Lui, che il Time ha incluso tra le cento persone più influenti al mondo, ha raccontato la differenza tra girare un film nel suo paese e all’estero. Ha parlato del suo processo creativo, del suo legame col passato e della sua idea di futuro. E ha parlato delle sue regie, Asghar Farhadi (Orso d’Argento con “About Elly” e Oscar per il miglior film straniero con “Una separazione), caratterizzate da una struttura classica e dall’uso di sceneggiature di ferro, con personaggi ben delineati dotati di qualità umane.
Il suo mondo è quello della medio/alta borghesia persiana, moderna e cittadina. Nei suoi ambienti logici colloca sempre un indizio irrazionale, che con subdola grazia altera l’equilibrio apparente del contesto, lo rende polimorfo e soggetto a tante interpretazioni quanti sono gli spettatori. Farhadi, i cui finali di sono sempre aperti, fa uso di elementi compositivi per legare un film all’altro e creare rapporti dialettici sia nella struttura autonoma di ogni opera che tra le opere stesse, disseminando le pellicole di citazioni  o modificando le informazioni acquisite in precedenza, per accumulo, sottrazione, analogia, etc.

Così, il piacere nel vedere i suoi film è multiplo: se ne ha nella godibilità della storia, sempre ben scritta e ben articolata; nella scoperta del carattere dei personaggi, che va in crescendo; nella modalità, più intellettuale e cinefila, dell’autocitazione; nella qualità esistenziale della ricerca di spessore dentro le cose, gli avvenimenti e le persone; infine nella tensione verso un senso di giustizia assoluto, insita nella natura stessa dell’uomo, in quale, però, proprio per le sue qualità ontologiche è soggetto all’errore. Questa prova, il tentativo di trovare sempre la migliore soluzione possibile, diventa un campionario ideale di positivismo e umanità. Così raro da essere, di questi tempi, davvero unico.

Federica Polidoro

CONDIVIDI
Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.