L’artista-alchimista. Cantore delle stelle, fra memorie di fuoco e di zolfo. Gilberto Zorio incontra il pubblico romano per i Martedì Critici

Dici Arte Povera e dici Gilberto Zorio. Uno dei nomi che, immediatamente, richiamano quella straordinaria esperienza intellettuale e creativa, emersa in Italia alla fine degli anni Sessanta. Uno degli artisti italiani più noti, celebrati e conosciuti, anche dal grande pubblico. Uno a cui si associa un preciso immaginario estetico, costellato di segni, simboli, figure inconfondibili. Così, […]

Gilberto Zorio, Stella per purificare le parole, 1985

Dici Arte Povera e dici Gilberto Zorio. Uno dei nomi che, immediatamente, richiamano quella straordinaria esperienza intellettuale e creativa, emersa in Italia alla fine degli anni Sessanta. Uno degli artisti italiani più noti, celebrati e conosciuti, anche dal grande pubblico. Uno a cui si associa un preciso immaginario estetico, costellato di segni, simboli, figure inconfondibili. Così, dici Zorio e dici alchimia, processualità dei fenomeni naturali, energia del cielo e della terra, corrente elettrica e affinità chimiche tra gli elementi. Evocando, alla velocità della luce, quell’archetipo della stella a cinque punte che in molte sue installazioni ritorna, come metafora del viaggio siderale: una “proiezione del cosmo” nel breve perimetro della nostra presenza umana. Oppure le canoe, sospese drammaticamente dai soffitti o le pareti, qualche volta conficcate nel suolo in equilibrio precario.
Zolfo, cobalto, stagno, minerali, fuoco, fosforo: uno straordinario archivio di sostanze, giunte dal cuore della materia, che Zorio evoca e saccheggia, intercettando quelle forze sottili da cui si origina la metamorfosi del mondo e delle cose. Tempo e spazio, scienza e mito, si fondono in un progetto poetico che prova a tradurre l’anima mutante dell’universo.
Per ascoltare Gilberto Zorio non c’è che da esserci, martedì 22 maggio, all’Auditorium Mecenate di Roma, per l’ottavo appuntamento con i Martedì Critici, moderato come sempre da Alberto Dambruoso e Marco Tonelli. Su Artribune Television vi raccontiamo invece com’è andata martedì scorso con Giosetta Fioroni, ospite del penultimo incontro.

– Helga Marsala

Martedì Critici
a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli
22 maggio 2012, ore 19
Auditorium di Mecenate – Largo Leopardi (via Merulana), Roma
Ingresso libero
[email protected]

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.