London Updates: top six. Le sei cose migliori della Frieze Art Week londinese secondo il nostro insindacabile giudizio. E voi che ne pensate?

LA MIGLIOR FIERA Frieze -come ci ha spiegato il gallerista italiano di T293 Marco Altavilla nelle nostre videointerviste – marcia a lunghi passi verso una naturale e inevitabile istituzionalizzazione che mette nel mirino l’ultradecennale predominio di Art Basel nel continente europeo. Tuttavia quest’anno la fiera che ci ha impressionato davvero è Frieze Masters. Prima edizione, […]

Theaster Gates - Raising Goliath 2012 - courtesy Whitecube
Theaster Gates - Raising Goliath 2012 - courtesy Whitecube

LA MIGLIOR FIERA

Frieze -come ci ha spiegato il gallerista italiano di T293 Marco Altavilla nelle nostre videointerviste – marcia a lunghi passi verso una naturale e inevitabile istituzionalizzazione che mette nel mirino l’ultradecennale predominio di Art Basel nel continente europeo. Tuttavia quest’anno la fiera che ci ha impressionato davvero è Frieze Masters. Prima edizione, in un anno di terribile crisi anche per il Regno Unito, la nuova fiera dedicata a tutta l’arte dal Novecento a ritroso fino all’archeologia egizia di tremila anni fa appare fin da subito come un successo. Un successo organizzativo, allestitivo, di qualità (spesso più che museale), probabilmente anche di vendite. Tanto da far apparire come ‘vecchia’ la consolidata Tefaf di Maastricht. Solo un appunto: pur essendo entrambe allestite nel verde di Regent’s Park, le due fiere risultano troppo distanti, a 15 minuti di marcia l’una dall’altra. La cosa ha mortificato le possibili sinergie impedendo, financo, ai galleristi di Frieze di fare ‘un salto’ a Masters: anche una pur rapidissima visita avrebbe rubato ai contatti ed agli affari oltre trenta minuti solo di camminata. Forse lo stesso è capitato per alcuni collezionisti o potenziali tali. Come mai non posizionare in maniera più ravvicinata i due tendoni? Forse già il pensiero è alla Randall’s Island nell’East River ed a capire come collocare anche a New York City una nuova tensostruttura che possa ospitare Frieze Masters?

http://friezemasters.com


LA MIGLIOR PERSONALE IN MUSEO

Non sappiamo se possa definirsi una ‘personale’ nel vero senso della parola, ma l’intervento di Tino Sehgal alla Tate Modern merita davvero il riconoscimento. Spiazzante come tutte le sue performance, profonda come non mai, spesso inquietante, disturbante, angosciante fino a fermarsi un istante prima dall’essere invadente. Finisce col botto l’esperienza delle Unilever Series nella Turbine Hall della Tate. Una promessa: torneremo su questa performance di Sehgal ancora in futuro, qui su Artribune

http://www.tate.org.uk

Un scorcio della mostra alla Hayward Gallery

LA MIGLIOR COLLETTIVA IN MUSEO

Solita qualità impeccabile, solita mostra con tutto dentro: didattica, comunicazione, eccellente allestimento (nonostante la bruttezza ineguagliabile degli spazi espositivi), quel quid di interattività e  anche di divertimento. La Hayward Gallery non sbaglia mai una mostra e anche quella attuale sulle novità dell’arte cinese è da non perdere. Sia per i contenuti (i pochi e bravi artisti cinesi scelti), sia per come sono stati presentati.

http://www.haywardgallery.org.uk


LA MIGLIOR MOSTRA IN GALLERIA NEL WEST END

Joana Vasconcelos riscalda i muscoli da Haunch of Venison in vista del Padiglione Portoghese alla Biennale di Venezia 2013 e dopo la super mostra appena conclusasi a Versailles. Sontuosa la serie di installazioni che l’artista ha posizionato negli ampi spazi di New Bond Street.

http://haunchofvenison.com

Theaster Gates – Raising Goliath 2012 – courtesy Whitecube

LA MIGLIOR MOSTRA IN GALLERIA FUORI DAL WEST END

Theaster Gates bissa l’exploit di Documenta Kassel con una mostra magniloquente e profonda, tutta dedicata ai temi della razza e dei diritti civili, negli incommensurabili nuovi spazi di Whitecube a Bermondsey, a sud del Tamigi ai piedi della Scheggia di Renzo Piano. My Labour is My Protest è un progetto impegnativo e ben più che museale anche solo per i grandi volumi in mostra: poche gallerie riescono, come fa Jay Joplin nella sua, ad appendere al soffitto ed a lasciare sospesa una vera autobotte dei pompieri (del 1967) con tutte le conseguenze in termini di logistica, pesi, allestimento…

http://whitecube.com

LA MIGLIOR NUOVA GALLERIA

No, non è David Zwirner. Certo, il nuovissimo spazio del mercante newyorkese, una stupenda palazzina storica in Mayfair non è niente male, ma lo spazio-appena-aperto che ci ha affascinato di più è quello di BlainSouthern aperto da poche ore in Hanover Square e riempito dalle suggestive installazioni di Tim Noble e Sue Webster. Dopo soli due anni BlainSouthern ha abbandonato il piccolo spazio in Dering Street dimostrando un rapido sviluppo.

www.blainsouthern.com

  • Sehgal mi è sembrato un po’ caotico e confuso, almeno rispetto recenti altre opere (vedi documenta). Alla tate rischiava veramente di sfociare nel balletto di teatro danza…aspettiamo maggiori approfondimenti.

  • Giacomo

    Paragonare il Tefaf a Frieze Masters è come dire che la Cremonese gioca come la Juve. Per il resto tutto ok, ma una fiera in tenda non compete con Maastricht per 1000 motivi.

  • andrea bruciati

    segnalo: helmgreen and dragset da Victoria Miro e everything was moving al Barbican

  • Asbesto

    Seghal: acchiapparella? Guardie e ladri? Footing?

    • farsi delle domande

      quando un performer ti si è avvicinato e ti ha raccontato un suo fatto privato non ti è parso un po’ di essere catapultato on-line nel tuo account di facebook? che tu abbia o meno facebook, l’attualità della dinamica comunicativa tra persone messa in scena alla tate è un po’ difficile da ridurre a un gioco come acchiapparella… a meno che non ti interessi osservare il mondo dove vivi, ma solo vivere univocamente, passivamente e non interrogarti.

  • Giulia

    Seghal non è nemmeno insopportabile, è semplicemente fastidioso.
    La miglior mostra nel West End è quella di Peter Doig da Michael Werner, come anche il miglior spazio aperto è la galleria di Werner vicino a Grosvenor Square.

    • farsi delle domande

      fastidioso come il mondo in cui viviamo

  • Areecel

    Ahahahah “acchiapparella” mi hai fatto ridere. Ma comunque mi ha emozionato.
    Cincordo con la migliore mostra fuori dal WestEnd: theaster gates uber alles

  • Secondo me l’intervento di Seghal in ambito di arti visive è molto debole, rimanda a tutto il fluxus etc… e come teatro è alquanto in ritardo, forse si vuole sostenerlo più per la metodologia, che forse è il forte anche se comparato a un Yves Klein (e siamo nei primi anni 60) risulta debole questa sua immaterializzazione, ma oramai siamo in piena fase revival per cui giochiamo a com’era bello un tempo tanto nessuno vede i cambiamenti reali ma solo le falene del mercato …

    le altre proposte discrete anche se per me la mostra più bella è quella del Barbican con la collettiva Everything Was Moving Photography from 60s and 70s e a Frieze Joanna Rajkowska con “forcing a miracle”

    poi un pensiero a Munari alla Collezione Estorick

  • laura tansini

    come mostre in galletra avete scelto le più, o quasi, spettacolari e contemporanee
    che non è detto siano le migliori
    che ne dite di Rothko-Sugimoto alla Pace?
    o degli ultimi lavori di Kapoor da Lisson?

    a proposito Haunch of Venison è in Mayfair non nel West End …

    e a Frieze c’erano macchine che andavano e venivano in continuazione tra le due fiere … per evitare la camminata nel bellissimo parco

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