Fuksas ancora in grande stile in Francia. Aprono a Parigi Saint Denis i Nuovi Archivi Nazionali di Francia: qui le immagini nella gallery

Immaginate di dover costruire come delle enormi scatole, che racchiudano tutti i segreti politici di Francia, le carte e i documenti dei vari regimi che si sono susseguiti dal VII secolo ad oggi, dai papiri merovingi ai processi dei Templari, il diario di Luigi XVI, il testamento di Napoleone, la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e […]

Immaginate di dover costruire come delle enormi scatole, che racchiudano tutti i segreti politici di Francia, le carte e i documenti dei vari regimi che si sono susseguiti dal VII secolo ad oggi, dai papiri merovingi ai processi dei Templari, il diario di Luigi XVI, il testamento di Napoleone, la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, il giuramento del Jeu de Paume, le Costituzioni successive della Francia. Immaginate di aver vinto un prestigioso concorso ad inviti bandito nel 2005 e di aver posto la prima pietra l’11 settembre 2009. Oggi, gennaio 2013, i Nuovi Archivi Nazionali di Francia sono ultimati e pronti per essere inaugurati: una serie di volumi più o meno trasparenti, che racchiudono in sé diverse forme di dualismo. Sono insieme orizzontali e verticali, solidi e leggeri, caotici e ordinati, adatti sia alla fruizione della collettività che alla pura conservazione. Passato- presente- futuro.
La zona è Saint Denis, Nord di Parigi: area di grande centralità nei nuovi sviluppi creativo-architettonici, dopo che nei mesi scorsi non lontano da qui, a Pantin, hanno inaugurato la gallerie Gagosian e Ropac. Un po’ come fu l’operazione compiuta nel Centro Ricerche Ferrari di Maranello, Massimiliano Fuksas – è suo il progetto – ricorre qui ad alcuni espedienti interessanti, primo fra tutti il posizionamento di un basso bacino d’acqua nella corte interna, che collabora ad una smaterializzazione dei volumi che vi si riflettono e aiuta e renderli più aerei e meno massicci, anche grazie alla scelta di rivestimenti – vetro opaco e alluminio – che a  loro volta riverberano l’intorno. Gli Archivi, commissionati dal Ministero della Cultura Francese, sono costituiti da due corpi principali: una serie di“satelliti” sospesi,vassoi a sbalzo protesi verso la città con uffici, sala conferenze e sala espositiva e un imponente parallelepipedo di dieci livelli –un monolite praticamente impenetrabile, dove sono alloggiati i 220 magazzini di tesori e una sala lettura da 160 posti.
Un insieme di geometrie abbastanza armonico e sicuramente funzionale, vicino alle esigenze del luogo in cui sorge, che dà importanza al territorio, anche grazie all’intervento paesaggistico di FlorenceMercier. La sua progettazione degli spazi verdi ha dato vita a una reale interazione tra natura, architettura e pubblico, attraverso una passeggiata simile ad una quinta scenica che accompagna il visitatore al complesso. Interessante anche la scelta di richiedere alcuni interventi artistici integrati e site- specific (uno dei tre firmato da Antony Gormley), a sottolineare che la memoria collettiva si forma e si sviluppa intorno a delle storie, a dei racconti, alla bellezza.

– Giulia Mura

CONDIVIDI
Giulia Mura
Liceo classico E.Q.Visconti, laurea triennale in Arredamento e Architettura di Interni presso l’Università la Sapienza – Valle Giulia con tesi sperimentale in museografia (prof.ssa Daniela Fonti e Rossella Caruso), e master in “European Museology” presso la Iulm di Milano (prof. Massimo Negri) . Da qualche anno collabora con il prof. Luigi Prestinenza Puglisi , con cui collabora presso il laboratorio PresS/T factory nel ruolo di organizzatrice di Mostre ed Allestimenti presso la Casa dell’architettura- Acquario Romano, nonché come giurata nei concorsi e assistente all’Università Ludovico Quaroni, facoltà di disegno industriale. Scrive per www.presS/Tmagazine.it, per la rivista araba Compasses (www.compasses.ae) e per Artribune (www.artribune.com). Attualmente impegnata come junior curator per la seconda edizione di Worldwide Architecture, edizioni Utet e consulente museologia al museo Mafos ( Museo e Archivio di Fotografia storica), Roma.