La politica e le arti visive? Una storia che non c’è. E dal movimento l’ItaliaèArte parte un appello per Bersani: i desiderata per invertire la rotta. Con tanto di risposta: ricevuto, grazie. Faremo il possibile

Ultimi giorni di campagna elettorale. Atmosfera rovente, media in fibrillazione e uno stato confusionale che galoppa, anziché scemare. Tra voglia di partecipazione e insidie astensioniste. Difficile dribblare le trappole del vuoto politico, coltivando qualche grammo di fiducia. In un paesaggio – quello italiano – che è un limbo frammentato e infinitamente critico: perniciosa fase di […]

Pierluigi Bersani

Ultimi giorni di campagna elettorale. Atmosfera rovente, media in fibrillazione e uno stato confusionale che galoppa, anziché scemare. Tra voglia di partecipazione e insidie astensioniste. Difficile dribblare le trappole del vuoto politico, coltivando qualche grammo di fiducia. In un paesaggio – quello italiano – che è un limbo frammentato e infinitamente critico: perniciosa fase di transizione da cui zampillano retorica, ingenuità e goffi balbettii. La sensazione è che il Paese sia nelle mani di nessuno. Eppure tutti, nel Paese, cercano risposte, appigli, strategie – più che promesse – da strappare ai vari candidati.
Anche dal mondo della cultura e, nello specifico, delle arti visive, il sollevamento è forte. Perché mentre il settore scivola in una crisi progressiva, la latitanza delle Istituzioni s’è fatta ingombrante. Ignoranza? Sordità? Assenza di visione? Disonestà? Di tutto un po’.
Ecco allora il movimento l’ItaliaèArte, coordinato dal curatore e studioso Luigi Martini, attivarsi con un appello, inviato a Pierluigi Bersani, in qualità di candidato alla Presidenza del Consiglio. Una lista di richieste minime, da esaudire nel corso della prossima legislatura.
In apertura una secca denuncia, contro l’assenza di attenzione e di sensibilità da parte delle Istituzioni per il sistema culturale. Una condizione di “inadeguatezza civica” a cui si aggiunge “un’incredibile tendenza esterofila, frutto di un provincialismo subalterno che ha impedito di far conoscere e valorizzare la qualità della produzione italiana”. E qui il primo, fondamentale tasto. La questione della creatività, dell’identità, della crescita, della competitività italiane. Nessuno ne parla, eppure è un nodo centrale, che dovrebbe entrare, a forza, negli orizzonti e nelle priorità di chi la politica la fa, tra pratica e teoria.
Altro punto evidenziato: nessuna politica culturale volta a incoraggiare gli investimenti del privato nell’arte. Quasi a voler bollare il collezionista come un consumatore di beni di lusso, magari col vizietto dell’evasione fiscale. Eh no, rispondono da l’ItaliaèArte: la tendenza va invertita, ricordando che questo genere di investimenti favorisce lo sviluppo del Paese. Uno switch innanzitutto culturale, che deve poi tradursi in una serie di azioni concrete. Ed eccoci ai desiderata:

Approvare una legge che permetta la detrazione o la deduzione degli acquisti, da parte di persone fisiche e imprese, di opere d’arte.

Approvare un provvedimento che incentivi i versamenti liberali alle istituzioni d’arte da parte di persone fisiche e imprese.

– Favorire il potenziamento delle imprese del settore, grazie a provvedimenti che ne agevolino la competitività sul mercato internazionale, la formazione degli operatori, l’innovazione tecnologica e manageriale, pensando anche a formule consortili.

– Istituire uno strumento del Ministero per i Beni Culturali, snello, efficiente e disponibile in rete. Una sorta di sportello informativo, per la consulenza professionale e amministrativa, e per facilitare l’acceso ai fondi pubblici ed europei. Senza dimenticare di incentivare il rapporto virtuoso tra Stato, Regioni e Comuni.

Mario Monti
Mario Monti

La risposta del segretario Bersani? È arrivata. Una letterina cordiale e formale, in cui si attesta l’avvenuta ricezione del documento e in cui si rimanda al programma del Partito Democratico, non privo di delucidazioni sull’argomento cultura. Una relazione specifica per il settore delle arti contemporanee è stata addirittura stilata nei giorni scorsi: una roba facile, con un po’ di luoghi comuni, ma certamente onesta. Ne avevamo parlato pochi giorni fa.
Intanto, il movimento italiaèarte pare stia inviando il medesimo appello al Presidente Mario Monti. E visto che, per deduzione ma anche sulla base di dichiarazioni esplicite, l’alleanza a urne chiuse tra i due leader è praticamente cosa fatta, non sarebbe male se avviassero un confronto anche su questi temi. Marginali? Affatto. Ed è qui che sta la differenza: quanto spazio e quanto peso avrà la cultura nell’agenda del governo prossimo venturo? Alle politiche dei tagli e alla latitanza istituzionale ci hanno abituati, tutti. E invertire questo trend, in mezzo a una crisi, richiede un atto di coraggio e una visione radicale. Rivoluzioni né civiche né civili, né democratiche, né populiste, né liberali. Copernicane, piuttosto. Ed è proprio un’altra storia.

– Helga Marsala

[email protected]

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • Basti pensare che l’AMACI (che riunisce i musei di arte contemporanea italiani) è da 10-12 anni che non riesce a incontrare un ministro della cultura….

    Come se uno si inventasse una disciplina…la Catamasa, per esempio, e pretendesse che il Ministro della Cultura lo ricevesse….impossibile.

    Quindi la responsabilità di questa situazione è da imputare prima di tutto alla Generazione Vettese e Di Pietrantonio (per intenderci, senza nulla di personale verso queste due figure…che sono un po’ i padrini dell’arte contemporanea di questi ultimi 15-20 anni in italia).

    Costoro per incapacità, distrazione o precisa volontà (avere un pubblico, avere un politico significa anche essere sottoposti a giudizio) hanno creato un VUOTO e un GAP tra addetti ai lavori e pubblico….e quindi tra arte e politica….ma insieme a loro ci metto quelli fuggiti all’estero e anche i giovani-giovani spuntati alla direzione di Musei dal nulla…penso a Maraniello o Viliani…ecc ecc

    Suggerisco questo pezzo che dimostra come critica e pubblico potrebbero salvare il mercato e il sistema tutto: http://www.whlr.blogspot.it/2013/01/bologna-ennesimo-sintomo-di-crisi-nera.html

  • giorgio

    oh no!

  • Angelov

    “un’incredibile tendenza esterofila, frutto di un provincialismo subalterno che ha impedito di far conoscere e valorizzare la produzione italiana.”
    Mi viene alla mente quel pensiero di Lessing, che dopo un viaggio in Italia ci definiva “vespe”, per via dei continui conflitti che esistono tra di noi, ed anche “non degni eredi di un grande passato”.
    Il grande dramma è che in Italia non esiste un tessuto sociale, o se esiste è dilaniato da continui conflitti, che non permettono di far decantare quel senso di unità e di armonia necessari per far ripartire non solo l’economia, ma anche la cultura.
    Ma la cultura, la sua vera identità, non è quella di andare a chiedere l’elemosina ai potenti di turno, per poi comprarsi la Porsche.
    Quando un artista non ha un mezzo, se lo inventa.
    Ognuno è arbitro del proprio destino.

  • luigi

    il mondo della cultura e dell’arte, a cominciare dai cittadini (il pubblico? i fruitori? I cittadini consapevoli che sanno che senza arte, cultura, confronto non si va da nessuna parte) per proseguire con artisti (di ogni disciplina), storici, critici, galleristi, editori, produttori, ecc. devono mettere insieme le loro idee per costruire una associazione nazionale del settore per definire le linee di una politica culturale del paese, da proporre e sostenere (combattere per affermarla). Conservare le differenze di opinione sullo sviluppo della ricerca nei vari campi, ma unire nella politica culturale, prima di tutto cercando di capire cosa c’è, cosa serve, cosa si può fare. Passare dai lamenti alla proposta; darci una soggettività politica che ci permetta di essere interlocutori e controparte. Chi si sente interessato a un tale progetto esteso a tutti i campi della cultura e dell’arte? Scrivete a [email protected] e cominciamo a pensare come un potenziale collettivo

    • SAVINO MARSEGLIA

      Ecco perchè gli italiani non si occupano di arte e cultura !!!

      @Luigi, Più che “il mondo della cultura dell’arte”, qui, abbiamo a che fare con una casta di burocrati di cultura e di arte! Una casta di potere che vive comodamente nell’olimpo dell’arte, senza nemici da combattere! Burosauri raccomandati.., di memoria borbonica (benedetti e protetti dalla casta politica di turno), che da anni hanno fatto e continuano a fare di tutto per tenere lontano il pubblicoo dall’arte!

      Sono così pieni del proprio io, che appena qualcuno li mette in discussione nel loro operato, subito, si gonfiano come rospi dell’Armenia. Hanno una concezione dell’arte e della cultura per pochi e calata dall’alto in basso. ..

      La maggior parte di questi veri e finti “esperti” di cose d’arte hanno fatto poco e male per migliorare la formazione e l’ educazione all’arte nelle scuole e nel buon funzionamento di altre istituzioni pubbliche- museali.

      E’ noto a tutti che questi gruppi di dirigenti hanno tutto l’interesse a tenere le persone nell’ignoranza, perchè solo così possono difendere interessi, posizioni di potere e quindi fare il loro comodo, in termini di vantaggi, potere e ricchezza.

      Dobbiamo anche dire, che uno sviluppo adeguato, diffuso dell’istruzione e dell’educazione all’arte e alla cultura, metterebbe subito in crisi la loro stessa esistenza e persistenza nell’odierno olimpo dell’arte italiota.

      • luigi

        caro Savino Marseglia credo che proprio per queste ragioni l’unica soluzione sia organizzarci, elaborare soluzioni, combattere perchè siano prese in considerazione e con ciò combattere le caste insediate stabilmente nel sistema dell’arte, che si passano fra di loro gli incarichi e che si lamentano solo quando non ottengono prebende. Questa reazione civica è l’unica alternativa. La politica è succube del sistema di potere ristretto della cultura e in particolare dell’arte, può esserne liberata solo da un movimento ampio organizzato

  • Lorenzo Marrs

    Si dice che il conto delle promesse fatte dagli schieramenti cosidetti tradizionali abbia raggiunto l’astronomica cifra di 180 miliardi DI euro.
    Una follia. Gia’ a partire da questo si è autorizzati non solo a pensare ma a credere doverosamente che noi tutti si è al cospetto di inequivocabili CIALTRONI.
    180 MILIARDI. pensate solo il Fiscal Compact ,la restituzione della tranche di un ventesimo del debito pubblico è pari a ben 80 Miliardi di euro, è gia’ un argomento bello che pronto per smontare le colossali fandonie che costoro spargono a pieni mani.

    Sta di fatto che l’unico soggetto politico che è passato dalle promesse ai fatti è il Movimento Cinque Stelle . L’UNICO.
    – primo i suoi rappresentanti nelle istituzioni locali si sono ridotti della meta’ i compensi. Lo stesso faranno i suoi parlamentari perche’ hanno gia’ controfirmato un notarile IMPEGNO.
    e secondo il Movimento ha rinunciato a un rimborso spese sostenute per la Campagna elettorale che in base ai sondaggi piu’ prudenti , avrebbero fatto incassare allo stesso una cifra vicina ai 100 milioni di euro.

    SIAMO IL VERO L’UNICO AUTENTICO E FATTIVO MOVIMENTO SITUAZIONISTA NELLA STORIA DI QUESTO PAESE E NON METTEREMO MAI PIEDE IN UN MUSEO, PERCHE’ NOI , ARTISTI, LO SIAMO VERAMENTE.

    • SAVINO MARSEGLIA

      In effetti, caro Lorenzo, la casta politica e i suoi lacchè fotocopia stanno cercando (con tutti i mezzi possibili) di buttare fango sul Movimento a Cinque Stelle ! Su questa questione, lo stagno dell’arte tace e pensa al prossimo Festival dell’arte di Venezia!

      LA PAURA FA NOVANTA!
      LA CASTA POLITICA E I BECCHINI MUSEALIZZATI SI STA NNO CAGANDO SOTTO !!!

      • luigi

        l’inconsistenza degli argomenti portati a petto della situazione generale in cui versiamo è disarmante, penso che per affrontare tale stato delle cose ci voglia un governo solido, esperienza e capacità di governare (e l’esperienza è fondamentale)
        io non ho paura di nulla, temo solo la demagogia, ma a pagarne le conseguenze non sarò da solo

        • Lorenzo Marras

          Demagogia? ma dillo a quelli che sono costretti a vivere con 650 euro (se va bene) di cassa integrazione ed indennita’ di mobilita, perché il tuo partito ha sostenuto una politica dissennata di prosciugamento sistematico della liquidita’.
          La demagogia la fa il tuo benianimo che a Berlino non ci è andato per vedere la biennale né per incontrare i socialdemocratici locali ma a DIRE ALLA MERKEL ANGELA che lui sara’ CREATTIVO come colui che dovrebbe ……dico……DOVREBBBE sostituire.
          E guarda caso i demagoghi sono oggetto del suo mellifluo corteggiamento.
          Vedi come scrivi a vanvera ?

          • fausto

            IL PD HA FATTO UN COLPO DI STATO PER APPOGGIARE UN GOVERNO DI DESTRA: LA BORGHESIA FINANZIARIA CHE IN UN ANNO HA DISTRUTTO L’ECONOMIA ITALIANA..

          • luigi

            io vivo con una pensione di 950 €, quindi come vedi…., il problema non è la mia distanza dalla realtà, ma dalla demagogia e dall’incapacità ad assumersi le proprie responsabilità di fronte a una realtà assai più complessa e complicata di quella che vi descrivete. SI TEMO UN PAESE CHE SCIVOLI VERSO L’INGOVERNABILITA’ E LA DEMAGOGIA, TUTTA TESA A SCARICARE SUGLI ALTRI – I DIRIGENTI – LA SITUAZIONE IN ATTO, SENZA MAI CHIEDERE INDIVIDUALMENTE A SE’ STESSI CHE COSA SI E’ FATTO FINO AD ORA, CHE SCELTE SONO STAtE COMPIUTE NELLE URNE, ECC. ECC. IO NON CORTEGGIO, CERCO DI RAGIONARE e tu sei un pover’uomo se pensi che voglia corteggiarti, non si come sono nè come mi sono comportato SEMPRE nella vita, RAGIONO, PROPONGO ARGOMENTI E CERCO DI EVITARE LA DEMAGOGIA vizio orrendo di una parte consistente del paese. Considera che ogni tuo argomento si apre con il tema SOLDI, tema oggetto della tua creatività

          • Lorenzo Marras

            meglio Pover uomo che non sapere leggere con pazienza quello che gli viene scritto.
            Aguzza la vista : il corteggiamento non era il tuo , era quello che da diversi giorni mette il opera lo SCOUTINO di Bettola.

            ma guarda questo , “appassionato” di merce artistica.

      • Lorenzo Marras

        Savi’ come movimento ce la stiamo mettendo tutta. Non ti dico la campagna elettorale che abbiamo fatto , se ti dico quanto ad oggi è costata sono sicuro che non ci credi. Una chazzata savi’, una chazzata.
        Ci sono quelli del P.D. che solo per affittare il locale che si affaccia alla piazza hanno speso i lTRIPLO di noi. Palco del comizio ce lo siamo piazzati noi , anche il gruppo elettrogeno lo abbiamo procurato noi, perché quelli dell’Enel non volevano saperne.TUTTO AUTOFINANZIAMENTO E COLLETTA TRA I CITTADINI a cui dicevamo, ci serve il tuo aiuto, il movimento è tuo tranquillo NON metteremo le nostre mani nella tua busta paga come questi farabutti e sei libero di dire no, beh Savi’ a ci credi che con sorpresa i cittadini i soldi ce li davano e imprecavano contro QUELLI?
        Tutti ATTIVISTI tutti ARTISTI.
        altro che Rossi ed il I M NOT ROBERTA.
        Savi’ abbiamo fattoo una gigantesca performance che nemmeno alla Biennale uno potra’ mai contemplare. una PERFORMANCE UMANA DI UNIVERSALE PORTATA e senza testimonzianza di quelli storici d’arte d’accatto.
        GUY DEBORD LO ABBIAMO FATTO RESUSCITARE, NOI.

        e questi a parlare di Cultura ed eventi culturali
        BUHABUHABHABUHABHABHABHABHABHA IPOCRITI!

        Savi un abbraccio .

  • Dal momento che si parla di politica e cultura e di sensibilità delle diverse forze in campo rispetto al settore delle arti visive, posso chiedere ai sostenitori del M5S quali sono, concretamente, le loro idee in merito? Perché nel programma ufficiale sul blog di Grillo non ho trovato traccia di un capitolo sulla cultura…

    • fausto

      In Italia, l’arte e la cultura finanziata e assistita col danaro pubblico è l’equivalente della produzione di parassiti…

      • Quindi la cultura deve sopravvivere senza finanziamenti pubblici secondo te? Noto una strana coincidenza con le proposte dei conservatori liberali che parlano di tagli alla spesa pubblica e di forte aumento degli investimenti privati in campo culturale… Ma tutte le polemiche contro il sistema e il mercato dove sono andate a finire? Comunque se la pensi così, non dovresti sostenere Grillo, che è fin troppo statalista.

        • fausto

          La regola d’oro del M5S è che l’arte e la cultura è un espressione libera e che nessun sistema politico ha il diritto di controllare la libertà dell’artista. Lo stato dovrebbe tutelare la libertà di ogni singola persona, il pluralismo e la diffusione della cultura a tutti.
          Lo Stato che finanza l’arte e la cultura è un concetto nobile, ma in Italia significa un’altra cosa, perchè rimanda più ad un assistenzialismo partitico di una classe dirigente irresponsabile, incompetente, parassitaria che da anni ha affossato l’intero sistema museale e il grande e prestigioso patrimonio storico.

          Provate a immaginare come diventerebbe il Maxxi di Roma, Pompei, Ercolano e tanti altri siti archeologici, se fosser gestiti da gente responsabile e competente e non da raccomandati dalla casta partitica?

          • Quindi? La cultura va finanziata con i soldi pubblici o no? Se i soldi pubblici sono spesi male, quali tagli alla spesa proponete? Che idee avete per la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico? Il MiBAC funziona così com’è? E se non funziona cosa va cambiato? In che modo i privati possono intervenire con investimenti nel settore culturale e come tali investimenti possono essere incoraggiati? Il mercato dell’arte va regolamentato? Ritenete che si debba giungere a una revisione normativa in relazione alla definizione economica dell’opera d’arte? Defiscalizzazione o tassazione progressiva che colpisca gli acquisti milionari e favorisca le piccole economie? C’è qualcuno nel M5S in grado di fornire risposte chiare a queste domande? I programmi per il settore cultura sono elaborati nei forum regionali? A due giorni dalle elezioni siete giunti a una sintesi a livello nazionale?
            Onestà e buona fede (ammesso che ci siano) non sono sufficienti se manca la competenza.

    • Lorenzo Marras

      e meno male Vincenzo. Noi non facciamo programmi in materia culturale perché nella cultura ci siamo istante dopo istante.
      Noi siamo la CULTURA e stiamo dimostrando a tutti che le forme di vita possono cambiare veramente, nel campo, senza programmi strampalati lanciati da chi vuole solo esibirsi per avere un posticino in qualsiasi scassata biennale.

      • Un funzionario museale

        Il mondo dell’arte ha bisogno di finanziamenti pubblici continui La provenienza di questi finanziamenti non può che essere pubblica, perché nessun interesse privato o comunque di parte può influenzare il servizio pubblico offerto dall’artista. Noi direttori museali siamo al servizio dello stato prima di tutto. Apprezziamo l’artista quando questo è inserito in un contesto pubblico, la sua opera svolge una funzione educativa e come ogni servizio deve essere pagato con le tasse. Quindi privilegiamo la partecipazione di istituzioni locali, quali regione, province e comune. Consideriamo scandalo ogni possibile ingerenza privata nella cosa pubblica. La qualità del servizio che noi offriamo è testimoniata dalla larga presenza di pubblico, ovviamente tutto ciò deve avvenire dietro una supervisione da parte degli organismi competenti. Per questi motivo noi direttori museali percepiamo un compenso perfettamente congruo rispetto alla bontà del nostro lavoro. Abbiamo ogni giorno attestati di benemerenza da parte del pubblico e laute soddisfazioni da parte della politica che riconosce la bontà del nostro operato. Per quanta riguarda la discussione sui programmi elettorali sulla cultura, riteniamo che le proposte culturali contenute nel programma del pd vadano pienamente incontro alle nostre esigenze. Mi dissocio dal populismo di certi personaggi che promettono promettono, ma non hanno un programma ben definito e proposte concrete, serie e rigorose.

        • Piccole Pesti Crescono (e mordono)

          E’ mai possibile che ancora oggi simili pezzi di archeologia antica debbano ancora circolare nei musei ? Ma vi rendete conto che queste e simili posizioni sulla gestione museale sarebbero rifiutate anche dai despoti bizantini. Orrende mostre che vengono spacciate per servizio pubblico con una funzione educativa ? Non sarà vero il contrario che simili musei hanno una funzione diseducativa e che sono cattivi esempi di gestione del denaro. Si badi bene che le benemerenze di cui parla S.E. il funzionario museale sono dei falsi similmente alla donazione di costantino. E’ da credersi comunque che certa politica apprezzi la qualità dell’operato di codeste mummie…. Ma vi rendete conto che un simile modo di lavorare porta solo al fallimento culturale ed economico. Il populismo è di chi ci vuol fare credere che questo paese può fare a meno di un radicale cambiamento, di chi vede la possibilità di una svolta come un pericolo. Diffidate dell’uomo organizzato, diffidate dall’arte organizzata, diffidate dalla partecipazione organizzata e non spontanea… Ma come si può continuare ancora su questa strada quando sono sotto gli occhi di tutti i numerosi fallimenti dei musei di arte contemporanea. Diciamocelo chiaramente quest’offerta culturale è da rinchiudere una volta per tutte in un sarcofago e consegnarla alle sabbie del deserto. Sempre se vogliamo che un giorno l’arte contemporanea possa essere conosciuta e amata veramente, se vogliamo che svolga realmente una qualche funzione educativa e non solo qualche languorino estetico utile a solleticare i palati fini delle mummie radical-chic.. Il mondo dell’arte dovrebbe essere il primo a dissociarsi da questo modo di gestire l’arte… Comportatevi da uomini pensanti e liberi e non da mucche al pascolo:

          http://www.youtube.com/watch?v=O7g2AFqYnro&feature=share

        • Lorenzo Marrs

          L’artista svolge una funzione pubblica???

          no no qui siamo veramente alla FRUTTA . l’artista che funziona e funziona pubblicamente poi. ARTISTI FUNZIONARI lo dico per Voi, scendete in SCIOPERO.

          • Piccole Pesti crescono

            Caro Lorenzo

            La figura di questo “funzionario Museale” è il tipico esempio di una patologia del nostro paese, quella della vendita a basso prezzo della propria libertà. Praticamente
            il mercato delle vacche della politica si riflette né più né meno sul mercatino delle vacche dell’arte e della cultura. Oramai tutto ciò è ben consolidato.

          • Un funzionario Museale

            Siamo davvero alla frutta se non si riconosce in pienezza la nobile funzione pubblivca
            dell’artista che ne esalta la progettualità artistica e la caratura etica dello stesso.

            Una simile situazione di instabilità successiva a queste stranissime consultazioni elettorali che hanno creato una disfunzione patologica nel buon esercizio della democrazia sicuramente avrà delle ripercussioni negative sulla bontà di una progettualità riconosciuta da chiunque e a qualunque livello. Ma pensate forse
            che senza risorse pubblica la cultura in italia possa veramente risorgere ? Senza risorse pubbliche i musei chiuderebbero. Attenzione se si obietta che i musei
            di arte contemporanea sono scarsamente visitati, questo non ha nulla a che
            vedere con l’assoluta qualità della proposta culturale offerta, ma con un pubblico
            poco alfabetizzato rispetto ad una conoscenza adeguata dei linguaggi visivi
            e della ricerca sperimentale offerta dai migliori artisti. Prendiamo il caso “Cattelan”, un’artista di cui sarebbe riservare interi corsi nelle facoltà di storia dell’arte e non solo nelle accademie che ne potrebbe sperimentare praticamente gli esiti linguistici.
            Ma non solo nel mio museo organizzo corsi (grazie ad un finanziamento pubblico) sul lavoro dei massimi artisti contemporanei (ognuno dei quali ribadisco svolge con la propria opera una funzione pubblica). Ultimamente ho organizzato un seminario sulla transavanguardia che si badi bene è ancora attuale e per molti versi sconosciuta. Addirittura alcuni anziani mandatami dai quartieri hanno provato a scrivere le proprie impressioni in piccoli saggi critici. Questa testimonia
            l’alto livello non solo culturale ma anche sociale di simili proposte. Quindi
            si badi bene che chi è contro il finanziamento pubblico dei musei fanno
            del populismo gratuito. Come nel caso del noto comico prestato alla politica Beppe Grillo nel cui programma se così posso chiamarlo non vi è menzione alcuna nel programma al sostegno alla cultura ! Ma cosa vogliamo fare di questi musei
            faro di civiltà e di luce nel mare magnum dell’ignoranza nostrana. Li vogliamo
            forse rendere dei centri commerciali o dei postriboli ?Attenzione a quel che si dice…
            Se così un giorno sarà cosa ne sarà di grandi artisti e di noi curatori. Saremo forse
            costretti ad andare all’estero ? Vergogna !!!!!

        • fausto

          In effetti, il curatore pubblico (custode di verità d’arte) che dirige il museo d’arte contemporaneo ha sempre fame, e per sfamare i fantasmi che frequentano il suo museo, chiede di continuo cibo alla casta politica di turno che ci governa…

  • luigi

    ti aspettavi qualcosa di diverso?

    • fausto

      Per la competenza e la qualità professionale c’è un meccanismo psico-dinamico polivalente: ci sono molti dirigenti pubblici che sanno chiaccherare di arte e di cultura, ma non per questo riescono a far quadrare i bilanci . Qualcuno si chiede: ha un senso mantenere questi incompetenti?

    • Lorenzo Marras

      e tu appassionato cosa ti aspettavi ?

  • Ha senso sostituirli con altri incompetenti?

    • fausto

      Certo, con persone preparate in materia che dimostrano nei fatti e nei risultati di saper gestire le risorse pubbliche con senso di responsabiltà! Difatti, a che serve un dirigente dell’arte e della cultura che si limita semplicemente a piagnucolare per la scarsità di finanziamenti dello Stato…, senza poi saper gestire le risorse che ha già in bilancio?
      Senza mettere sul conto gli sperperi e ciò che è inutile e dannoso alla promozione e diffusione dell’arte?
      E’ soltanto deprimente!
      E’ come un medico che sa diagnosticare le malattie, ma che non sa indicare nessuna valida cura?

  • Lorenzo Marras

    Perché Vincenzo parti dal presupposto assoluto che si sia INCOMPETENTI solo perché ALTRI?

  • Lorenzo Marras

    Nei musei bisogna fare entrare L’aria , ARIA FRESCA, c è troppa puzza di SPECIALISTI.

    • SAVINO MARSEGLIA

      Caro Lorenzo, in altre parole l’artista-funzionario è un prostituto pubblico che a sua scelta può praticare anche la poligamia, la asessualità e il bunga bunga ma sempre nell’ambito pubblico!!! Per questo belano come pecore quando non ricevono soldi pubblici e un riconoscimento pubblico. Dimenticavo, le pecore-prostitute non fanno mai sciopero!!!

  • @ Lorenzo: non parto affatto dal presupposto assoluto che una proposta alternativa debba necessariamente essere frutto di incompetenza. Chi ha mai detto questo? Anzi, ho fatto precise domande su temi culturali, a mio parere, di grande importanza. Finché non ricevo risposte chiare e circostanziate non posso ipotizzare competenze che non sono state in alcun modo dimostrate. L’assenza di un programma in materia culturale può voler dire solo due cose: incompetenza oppure (purtroppo anche questo è probabile) precisa volontà di non affrontare il problema. Tutti i populismi sono allergici alla diffusione della cultura e personalmente non credo che Grillo possa essere più interessato di Berlusconi a innalzare il livello culturale delle masse. Il qualunquismo e la demagogia prosperano nell’ignoranza.

    • Lorenzo Marras

      ma dai Vince’ , l ho scritto a chiare lettere NON abbiamo nessun programma in ambito cultura perché siamo NOI i motori della CULTURA. Siamo noi i genitori che ora e qui , cambiamo , modificano le condizioni affinche’ una CULTURA possa dirsi TALE.
      Vince’ papale papale , le cose fabbricate anche benino , presentate altrettanto bene, argomentate se vuoi con modalita’ superlative NON sono sufficienti .

      NASCERE ALLA PRESENZA! questo è il vero statuto esistenziale che ci deve muovere. solo allora possiamo dire che ci MUOVIAMO NELLA CULTURA e non che TENDIAMO alla cultura.

      Vincenzo dobbiamo approcciare le cose con modi altri.

    • fausto

      Vincè, la cultura è distruggere questo pantano della cultura! Nella cultura del pantano s’insegna quanto non può essere applicato nella vita reale delle persone. Ha ragione Lorenzo quando dice che la cultura siamo noi e non gli specialisti dell’arte che la mostrano e la mercificano. Solo distruggendo questo pantano, può nascere la libertà, e l’anarchia della vita…, che non ha bisogno di programmi culturali imposti da questi catafalchi viventi che sguazzano nel pantano pubblico.

      • Caro Lorenzo, caro Fausto, rispetto la vostra intelligenza e non intendo insistere. Per quanto io apprezzi gli spiriti liberi e contestatori, trovo che non ci sia nulla di più improduttivo di un caparbio atteggiamento ipercritico e per nulla concreto, soprattutto in questo momento così difficile per il nostro paese. Ma è inutile continuare a confrontarsi se non è vostra intenzione scendere sul piano pratico dei fatti. Anche a me piace far filosofia e perdermi nelle elaborazioni teoriche. Ma quando si tratta di votare e di decidere del futuro della nostra comunità, non sto più a rincorrere i sogni e non credo alle favole. Ho ferma fiducia nella democrazia e quando qualcuno definisce la dimensione pubblica come un “pantano”, non posso che sentirmi ferito. Mi dispiace vedervi così arrabbiati, anche se comprendo le vostre motivazioni. La rabbia però non produce armonia e neppure equilibrio. Vi invito a dare sfogo alla vostra creatività e alla vostra ansia di rinnovamento nel campo artistico, che consente ampi spazi di libertà. La politica invece è un’altra cosa: riguarda il destino della collettività. A chi si occupa del bene comune non è concesso il lusso di affidarsi allo spontaneismo e di seguire le ispirazioni individuali. La politica è COMPROMESSO: il suo scopo è creare una società basata sulla pacifica convivenza e sul bilanciamento di esigenze contrapposte. Siete davvero sicuri che senza una salda maggioranza e un governo stabile, senza una regia che possa guidarci fuori dalla crisi economica, senza iniziative concrete per il lavoro, senza invertire la rotta rispetto ai tagli alla scuola e alla sanità pubblica, questa Italia potrà occuparsi anche di CULTURA? Perseguire l’instabilità politica, pur di rimanere coerenti a principi forse nobili ma utopici, ha senso? Punire l’intera classe politica per le colpe di una sola parte è giusto? Non so cosa vi abbia riservato la vita, ma ho come l’impressione che siate ottenebrati dalla sensazione di non aver nulla da perdere. Io sono convinto che abbiamo ancora molto da perdere e desidero costruire, non distruggere.

        • fausto

          Vincè, di fronte alll’evidenza di questo pantano di parassiti dell’arte, non possiamo nascondre la testa sotto la sabbia come fa lo struzzo.La realtà e ben diversa da come tu la descrivi. Noi crediamo che questa casta politica e questi funzionari della cultura asserviti ad essa, hanno fatto già abbasta danni ai cittadini italiani, ai musei, al patrimonio storico artistico e all’immagine dell’italia all’estero.
          La venerazione di questi burocrati pubblici- curatori da strapazzo hanno prodotto solo indiffernza nel pubblico ed enormi sprechi di risorse pubbliche.E di chi sono le responsabilità dei cittadini? Che cosa chiodono i cittadini da questi burocrati-funzionari museali: che devono portare solo rispetto alla casta politica? Oppure farla finita di non vedere lo sperpero di enorme risorse pubbliche per programmi che servono solo a mantenere questi burocrati travestiti da finti uomini di cultura- spesso incompetenti e solo al servizio di stato. Gente senza scrupoli, egoisti, incompetenti che hanno l’unico merito di essere raccomandati dalla casta politica.Noi vogliamo solo abbattere questa casta, non ci interssa il potere, perchè siamo dalla parte della cultura e dell’arte libera e il potere ci interssa solo per beliminare queste ingiustizie, perchè vogliamo distribuire il potere a tutte le persone, senza distinzioni di classi ed in ogni caso non lo vogliamo conservare da soli.

          • Lorenzo MarrAas

            Vincenzo io non vorrei mai che il tuo pensiero sia identico al mio. Non lo vorrei e mai lo penserei neppure e ti dico questo perche’ non provo ne’ ho mai provato rabbia ed odio per nessuno. Pero’ lascia che ti ripeta una cosa perche’ la ritengo il punto , autenticamente, critico : C è un fatto epocale che avviene ORA , OGGI nel nostro paese . Qualcosa di IN-pensato e di IN-immaginabile per il suo devastante possibile orizzonte di cambiamento. Bene.
            Ti risulta alla luce di cio’ che il mondo cosidetto artistico abbia gli strumenti per sapere interpretare detto cambiamento ?
            Giusto per citare un esempio terra terra ( li nomina anche Rossi) ti sembra che i vari BISCOTTI – ARENA – RUBBI e quant’altro abbiano OCCHI e ORECCHIE per cio’ che veramente hanno sotto il sedere ? oppure continuano a seguire la traiettoria delle pisciatine di coloro che gli assistono nel giardinetto tranquillo e pulito fatto solo per loro ?
            E’ un Problema di tempi , Vincenzo, L’artista nostrano è ATTENTO per essi?
            dai, mettiamola su questo piano, diamo per buono che a parte esista ancora una particolare vivacita’ artistica che produce i suoi effetti sul resto del ghetto. Ammettiamola.
            Non è cosi’ provocatoria la domanda, guarda, se ci sono ARTISTI vuole dire che ci sono REALTA’ che possono essere lette attraverso i loro occhi (opere). O NO?
            ti saluto come sempre , con la gentilezza che meriti.

  • Angelov

    Vorrei intervenire, se possibile e dire che il Movimento 5stelle, è una realtà in divenire, e penso che nessuno, neppure Grillo avrebbe mai immaginato solo un paio di anni fa, che ci sarebbe stata una così grande diffusione del suo movimento.

    Quindi pensare che questo nuovo non-partito potesse far stare nello spazio di una pagina, come in fatti è leggibile ovunque, tutto un programma elettorale, è un po’ utopistico.

    Comunque i problemi che la Cultura si è trovata ad affrontare in questi ultimi anni, sono dipesi da fattori apparentemente estranei; vale a dire che se un Presidente di un ente statale, percepisce 2000 euro al giorno di stipendio, è chiaro che non ci sono più i soldi per mettere in sicurezza le scuole.

    Penso che è su queste sperequazioni assurde, che il mov 5stelle stia puntando; inoltre senza Cultura si può vivere, ma senza pane no.

    E nel corso della storia, la Cultura è sempre stata un bene di prestigio, ma solo per chi se la poteva permettere. Persino nei paesi comunisti come la DDR, anche un gigante come Bertolt Brecht, è stato liquidate quando ha iniziato a criticare il sistema.
    Per non citare Mao, che pensava che la cultura fosse il giocattolo delle società capitalistiche.

    E se esiste un detto che dice che “chi non conosce la storia, è destinato a ripeterne gli errori”, ed anche se il piglio di questo non-partito ricorda infatti molto quei movimenti che presero il potere nel passato, e che si risolsero poi in guerre ed in bagni di sangue, mi sembra giusto riconoscere al nostro momento storico in Italia, una unicità che le spetta di diritto, anche per gli eventuali sviluppi che chiameranno la prossima generazione a dover finalmente dire la sua, e non essere ignorata per i soliti motivi di forza maggiore.

    Mi sembrava doveroso riconoscere almeno questo, a chi sta tentando forse non rispettando gli estetismi di regola, di contribuire al miglioramento della nostra società.

    Detto questo, mi riservo comunque di votare per chi riterrò il meno peggiore.

    • fausto

      cominciano a tremare le poltrone dei funzionari-burocrati della cultura…

      • Angelov

        E vorrei anche aggiungere che Grillo è lui stesso un artista, che è stato emarginato in passato non per le sue opinioni politiche contrarie a un regime, ma per aver osato fare dell’ironia e della satira politica; e che non fa parte di quella Nomenklatura che si esibisce nelle performances alle Biennali, ma che non saprebbe parlare a milioni di persone, come è invece in grado di fare lui.
        Certo politica e cultura non vanno confuse, ma allora come spiegare questa attesa collettiva di un aiuto da parte delle politiche dello Stato o delle istituzioni in generale, perché intervengano nei riguardi dei Musei, Beni Culturali, legislazione sulle transazioni di beni d’arte, borse di studio etc, quando le scuole pubbliche, vivaio di cultura, sono fatiscenti, non a norma, spesso luoghi di diseducazione, e gli stipendio degli insegnanti è sulla soglia della povertà?
        Ognuno ha un proprio modo di intendere la Cultura.
        Il PD la identifica con Nanni Moretti; cerco di immaginare un Fellini o un Antonioni che intervengono ad un comizio di Fanfani o Andreotti, ma non ci riesco.
        Per uno della mia generazione, che ha subito le conseguenze per le scelte di coetanei, che avevano deciso per le vie di fatto, in una società dove tutto era politicizzato e, o eri di destra o di sinistra, o con me o contro di me, mi sembra che una riconciliazione nazionale sia necessaria, la fine di un conflitto, un disarmo bilaterale, costi quel che costi, perché senza dignità gli uomini sono solo ammassi di carne e ossa, e contano o valgono forse meno degli animali, perché essa è una componente essenziale del loro essere.

        Mamma mia quanta retorica…

  • Telefonare senza cellulare:iSenza (perchè diventiamo tutti più poveri): http://www.whlr.blogspot.it/2013/02/perche-google-ci-rende-tutti-piu-poveri.html

  • @Lorenzo: se lasci scivolare un discorso politico verso una prospettiva artistica, non riesco più a seguirti. Come ho più volte sostenuto, credo che i piani dell’arte e della politica debbano essere tenuti distinti, altrimenti si incorre in pericolose confusioni e si rischia di inseguire utopie irrealizzabili. Forse ho sbagliato a definirti “arrabbiato”, ma lo spunto per il mio commento precedente nasceva soprattutto dalla posizione anarcoide di Fausto. Intanto sono andato a votare… Vedremo cosa ne verrà fuori. Ricambio i saluti con la tua stessa gentilezza e con il solito rispetto per chi la pensa diversamente da me: non frequenterei questo commentario se non mi piacesse il confronto.

    • Lorenzo Marras

      Ma la POLITICA e’ VERA VITA Vincenzo. e cio’ che è vero è ARTE .
      L’ARTE rende l’uomo gioioso per il suo esplicarsi.
      Non dobbiamo mai separare le cose che facciamo da cio’ che proviamo per esse. Non possiamo piu’ calcolare le cose per piani quando ci apprestiamo ad un avventura che poi esclamiamo tra noi con stupore, oh guarda posso chiamare cio’ ARTE? si , se mi procura questa inattesa gioia.
      Vincenzo è una questione , come posso spiegarti di respiro che va al di la di un dato oggettivo fuori di noi.
      Guarda lascia che te lo dica con assolutezza serenita’: NON è vero che le UTOPIE siano un esito indesirato, tutt’altro. Sono le Utopie la via al realizzarsi improvviso di una cosa , di una parte di te che mai mai e poi mai avresti neppure sfiorato , financo con la piu’ fervida immaginazione.
      Ed è L’ARTE che ti fa scoprire cio’.
      Ho compreso quanto sia salutare dare l’addio a certe stupide abitudini; è urgente l’esodo .
      Di Nuovo ogni bene per te , Vincenzo
      a presto.

    • SAVINO MARSEGLIA

      Caro Vincenzo, ma in definitivala, che cosa vuoi dire quando dice: “la posizione anarcoide di Fausto”? Nell’ottocento la Repubblica era considerata un’utopia! Anche Aristofane e tanti altri filosofi, artisti facevano politica e arte

      . In un regime democratico l’artista non può starsene in disparte, ma dovrà comunque assumere una posizione politica. L’arte, la vita, la politica non sono cose distinte, ma rispondo sempre e comunque al desiderio di migliorare la società e noi stessi!

      In un regime democratico qualsiasi governo teme molto di più una cittadinanza colta, seria e onesta, anche silenziosa, che non una cittadinanza becera, menefreghista, egoista, turbolente e piena di pecche, Non si governa giustamente e responsabilmente un popolo menefreghista che non si stima: e fino ad oggi gran parte della nostra casta politica che ci governa non dimostra di stimarci.

      • fausto

        Condivo il commento di Savino…può sembrare un paradosso ma la casta che attualmente dirige i musei sul contemporaneo dovrebbe avere il buon senso di fare le valigie…