Dio-Hirst alla Tate Modern. Mentre fervono i preparativi per la retrospettiva londinese, arriva l’applicazione in realtà aumentata che “celebra” l’artista inglese

“La realtà aumentata è la street art del 21esimo secolo!”. Così scrive sul suo sito Tamiko Thiel, artista specializzato in applicazioni per dispositivi mobili che permettono di inserire la sua arte in qualsiasi luogo (virtualmente, s’intende). Dopo Wall Street, la Biennale di Venezia e il Louvre, Thiel stavolta prende di mira la Tate Modern di […]

La realtà aumentata è la street art del 21esimo secolo!”. Così scrive sul suo sito Tamiko Thiel, artista specializzato in applicazioni per dispositivi mobili che permettono di inserire la sua arte in qualsiasi luogo (virtualmente, s’intende). Dopo Wall Street, la Biennale di Venezia e il Louvre, Thiel stavolta prende di mira la Tate Modern di Londra, che tra pochi giorni inaugurerà una vasta retrospettiva dedicata all’artista inglese per antonomasia: Damien Hirst.
Per “celebrarlo”, ma ironizzando parecchio sulla sua estetica e su un certo genere di venerazione che gli è stata tributata negli anni, Thiel lo ha rappresentato in versione dio/santo, circondato da un’aura di luce dorata e da una cascata di monete. Il volto è impreziosito dagli ormai caratteristici occhiali da sole blu, mentre il corpo è in versione “scuoiata” come molte delle sue sculture.
L’icona sacra di Damien, che fa anche un po’ pensare all’Uomo vitruviano, può essere visualizzata soltanto sul posto (dunque fuori o dentro la Tate) utilizzando uno smartphone con installata una specifica applicazione (Layar).

– Valentina Tanni

www.allhaildamienhirst.com


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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.