Le gif come motti di spirito. Una mostra a Roma

smART, Roma – fino al 22 luglio 2016. Si intitola “Stop and Go” e racconta l’arte delle gif animate. Una mostra che poteva sembrare impossibile, e soprattutto meramente ludica. E invece è seria, molto seria…

OKKULT Motion Pictures, Alessandro Scali & Marco Calabrese, Excerpt from Filmstudie (1925), Giphoscope – photo di Francesco Basileo
OKKULT Motion Pictures, Alessandro Scali & Marco Calabrese, Excerpt from Filmstudie (1925), Giphoscope – photo di Francesco Basileo

L’ERA DI GIF ANIMATE ED EMOTICON
Sono molteplici le suggestioni che possono scaturire attorno a una mostra collettiva di gif animate. Probabilmente nella ricezione di questi lavori ciò che si viene a creare in prima battuta è un’atmosfera ludica e divertente, ma guardando bene l’impianto espositivo di Stop and Go le riflessioni che ne derivano, in realtà, sono eterogenee e non solo così giocose.
Questa occasione ci consente di ragionare all’interno di uno spettro più ampio di possibilità e di poter considerare questo fenomeno alla ribalta come un potenziale indice interpretativo della contemporaneità. Del resto, tra gli elementi di partenza di Stop and Go vi è proprio la constatazione di questa totale adozione delle gif, al pari delle emoticon, nella comunicazione fra utenti e di quanto essa sia pervasiva e livellata su più generazioni. Qui seppur brevemente proviamo a fornire una possibile spiegazione.

UN ALLESTIMENTO SARTORIALE
L’ampia realtà che si viene così naturalmente a creare è restituita in mostra attraverso la visione disincantata, ironica e tramutata in arte di otto artisti: Bill Domonkos (Toledo, Ohio, 1959), Zack Dougherty (Mountain View, California, 1989), Roberto Fassone (Savigliano, 1986); Carla Gannis (Durham, North Carolina, 1970), Lorna Mills (Canada), Okkult Motion Pictures (Marco Calabrese, Tricarico, 1985 & Alessandro Scali, Torino, 1972), Chiara Passa (Roma, 1973), James Kerr/Scorpion Dagger (Montréal, 1978).
Ognuno di loro si appropria di un aspetto o prende a prestito degli elementi visivi e costitutivi delle gif, trasformando un imperante mezzo comunicativo in un medium espressivo efficace e unico; l’idea di unicità e anche di movimento è conferita dallo stesso allestimento, grazie a display diversi da opera a opera, che consentono al visitatore di approcciarle in un modo sempre diverso.

Lorna Mills, Where Music is, animated gif, 2015 – photo Francesco Basileo - courtesy of Transfer Gallery, New York & DAM Gallery, Berlin
Lorna Mills, Where Music is, animated gif, 2015 – photo Francesco Basileo – courtesy of Transfer Gallery, New York & DAM Gallery, Berlin

UN MOTTO DI SPIRITO PER IL XXI SECOLO
L’eterogeneità delle proposte artistiche con i differenti punti di vista colti e gli argomenti attraversati, dai lavori di matrice “gender” di Lorna Mills alla rivisitazione di opere d’arte di Carla Gannis o di elementi tipici di una determinata epoca artistica re-immaginati in chiave grottesca da Scorpion Dagger, alla contrapposizione estetizzante dei concetti di vita e morte di Zack Dougherty, fa emergere la capacità intrinseca delle gif di rendersi metafora dell’esperienza umana.
Questo passaggio è riscontrabile tanto nell’utilizzo artistico, dove la gif è trasformata in un medium che crea un oggetto sfuggente e sfaccettato, quanto nell’uso quotidiano degli utenti all’interno delle fragili architetture dei loro rapporti.
Le gif rendono visualizzabile il sentimento che accompagna una determinata esperienza e in questa prospettiva sono come “motti di spirito 2.0” poiché visivamente portano all’estrema sintesi il contenuto dell’inconscio dopo un determinato evento.

Giorgia Noto

Roma // fino al 22 luglio 2016
Stop and Go. L’arte delle gif animate
a cura di Valentina Tanni e Saverio Verini
SMART
Piazza Cresci 6/7
06 99345248
[email protected]
www.smartroma.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/52099/stop-and-go/

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Giorgia Noto
Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università degli Studi della Tuscia (Viterbo). Collabora con alcune riviste cartacee e testate online legate alla cultura contemporanea, scrivendo principalmente di arti visive e moda. Parallelamente all’attività di scrittrice freelance, è una curatrice. Ha collaborato con il collettivo di arte pubblica Cantieri d’Arte, formato da Marco Trulli e Claudio Zecchi, e frequentato il Corso in pratiche curatoriali e arti contemporanee di Aurora Fonda a Venezia. Dopo un anno di lavoro intenso con un’associazione romana con cui ha ideato e organizzato diversi progetti all’interno della città di Roma, oggi porta avanti la sua ricerca come curatrice in autonomia.