Ancora Sotheby’s sugli scudi. Dopo il megarecord di Munch, a New York arriva una nuova asta da brividi con la Contemporary Art

Il cover lot? Sleeping Girl, di Roy Lichtenstein, del 1964, stimato 30-40 milioni di dollari, una delle immagini maggiormente riconoscibili della Pop Art americana, che prosegue la lunga tradizione dei ritratti di donne dormienti. Un’opera mai apparsa sul mercato dalla sua acquisizione alla Ferus Gallery nel 1964, da parte della coppia di collezionisti della West […]

La Sleeping Girl di Roy Lichtenstein

Il cover lot? Sleeping Girl, di Roy Lichtenstein, del 1964, stimato 30-40 milioni di dollari, una delle immagini maggiormente riconoscibili della Pop Art americana, che prosegue la lunga tradizione dei ritratti di donne dormienti. Un’opera mai apparsa sul mercato dalla sua acquisizione alla Ferus Gallery nel 1964, da parte della coppia di collezionisti della West Coast Beatrice e Phillip Gersh. Il record precedente per Lichtenstein si era attestato ai $38.5 milioni lo scorso novembre per I Can See the Whole Room!…and There’s Nobody in it!
Dopo il guizzo del record per l’Urlo di Munch, arriva una carrellata di capolavori anche nella serata di Sotheby’s e la sua Contemporary Art Evenig sale il 9 maggio a New York, stimata attorno ai $310milioni. In catalogo anche la rarissima opera di Andy Warhol, Double Elvis, del 1963, stimata $30-50 milioni, proveniente sempre alla Ferus Gallery nell’anno della sua creazione. Delle 22 opere dedicate a Elvis, nove sono custodite nei musei mentre le altre racchiuse in prestigiose collezioni private. Quest’opera è tra le candidate assieme al Rothko di Christie’s per essere la più costosa della settimana.
Grande attesa anche per Figure Writing Reflected In Mirror di Francis Bacon, che riassume l’iconografia e i temi principali dell’artista. L’uomo raffigurato davanti allo specchio rappresenta sia il compagno George Dyer, sia l’artista stesso, concentrato nella scrittura, ossessionato dalla parola scritta, come era Bacon. L’opera, stimata $30-40 milioni, faceva parte dell’importante mostra alla Galleria Claude Bernard di Parigi nel 1977, in cui era stato esposto anche il famoso Trittico del 1976, venduto e mai più apparso sul mercato.
Un altro importante capolavoro in catalogo è Untitled (New York City) di Cy Twombly, stimato $15-20 milioni, dipinto nel 1970. Nel 1966 Twombly abbandonò l’uso del colore per accostarsi al grigio, proprio come Jasper Johns con le opere di quegli anni, o Pollock con drippings. Non può mancare una selezione di opere di Gerhard Richter, tra cui Abstraktes Bild 768-2, stimata $8-10 milioni, al culmine della maturazione dell’artista verso l’astrazione e l’investigazione nella natura del processo. Un altro highlight di Richter è Wolken (Clouds), stimato $5-7 milioni, mentre ricordiamo che a maggio nelle case d’asta sono presenti ben 52 opere in attesa di passare sotto il martelletto. C’è poi un autoritratto di Jean-Michel Basquiat, in posa da guerriero pronto per la battaglia sul ring, stimato $4-6 milioni (nel 1999 battuto a $400mila); Untitled (W38), uno dei più riconoscibili dipinti della Word series di Christopher Wool, stimato $4-6 milioni; Khorkom di Arshile Gorky, che richiama l’infanzia dell’artista in Armenia, stimato $3-4 milioni. Infine, alcune opere di Willem de Kooning, come Untitled del 1951, risalente al periodo in cui l’artista stava guadagnando popolarità con il suo primo solo show alla Galleria Charles Egan e la partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1950, battuto nel 1989 a $400mila e ora stimato $4-6milioni.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.