Una piccola casa privata. Una casa qualunque, normale, che di speciale ha le storie e gli affetti di chi la vive. Non un mega appartamento, non la dimora di un collezionista o la villa di una star. My Little House, come racconta lo stesso nome, è un posto semplice, un nido, un’occasione d’ospitalità.
Così si chiama l’ultimo progetto di Fulvio Ravagnani, curatore e fashion editor milanese, che sceglie la formula ormai diffusa della home gallery, a cui dà una connotazione temporanea, nomade, intima.

Il concept: chi accetta di giocare dona la propria casa per una settimana. Apre le porte a un artista, lo accoglie, divide spazio e tempo con lui e mette a sua disposizione le pareti, un angolo, un ambiente. Ma soprattutto le sue memorie, i piccoli trofei del quotidiano, i reperti, gli oggetti, i libri, le abitudini, le atmosfere, persino gli amici, i luoghi e le persone del quartiere. In una parola: l’identità, quella domestica e quella privata, sovrapposte e parallele.
Qui l’ospite-invasore dà vita a un’opera, un intervento su misura per la casa dell’ospite-proprietario. La restituzione del dono. E alla fine non manca il momento della condivisione con l’esterno. Non proprio un’inaugurazione, ma degli incontri da inventarsi ogni volta secondo regole improvvisate: una cena, un aperitivo, un caffè, per presentare il lavoro compiuto.

La dimensione fredda di una tradizionale galleria, la distanza che un museo solitamente frappone tra l’opera e il visitatore, sono cose che un’esperienza come questa azzera, in favore di una irripetibile normalità. E l’inizio, per Fulvio, è stato proprio a casa sua. Nasce così il primo episodio della serie, con Cristina Gardumi felice di accettare. Ed ecco cosa è accaduto in questo grazioso bilocale milanese, ricavato all’interno di un edificio popolare degli anni Trenta, vicino Piazzale Brescia.

I fiabeschi wall painting realizzati in salotto da Cristina sono stati documentati, insieme ai vari step dell’esperimento. Tante foto e anche tre video, curatissimi nella regia e nel montaggio, opera di Simone Fratti e Michele Canevari.
Ve li mostriamo, inaugurando anche su Artribune Television My Little House. Che torneremo a seguire, storia dopo storia, città dopo città, casa dopo casa.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.