Cover, che passione. E chi se le dimentica le copertine dei vinili storici? Bob Egan le ha studiate e archiviate, scovando le location dove furono scattate le mitiche foto…

Mettersi in testa di tracciare la geografia dei più importanti vinili del pop-rock. O meglio, di quelle copertine passate alla storia come vere e proprie icone grafiche. Ovvero? Pigiare il pulsate rewind e mettersi alla ricerca delle esatte coordinate spazio-temporali di ogni immagine. È questa l’impresa in cui si è fiondato il fotografo Bob Egan, […]

Pink Floyd, The Division Bell, 1994 - Ely, England

Mettersi in testa di tracciare la geografia dei più importanti vinili del pop-rock. O meglio, di quelle copertine passate alla storia come vere e proprie icone grafiche. Ovvero? Pigiare il pulsate rewind e mettersi alla ricerca delle esatte coordinate spazio-temporali di ogni immagine. È questa l’impresa in cui si è fiondato il fotografo Bob Egan, divenuto ricercatore e detective: andare là dove le grandi star della musica avevano allestito i loro set e immortalare le scene simbolo dei loro dischi. Lavoro lungo, certosino, appassionato. E alla fine, Egan ce la fa. Mette insieme un un archivio di frammenti della memoria, fatti, volti, intuizioni creative e soprattutto luoghi. La maggior parte scovati tra New York, Londra e dintorni.
PopSpots“, questo il titolo del progetto, è una serie di fotografie – in cui ogni vecchia cover viene sovrapposta agli scatti di oggi – ma anche e soprattutto un sito, dove tutto il materiale viene raccolto e catalogato. Piccole schede per approfondire, con immagini d’epoca, video, testi, il racconto dei singoli percorsi e persino i parametri google maps per capire come arrivare alle celeberrime location.

The Beatles, Abbey Road, 1969 – Londra

Scorrono così, come in una galleria amarcord, storie d’altri tempi, catapultate nel presente: dalla banchina della metropolitana sulla quinta strada, dell’album “Wednesday Morning” di Simon & Garfunkel, al campo brullo della città di Ely, in Inghilterra, dove furono installate le due sculture totemiche del mitico “The Division Bell” dei Pink Floyd; da quella Berwick Street di Soho in cui fu scattata la foto per “What’s the Story, Morning Glory?” degli Oasis, all’indimenticabile tratto della londinese Abbey Road, che vide i Beatles attraversare in fila indiana le ormai leggendarie strisce pedonali, per il loro album del 1969; dal vicoletto su cui dava la porta posteriore del CBGB, lo storico  rock club tra Bowery street e la Seconda Avenue, dove si fecero immortalare i Ramones per il loro “Rocket to Russia” (1977), alla scalinata esterna dello studio di registrazione dei Clash, a Camden, dove la band si mise in posa per Kate Simon, finendo sulla cover del disco del ’77 che portava il loro nome.
Questo ma anche tanto altro ancora nell’album dei ricordi di Egan. Da sfogliare, pagina dopo pagina, tra curiosità e nostalgia.

– Helga Marsala

www.popspotsnyc.com

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • Mario Devoto

    Simpatico. Però Abbey Road non è a New York.

  • E le copertine degli Squallor?