Tutti i sogni del Quadraro. Voci e memorie dalla periferia di Roma, raccolte da Paolo Angelosanto. Video-blitz nella mostra di GarageZero, tra parole al megafono

All’esterno dello spazio espositivo campeggia una scultura, quel che resta di un lavoro prolungato svolto sul territorio: in circolo, sul pavimento, come un segno inciso sul cemento, ci sono tutti i megafoni usati da Paolo Angelosanto durante il suo percorso di interazione con la comunità del Quadraro, nella periferia sud di Roma. Strumenti di autoaffermazione […]

Paolo Angelosanto, I have a dream, 2012

All’esterno dello spazio espositivo campeggia una scultura, quel che resta di un lavoro prolungato svolto sul territorio: in circolo, sul pavimento, come un segno inciso sul cemento, ci sono tutti i megafoni usati da Paolo Angelosanto durante il suo percorso di interazione con la comunità del Quadraro, nella periferia sud di Roma. Strumenti di autoaffermazione e di libero sfogo, consegnati ai cittadini per un rito collettivo che mescola singole identità, sogni, emergenze, speranze, dichiarazioni d’intento: donne e uomini d’età, ceto sociale e nazionalità diversi, esistono nello spazio breve ed effimero di una frase simbolo, di un’ambizione condivisa, di una parola detta, sognata, confessata e sempre così immediata, quasi ingenua. Come se il luogo del desiderio fosse lo stesso per tutti, al di là delle differenze, nella genuinità di un sognare comune fatto di immagini semplici. Angelosanto, intanto, registra tutto: il coro di voci si fa traccia indelebile, poi diventa sfondo sonoro di un video, in cui l’artista è ripreso mentre scrive in rosso alcune delle frasi catturate.

Un video che oggi è proiettato su un muro dello spazio GarageZero, a Roma: per  I Have a Dream, mostra a cura di Lori Adragna, Angelosanto mette insieme i reperti di questa esperienza con la gente, inscenando al contempo una nuova performance. La sera dell’opening è lui stesso ad accogliere i sogni del quartiere, prendendoli con sé e portandoseli appresso, come un bottino immateriale, metaforicamente intrappolato in quei megafoni bianchi, caricati sulle spalle. Intanto, nell’aria, risuonano le voci del Quadraro: “I figli… vincere al superEnalotto… fare l’amore tutte le notti… fare la violinista… un po’ di serenità… emozioni forti… la pace… volare… soldi… la salute… trovare un lavoro a mio figlio ingegnere… non morire… scusi, per favore, ce l’ha una sigaretta?…

– Helga Marsala

Paolo Angelosanto, “I Have a Dream”
fino all’11 giugno 2012
GarageZero – Via Treviri, Roma 

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.