prof. Massimo Negri) . Da qualche anno collabora con il prof. Luigi Prestinenza Puglisi , con cui collabora presso il laboratorio PresS/T factory nel ruolo di organizzatrice di Mostre ed Allestimenti presso la Casa dell’architettura- Acquario Romano, nonché come giurata nei concorsi e assistente all’Università Ludovico Quaroni, facoltà di disegno industriale. Scrive per www.presS/Tmagazine.it, per la rivista araba Compasses (www.compasses.ae) e per Artribune (www.artribune.com). Attualmente impegnata come junior curator per la seconda edizione di Worldwide Architecture, edizioni Utet e consulente museologia al museo Mafos ( Museo e Archivio di Fotografia storica), Roma.