27 animatori e 10 assistenti. Sono questi i numeri del team che ha contribuito alla realizzazione di Isle of Dogs (L’isola dei cani), il nuovo film di Wes Anderson che uscirà nelle sale italiane il 2 maggio. In questo video, che ha l’obiettivo di raccontare la magia che c’è dietro le quinte di un lungometraggio realizzato interamente in stop-motion, il regista e la sua squadra spiegano le tecniche utilizzate, evidenziando i vantaggi che offrono ma anche le tante difficoltà. “Con questo tipo di animazione ci sono alcuni problemi particolari, come, ad esempio, il fatto che i pupazzi non sono in grado di sorridere”, commenta Anderson ironicamente. “Magari sono due anni e mezzo che stai lavorando al progetto e all’improvviso ti scontri con questo fatto”, continua. “I problemi come questo sono moltissimi. Ma si trova sempre un modo per aggirarli.”

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.