Lo Strillone: Lucian Freud addicted delle corse ai cavalli su La Stampa. E poi Chateau Giscard D’Estaing, Museo della Bibbia a Washington, Occupy Cinecittà…

Il vizietto di Lucian Freud: giocare ai cavalli. L’intuizione del suo allibratore, Alfie McLean: farsi pagare i debiti in tele. Su La Stampa la storia di una fortuna milionaria costruita a botte di puntate. Per chi è ancora a caccia di affari vale la pena un giro in Francia: Italia Oggi annuncia l’asta per il […]

Quotidiani
Quotidiani

Il vizietto di Lucian Freud: giocare ai cavalli. L’intuizione del suo allibratore, Alfie McLean: farsi pagare i debiti in tele. Su La Stampa la storia di una fortuna milionaria costruita a botte di puntate. Per chi è ancora a caccia di affari vale la pena un giro in Francia: Italia Oggi annuncia l’asta per il castello di Varvasse (base un milione e mezzo di euro) di proprietà dell’ex presidente Giscard D’Estaing. In vendita anche il ricchissimo mobilio, dalla pendola stile Impero di Lepaut alle cassettiere del XVIII secolo. Tutta roba di marca: mica Ikea!

Per Avvenire Washington sarebbe pronta ad accogliere il Museo della Bibbia, mentre Silvia Kramar – inviata de Il Giornale a New York – paventa l’inizio di una stagione di tremebondi kolossal religiosi. Preparatevi a Russell Crowe che interpreta Noé per Daren Aronofsky, mentre Paul Verhoven reinterpreta la vita di Cristo in un biopic che vede la Vergine… tale solo di nome! A casa nostra, intanto, Giulio Scarpati racconta i perché dell’occupazione di Cinecittà a L’Unità.

Duecento tele di Dario Fo in mostra a San Marino valgono l’apertura di pagina su Quotidiano Nazionale, Willi Baumeister al Mart nelle brevi di Europa. Tenetevi forte: Libero annuncia che oggi partono gli scavi per aprire la prima delle tombe che, in Firenze, potrebbero nascondere la Gioconda.

– Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

CONDIVIDI
Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • riccardo

    posso dirlo? questa rubrica è veramente stupida

    • francesco sala

      beh, certo che puoi dirlo.
      se ti va di spiegare perché mi fai un favore: visto che è da tre anni che la scrivo tutte le mattine magari mi illumini su come investire meglio il mio tempo.

    • saranno stupidi anche i vari Tg nazionali, allora. Il format della rassegna stampa quotidiana non è che ce lo siamo inventati noi eh…

  • riccardo

    direi allora che avete perso la grande occasione di tirarvi fuori dal gruppo. se i TG nazionali sono fra i vostri modelli di ispirazione orientatevi su qualcosa di più serio. ne avete sia la LIBERTA’ che le POSSIBILITA’.
    la rubrica è semplicemente inutile (cito te: ‘il vizietto di lucian freud: giocare ai cavalli’. wow! ‘spè che me lo segno!…), molto spesso banale e, ripeto, anche stupida.
    per francesco: puoi investire meglio il tuo tempo mattutino adoperandoti affinché ciò che scrivi abbia una sua ragion d’essere, così sembra fatto tanto per fare oppure, come dice la stessa marsala, perché anche i TG nazionali lo fanno.

  • caro riccardo

    la “ragion d’essere” di una rassegna stampa sta nel segnalare ai propri lettori articoli che si presume possano interessarli. adoperarsi significa solo fare in modo che la segnalazione sia il più possibile completa
    quindi obbiezioni su eventuali “buchi” sono ricevibili, sappiamo bene che non è possibile coprire tutto e neanche ce lo poniamo come obbiettivo. per il resto, se il format non ti interessa, ti suggerisco semplicemente di non leggerla. io per dire non leggo gli oroscopi, ma non mi metto a dire che sono stupidi (lo sa bene anche chi li scrive!)
    peraltro, il thumb è sempre lo stesso, fai presto a riconoscerla

    • riccardo

      in sintesi (e non perché voglio polemizzare a tutti i costi): perché non provi a reinterpretare il format ‘rassegna stampa’? la modalità classica la conosciamo tutti, in un sito d’arte si potrebbe utilizzare qualcosa di più intrigante o creativo.

  • Sai, se molte grosse testate nazionali (vedi i famosi Tg) fanno le rassegne stampa un motivo ci sarà. Per esempio… sono molto seguite?? E magari vale pure per noi ;)

    • Cara Helga, ma perché ci perdi tempo? Se riccardo non riesce a capire l’utilità di una “rassegna stampa” … pazienza, basta semplicemente che la salti, la cosa più sciocca e’ “dargli corda”

    • riccardo

      helga, sei abbastanza intelligente da capire da sola che i grandi numeri non sono automaticamente sinonimo di qualità.
      lo so che sono stato un po’ impertiente, che è estate e che fa caldo, però il tuo non è un argomento.

  • Angelov

    Se mi permettete vorrei esprimere un mio punto di vista.
    La cosa che mi ha sempre scandalizzato delle Rassegne Stampa, è il fatto che si citano notizie riportate da giornali i cui livelli di qualità giornalistica sono così diversi e distanti tra di loro: citare “Il Corriere della Sera” o “La Stampa”, vicino a giornali di propaganda come “Il Giornale” o “Libero”, è già questa una mistificazione enorme: il metterli sullo stesso piano, in modo così infido.
    Chi ci guadagna sono i soliti furbi, i manipolatori che oggi si chiamano opinionisti.
    Un giorno ne parlai con il direttore di una Radio, e lui mi disse che il fatto che certi giornali fossero venduti regolarmente nelle edicole, li legittimava completamente.
    E’ sempre il Mercato a decidere, ma si spera in misura sempre minore per quello che si riferisce alla Cultura.

    • Caro Angelov, sei perfettamente in diritto di “scandalizzarti, ma una “rassegna stampa” serve , molto semplicemente, per sapere quali articoli vengono pubblicati e da chi, se non vuoi “comperare” il giornale in questione te lo puoi (in genere) leggere “on line” (sono pochissimi i giornali che non lo consentano ancora e pochi quelli che lo consentono solo il giorno o i giorni successivi). Nel caso specifico, poi, trovo, “Lo Strillone” particolarmente utile perché, ovviamente, restringe il campo agli articoli relativi all’ “arte” risparmiando a chi vuol essere informato in materia la noia di andarsi a vedere ogni giorno dieci o dodici quotidiani (e a volte non basterebbe). Naturalmente ci sono giorni in cui “le notizie” sono del livello “gossip” o “curiosità” ma questo non può certo essere imputato a Francesco Sala !!!

    • francesco sala

      credo che il discorso sia un po’ più complicato e sia pericoloso ricondurlo ad un piano ideologico (anche perché un elettore liberal e lettore de “il giornale” potrebbe obiettare che “l’unità” sia un giornale infimo… dipende dai punti di vista!).

      ci sono giornali poco letti e diffusi, specie se “confessionali” che si fregiano di contributors intelligenti, che pongono sul tavolo questioni più che dignitose (anche se non sempre condivisibili): penso agli interventi di luca nannipieri su “europa”, che è quotidiano del PD…

      insomma: esistono voci che vale la pena ascoltare, anche se la loro cassa di risonanza ha un colore che non ci piace.

  • Discussione squisitamente estiva

  • Angelov

    Il recensire giornali che tentano di fare informazione il più possibile obbiettivamente, accanto ad altri che si servono della stampa solo per fare propaganda politica molto mirata, è questo di per se un sintomo di un appiattimento anche Etico.
    E’ ovviamente cosa data per scontata.
    Ma fino a quando ancora?
    La mia critica non si riferisce ad Artribune in particolare: è ovvio che qualche buon intellettuale, morto di fame, ha anche il diritto di lavorare per una testata che magari non capisce neanche fino in fono le idee espresse nei suoi scritti, ma lo tiene in redazione solo per la sua firma.
    E’ capitato addirittura a Montanelli, per un certo periodo.
    E può essere capitato anche questo in qualcuno dei giornali da me citati.
    Per quanto riguarda il “piano ideologico”, dopo la morte delle ideologie, anche qui i topi ballano quando il gatto se ne è andato…

    • francesco sala

      capisco che tu non ti riferisca in particolare a noi, chiaro: credo comunque che la pluralità dell’informazione dia sugo e sia divertente se leggi tutto da un punto di osservazione il più distaccato possibile…

      anzi: vedere la declinazione della stessa notizia secondo filtri tanto diversi credo contribuisca a leggere meglio la realtà e il modo in cui viene raccontata. i giornali “confessionali” sono legittimi e credo abbiano la stessa dignità delle altre testate – eviterei magari di pagarne la stampa con i soldi dei contribuenti, lasciandoli ad un darwinismo del mercato…

      credo di aver scritto la parola “credo” almeno otto volte: questo fa di me il rpincipe delle ripetizioni. credo. :-)

      • …aggiungerei che “recensire giornali che tentano di fare informazione il più possibile obbiettivamente, accanto ad altri che si servono della stampa solo per fare propaganda politica molto mirata” e’ il servizio che una rassegna stampa “deve” fare, lasciando all’intelligenza ed al discernimento dei propri “utenti” il giudicare, poi, della qualità dell’informazione che il singolo quotidiano fornisce e decidere quale sia “informazione (più o meno obbiettiva” e quale “propaganda”… il giorno che fosse la “rassegna stampa” a fare la cernita, ponendo in atto un “filtro” preventivo, sarebbe davvero un brutto giorno!!

        • Angelov

          Vorrei aggiungere ancora una piccola cosa.
          Ho vissuto molto a contatto con gli Anglosassoni; avevo un amico inglese il quale mi diceva che lui ogni mattina comprava il quotidiano, lo leggeva tutto attentamente durante la colazione, poi lo richiudeva, e pensava:”Non credo ad una sola parola di quello che ho appena letto”.
          Questo per dire che la lettura del giornale fa ormai parte di un Rituale a cui tutti siamo abituati così bene.
          Un’altra cosa da far notare, è il fatto che la lettura del giornale tende a metterti in una posizione molto privilegiata: è già stato tutto fatto da qualcun altro, a te non resta che riempire lo “spazio negativo”: l’unico congeniale alla tua posizione passiva di lettore.
          Ed ancora: a tutti piace sentirsi in una posizione quasi di Giudice, al di sopra ed equidistante dai fatti. Quasi come Dio.
          E ci sarebbero ancora altre percezioni; ma ciò che si ha la tendenza ad evitare è la responsabilità della scelta ed il rischio implicito in ogni vera critica.
          Non bisogna poi lamentarsi che il Tutto scorra via poi annacquato ed appiattito.

          • …forse il tuo amico avrebbe mostrato maggior acume cambiando giornale…

  • mariarosa

    confesso: molto spesso la rassegna stampa di artribune è per me un punto di partenza per andare, poi, a leggere per esteso gli articoli citati.
    se c’è una “pecca” di cui, personalmente, posso lamentarmi, è la scarsa copertura “locale”, cioè notizie succose che spesso animano i piccoli quotidiani (o le edizioni locali dei giornali più grandi) non vengono purtroppo citate. spero si trovi un sistema per ovviare a questa lacuna… faccio un paio di proposte: o la redazione si mette “in rete” con le pagine culturali di quante più testate è possibile, o i commentatori stessi potrebbero integrare, di giorno in giorno, con proprie segnalazioni

    • francesco sala

      grazie per il consiglio!

  • Angelov, il principe delle maiuscole

  • Ah, ma qui abbiamo qualcuno che ci vuole insegnare addirittura l'”Etica”, e dà per scontato – “E’ ovviamente cosa data per scontata” – che quella da lui professata sia “il verbo”, la linea da seguire senza alcun tentennamento
    E fin qui, ognuno può credere ciò che vuole: ma addirittura pensare che, facendo base sulla sua etica – che guarda caso solo in piccolissima parte è condivisa, per dire, dal sottoscritto – noi dovremmo “indirizzare” la nostra rassegna stampa, mi pare un pochino esagerato
    Resta tutto da dimostrare poi – e non ci riuscirà – che fare sapere che Il Giornale sproloquia su tale tema così come L’Unità sproloquia su tal altro tema (ma lei ha idea di quanti sproloqui sono zeppi i giornali che lei elegge ad esempio??? tipo repubblica?) non sia informazione utile… Ora basta però, vado (metaforicamente ahimè) in piscina

    • Angelov

      E’ vero, con i tempi che corrono parlare di Etica è un po’ come parlare di corda in casa dell’impiccato.
      Del resto questo di Artribune è un contesto dove forse alle questioni di etica, sarebbe più giusto arrivarci per induzione, e non riferirvisi direttamente e frontalmente.
      E pensare che l’aspetto estetico è solo un riflesso condizionato non voluto per quanto riguarda ogni grande arte.
      Qualcosa che viene attribuito dall’esterno, e mai ricercato direttamente dall’artefice.
      Da qui poi nasce ogni malinteso.
      .

  • urrutigoechea

    te sei un po’ perso verso la fine Angelo! che volevi di’??? mica s’è capito bene, vai a scrive sotto l’ombrellone è mejo

    • Angelov

      Caro ragazzo, tu come molti altri della tua Regione, pensi che per il semplice fatto di poter parlare o scrivere strascicato romanesco, ti dia la possibilità di sproloquiare qualsiasi fregnaccia.
      Lo si può constatare in televisione ad ogni piè sospinto.
      In verità lo dobbiamo proprio a quelli come Voi se al nord purtroppo abbiamo la Lega.
      La lezione di scemenza diffusa l’hanno appresa proprio da voi, che non siete più gli stessi romani che parlavano latino.

  • urrutigoechea

    Si ma sull’Etica dovete fare qualche ripasso dai retta a me ;-)

    • Angelov

      OK, fammi tu la lezione: ti leggerò con rispetto ed attenzione.