Emanuelle Bercot triste, Hong Sang-soo cinico. E un cartone 3D per bambini. Ultimo giorno per il festival Berlinale, domenica 17 i verdetti

Conclude il concorso della Berlinale 2013 il film di Emanuelle Bercot Elle s’en va, terzo francese in lizza. La regista di Student Services porta un’altra storia di donne, protagonista la sessantenne Caterine Deneuve che – abbandonata dal compagno per una più giovane – decide di partire alla ricerca di una vita più autentica, lasciandosi alle […]

Emanuelle Bercot - Elle s'en va

Conclude il concorso della Berlinale 2013 il film di Emanuelle Bercot Elle s’en va, terzo francese in lizza. La regista di Student Services porta un’altra storia di donne, protagonista la sessantenne Caterine Deneuve che – abbandonata dal compagno per una più giovane – decide di partire alla ricerca di una vita più autentica, lasciandosi alle spalle problemi personali ed economici. L’incontro con vari personaggi darà un senso alla sua investigazione. Finale pieno di speranza e attrice che calza a pennello il suo ruolo. Pesante all’inverosimile il film.
Altra faccenda per Nobody’s Daughter Haewon del sud coreano Hong Sang-soo. La protagonista Haewon è una studentessa che intrattiene una relazione intermittente col suo professore. Da poco rimasta sola dopo la partenza della madre alla volta del Canada, la bella Haewon combatte il suo mal di vivere con la bottiglia d’alcool. Sang-soo è uno di quelli molto apprezzati dalla critica, come Soderbergh, anche lui l’avevamo incontrato l’ultima volta a Cannes con In Another Country. E di quello riprende alcuni elementi strutturali come la ripetizione e la metanarrazione. Sempre un po’ al di sopra delle righe, con il suo stile naive ricercato, Sang-soo è capace comunque di destare un’emozione nei suoi spettatori: sorpresa e disappunto per l’impermanenza delle cose umane, trattate coll’ineffabile leggerezza di un cinico romantico.
Ai suddetti film, veramente tristi, è stato contrappuntato il più giocoso cartone 3D della DreamWorks The Croods. Ambientato nel paleolitico, è un film di animazione molto kitsch, che tocca i sentimenti senza mai essere stucchevole, curando anche l’aspetto comico delle situazioni in chiave slapstick. Il tema è l’unione familiare e il confronto tra conservatori e innovatori. Fuori concorso e, forse, anche fuori luogo. Dopo una pausa di recupero, in cui il tema predominante saranno le previsioni, domenica sera la cerimonia di premiazione ufficiale.

– Federica Polidoro

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.