Le armi colorate e seducenti di Antonio Riello sono ormai un cult. Se ne parla, insieme a molto altro, a Roma, per i Martedì Critici. E intanto non perdetevi Zorio su Artribune Television

I paradossi e le contraddizioni del presente sono il suo pane quotidiano. Input masticati e rielaborati con ironia tagliente e al contempo giocosa. Antonio Riello è un osservatore scrupoloso dei meccanismi politici e sociali attuali, un divoratore di suggestioni, fatti, misfatti, vizi, virtù, tic e manie di questo intricato momento storico. Col suo fine sarcasmo, con quell’accento […]

Le armi gioiello di Antonio Riello

I paradossi e le contraddizioni del presente sono il suo pane quotidiano. Input masticati e rielaborati con ironia tagliente e al contempo giocosa. Antonio Riello è un osservatore scrupoloso dei meccanismi politici e sociali attuali, un divoratore di suggestioni, fatti, misfatti, vizi, virtù, tic e manie di questo intricato momento storico. Col suo fine sarcasmo, con quell’accento un po’ beffardo e un po’ provocatorio, Riello pratica un concettualismo leggero ma puntuto, utilizzando formule e linguaggi differenti. Dalla costruzione di oggetti manipolati nel segno dell’ambiguità, passando per i lavori fotografici, sempre sospesi tra fiction e reale, fino a giungere alle performance, che operano un ribaltamento prospettico rispetto alle visioni consuete.
Cultura alta e cultura bassa, pop e concettuale, società dello spettacolo e nuovi situazionismi, si mescolano in uno stile personalissimo. Inconfondibili, per esempio, le sue armi gioiello, come pure i videogame: uno su tutti, l’opera dal titolo Italiani brava gente, del 1997, che fu allora un esperimento pionieristico a livello europeo.

Antonio Riello, Be Square! alla GAM Torino – foto Sebastiano Pellion di Persano

Emblematico è il progetto Be Square!, presentato in diversi spazi museali: protagonisti erano i dipendenti dei musei, figure solitamente invisibili, vestite ad arte con delle collezioni fashion disegnate da Riello. Stoffa, colori, linee e accessori rivelavano un senso preciso e una funzione identificativa: un modo per sottolineare importanza e unità della grande famiglia dei lavoratori dell’arte, che opera dentro ad ogni museo, nell’ombra del backstage.
Di questo e molto altro parlerà Antonio Riello, insieme al pubblico dell’Auditorium Mecenate di Roma. Un’altra occasione per incontrare e conoscere da vicino una tra le più interessanti figure della scena artistica italiana. E per chi si fosse perso l’incontro col maestro Gilberto Zorio, su Artribune Television arriva il consueto short video.

– Helga Marsala

Martedì Critici
a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli
29 maggio 2012, ore 19
Auditorium di Mecenate – Largo Leopardi (via Merulana), Roma
Ingresso libero
[email protected]

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.