Un miliardo di dollari, la madre di tutte le donazioni. Leonard Lauder regala al Metropolitan di New York una fetta della sua collezione: da Picasso e Braque, la storia del Cubismo

“Quando ho iniziato è stato facile e anche relativamente poco costoso, la moda era per l’Impressionismo e il Post-impressionismo, nessuno voleva veramente quelle opere”. E allora ci ha pensato lui: Leonard Lauder, ex presidente del gigante dei cosmetici Estée Lauder, oggi – assieme al fratello minore, Ronald S. Lauder, fondatore della Neue Galerie sull’Upper East […]

Quando ho iniziato è stato facile e anche relativamente poco costoso, la moda era per l’Impressionismo e il Post-impressionismo, nessuno voleva veramente quelle opere”. E allora ci ha pensato lui: Leonard Lauder, ex presidente del gigante dei cosmetici Estée Lauder, oggi – assieme al fratello minore, Ronald S. Lauder, fondatore della Neue Galerie sull’Upper East Side – fra i maggiori collezionisti di New York. Negli ultimi 40 anni ha messo insieme la più vasta collezione privata al mondo di opere cubiste, una raccolta di qualità museale formatasi con acquisizioni da alcune delle migliori collezioni del globo, comprese quelle di Gertrude Stein e Douglas Cooper.
Non si può mettere insieme una buona collezione se non si è concentrati, disciplinati, tenaci e disposti a pagare più di quello che ci si può permettere”, ha dichiarato: e lui l’ha fatto, grazie alla grande disponibilità economica, ma anche al gusto raffinato e alla determinazione. E oggi tutto questo lo regala al mondo: annunciando la donazione di un’ottantina di opere al Metropolitan Museum di New York, per un valore vicino al miliardo di dollari, fra le maggiori di tutti i tempi. 33 Picasso, 17 Braque, 14 Léger, 14 Gris: con opere storiche, come Arbres à L’Estaque (1908), considerata una delle primissime prove cubiste, una fondamentale rilettura dell’opera di Cézanne. I primi pezzi della donazione saranno esposti in una mostra al Metropolitan nel 2014.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.