Geometrie d’artista. Esther Stocker a Vienna

Palazzo Metternich, Vienna – fino al 30 giugno 2016. Retrospettiva di Esther Stocker nelle storiche sale del palazzo viennese, sede dell’ambasciata italiana. Griglie geometriche con alterazioni ipnotiche o ironiche, dal particolare all’universale. Per gli amanti del bianco e nero, con sfumature di grigio.

Esther Stocker – Geometrien – installation view at Palais Metternich, Vienna 2016 - photo Rudolf Strobl
Esther Stocker – Geometrien – installation view at Palais Metternich, Vienna 2016 - photo Rudolf Strobl

LA GEOMETRIA È CONTAGIOSA
Ci risiamo. Ma è bene così: è l’indice tangibile dell’adesione del pubblico all’arte. In certe occasioni espositive, caratterizzate da una particolare impronta figurale o cromatica, il pubblico viennese, specialmente femminile, non perde l’abitudine di presentarsi ai vernissage esibendosi, fosse pure nei minimi termini, in una sorta di “mimesi del modello”, per dirla alla maniera dell’antropologo René Girard. È accaduto ancora per l’inaugurazione della retrospettiva che l’Ambasciata d’Italia a Vienna sta dedicando all’artista italo-austriaca Esther Stocker (Silandro, 1974), nelle cui opere la costante cromatica di bianco e nero si fa conditio sine qua non del dare forma a griglie geometriche. Evoluzione del gusto da parte del pubblico nel conformarsi all’arte. Non solo del pubblico femminile, però. Tanto per rendere l’idea, per questa mostra, intitolata Geometrie, l’architetto Boris Podrecca non si è fatto scrupolo di portare al collo, nonostante la temperatura da primavera inoltrata, una sciarpa a sottili righe nere e bianche, rispecchiando in sintesi la sostanza estetica con cui l’artista italo-austriaca si esprime.

UN’ARTISTA EUROPEA
Con tale retrospettiva, necessariamente sommaria, curata da Marcello Farabegoli, a Esther Stocker, che vive e lavora a Vienna, viene riconosciuta una carriera considerevole con mostre in molte dimore artistiche europee. Tra di esse il Macro di Roma, nel 2011, in cui una sua installazione saturava l’intero spazio di una sala, sviluppando fratture che ne alteravano la linearità. È una puntuale strategia eversiva che si innesta nei canoni lineari di una geometria elementare, bidimensionale e monocroma, alterata, talvolta, da elementi in grigio, a creare effetti di esigua profondità.

DALLA TELA ALLA SCULTURA
Ribaltando poi l’ordine concettuale, negli ultimi anni Stocker ha sviluppato piccole e grandi sculture, concepite come un realistico accartocciamento delle sue tele su cui figurano griglie geometriche “paradossalmente” regolari. Alludendo infine alle sue tante installazioni site specific, talune permanenti e molto estese, nelle quali di volta in volta ha inserito nuovi paradigmi di trasgressione, viene esibita un’opera strutturalmente inedita, grande quanto il Grüner Salon dell’ambasciata. Nonostante l’alterità dell’intervento rispetto all’ambiente storico, l’opera pare non confliggere con il contesto. Al contrario, impone un ironico, calibratissimo gioco mimetico, e tuttavia discontinuo, che uniforma il pavimento e i mobili installati, anch’essi appositamente ideati dall’artista.

Franco Veremondi

Vienna // fino al 30 giugno 2016
Esther Stocker – Geometrien
a cura di Marcello Farabegoli
AMBASCIATA D’ITALIA – PALAIS METTERNICH
Rennweg 27
+43 (0)6 601435254
info@marcello-farabegoli.net
www.marcello-farabegoli.net

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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.