Intesa Sanpaolo lancia la fase due: Gallerie d’Italia apre il Cantiere del ‘900; mentre Milano si vede Berlino e sogna la sua Museumsinsel

Dalla a di Accardi alla zeta di Zorio: quasi duecento opere per un percorso espositivo che occupa 3.500 metri quadrati in quella che resta la sede storica di Banca Commerciale Italiana, edificio disegnato un secolo fa da Luca Beltrami con accesso proprio su Piazza della Scala. Il gruppo Intesa Sanpaolo raddoppia: a un anno dall’apertura […]

Dalla a di Accardi alla zeta di Zorio: quasi duecento opere per un percorso espositivo che occupa 3.500 metri quadrati in quella che resta la sede storica di Banca Commerciale Italiana, edificio disegnato un secolo fa da Luca Beltrami con accesso proprio su Piazza della Scala. Il gruppo Intesa Sanpaolo raddoppia: a un anno dall’apertura della porzione ottocentesca delle sue Gallerie d’Italia (140mila visitatori nei suoi primi dodici mesi di vita), arriva oggi l’inaugurazione di Cantiere del ‘900, sezione dedicata all’arte del secolo breve. Adattamento degli spazi e progetto espositivo a firma di Michele De Lucchi, che lavora sull’omogeneità di una preesistenza che affonda le radici in più corpi di fabbrica tra loro discontinui; e che reimposta il caveau della banca come scrigno per le opere non esposte. Due corsie monografiche a completare l’idea curatoriale di Francesco Tedeschi: la prima centrata su L’ora italiana di Emilio Isgrò; la seconda immaginata come una riflessione su Il colore come forma plastica, con l’indagine che spazia dal Futurismo fino alle tendenze degli ultimi anni novanta.
Il dato forse più significativo dell’intera operazione, però, sta nell’individuare quali strategie la Milanodella cultura stia mettendo in campo per ripensare al suo futuro. Immediato e scontatissimo il pensiero al Museo del ‘900 dell’Arengario, da cui l’istituto di credito ritira i Burri prestati a suo tempo – oggi inseriti nella collezione del Cantiere – ma con cui, questa la promessa, si costruiranno sinergie e non contrapposizioni o sovrapposizioni. Sulla convivenza tra i due musei, tanto simili nella filosofia e così vicini da indurre a pensare che possano pestarsi i piedi, si basa in realtà parte di quel grande progetto al quale il Comune di Milano pensa per i prossimi anni, e che vede tra i primi e più credibili partner, ovviamente, Intesa Sanpaolo. La suggestione è quella dell’Isola dei Musei berlinese, il progetto guarda ad una Via dell’Arte lungo l’asse Brera – Palazzo Reale;900 metri (numero che ritorna, mano alla cabala!) da pedonalizzare per uno “struscio” culturale che parta dall’Accademia e raggiunga il Museo del ‘900, toccando ovviamente il Piermarini e le Gallerie d’Italia. Se chi ben incomincia è già a metà dell’opera…

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • Glauco

    Mi auguro che il percorso includa anche una “fermata” al Museo Poldi Pezzoli (con i suoi Pollaiolo Botticelli Pier Della Francesca Raffaello Mantegna Bellini ecc.ecc.)