Basel Updates: performance, installazioni site specific, proiezioni e musica. Fotoreport dai “Parcours” di Art Basel 2013 a Klingental

È il settore di Art Basel più “open”, e coinvolge l’intero quartiere storico di Klingental, con installazioni site specific e performance aperte al pubblico. Curata da Florence Derieux, l’edizione 2013 di Parcours presenta 17 interventi di artisti internazionali, disseminati in un percorso (da qui il titolo, per l’appunto) che si snoda in tutto il distretto, […]

È il settore di Art Basel più “open”, e coinvolge l’intero quartiere storico di Klingental, con installazioni site specific e performance aperte al pubblico. Curata da Florence Derieux, l’edizione 2013 di Parcours presenta 17 interventi di artisti internazionali, disseminati in un percorso (da qui il titolo, per l’appunto) che si snoda in tutto il distretto, sia all’aperto che all’interno degli edifici.
Come l’installazione di Tom Burr, Dressage, occupa il centro della piazza e fa rivivere in modo suggestivo il passato militare del quartiere che, tempo fa, ospitava una caserma. Ai lati del parco, Sterling Ruby ricrea una stufa in ferro al cui interno un fuoco, costantemente alimentato, rimarrà acceso fino alla fine della settimana, rimandando al ciclo di distruzione e dispersione. Poco distante, la scultura a forma di martello blu “disegnata” da Michael Craig-Martin gioca tra bidimensionalità e tridimensionalità, fondendosi armoniosamente con lo spazio circostante, mentre l’installazione sonora di Marina Abramovich, The Airport, riprende quella realizzata a Belgrado nel 1972: una voce annuncia tramite altoparlante tutti gli orari dei voli in partenza. Un lavoro che, riprodotto a distanza di anni, cambia decisamente nel contesto e nelle finalità, ma che può comunque essere interpretato come invito (o volontà) a spingersi sempre oltre a quello che si conosce. Sulle 33 finestre della facciata dell’Institute for Fashion Design Basel, Olaf Breuning espone immagini di maschere fatte di tessuti, accessori e vestiti, realizzate in collaborazione con gli stessi studenti. Interessante anche l’installazione di Danh Vo nel terrazzo di legno di un antico caseggiato che ora ospita il Museum Kleines Klingental: Gustav’s wing è un progetto composto da due elementi che comprende sculture a grandezza naturale di parti del corpo di suo  nipote su cui l’artista giustappone l’intera copia del Los Angeles Times del 22 Ottobre 2006, giorno della morte di sua nonna.
Tra gli altri interventi all’interno degli edifici, da non perdere quello interattivo di Martin Walde, in cui una figura di cera seduta posizionata al centro di una stanza semibuia viene illuminata da una lampadina che si accende man mano che lo spettatore si fa più vicino al feticcio, in un gioco di equilibrio tra arte e fruitore. E poi ancora performance e musica: mercoledì 12, alla Reithalle, L.A. Dance Project ha ad esempio riproposto Winterbranch di Merce Cunnigham con costumi, accessori e luci di Robert Rauschenberg e musica di La Monte Young. Scoprite, passaggiando per Klingental, dove si trovano gli altri interventi degli artisti invitati a partecipare al progetto: Lothar Hempel, Joep van Liefland, Jill Magid, Marc Bauer, Lisa Oppenheim, Evariste Richer, Michael Smith, Valerie Snobeck, Daniel Steegmann Mangrané e Artur Zmijewski.

– Serena Vanzaghi