La forza delle rovine. Una mostra impeccabile a Roma

Museo Nazionale, Roma – fino al 31 gennaio 2016. Un preciso progetto scientifico, più che una mostra, su un tema più che mai attuale. “La forza delle rovine” invita a un’attenta riflessione sul valore della memoria e sulla necessità di preservarla.

Massimo Siragusa, Twentynineseconds, Onna (Abruzzo), 2009
Massimo Siragusa, Twentynineseconds, Onna (Abruzzo), 2009

OLTRE LA MOSTRA, IL PROGETTO SCIENTIFICO
Quella allestita presso Palazzo Altemps, che per l’occasione inaugura nuovi spazi, non è la canonica mostra di paesaggi bucolici disseminati di ruderi e vestigia dell’antichità, di cui la storia dell’arte ci ha tramandato memoria. È un insieme di attualità, unita alle antichità a cui si lega il favoloso ambiente del palazzo che ospita La forza delle rovine, promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area archeologica di Roma.
La mostra nasce da un ben articolato progetto scientifico, per l’esattezza da uno studio pubblicato qualche anno fa da Marcello Barbanera, insegnante di archeologia classica a La Sapienza, curatore della stessa unitamente ad Alessandra Capodiferro, direttore del museo di Palazzo Altemps. Non una mostra fine a se stessa, ma che integra alle opere della collezione permanente, bellissime testimonianze artistiche temporanee, accrescendo così la ricchezza della narrazione e rafforzando il messaggio che può essere monito e fonte di energia creativa per il futuro.

Alessandro Celani, Niobidi, 2015
Alessandro Celani, Niobidi, 2015

UN DIALOGO BRILLANTE FRA ANTICO E MODERNO
La mostra attraversa tutte le sale del museo e si struttura sulle loro priorità “come un ospite dalla conversazione brillante ma che non dà sulla voce”. Il dialogo tra antico e contemporaneo è il fil rouge che lega le due collezioni. I curatori della mostra raccontano come la “caratteristica delle rovine è l’ambivalenza: sono sentinelle al confine del tempo che le ha investite e modellate, riducendole a muro crollato, fantasmi di un edificio un tempo integro; dall’altro lato, proprio questa resistenza caparbia al trascorrere inesorabile del tempo, testimoniata dalla presenza fisica della costruzione, conferisce alle rovine senso della durata rendendole un’ancora per la memoria”.
Il termine stesso “rovina” porta a una riflessione non univoca, ma che abbraccia tutte e nove le sezioni di cui è composta la mostra, la cui definizione stessa di mostra risulta essere riduttiva visto il suo aspetto proteiforme. Riflessioni che si presentano alla mente dell’osservatore durante il percorso, dove si è in continua meditazione sull’elemento stesso che si osserva e ci si pone la questione sulle ambivalenze, sull’incompletezza e sull’esigenza di conservare la memoria.

Lori Nix, Library, 2007, Brescia - Courtesy of Galleria Paci contemporary, Brescia
Lori Nix, Library, 2007, Brescia – Courtesy of Galleria Paci contemporary, Brescia

UNA BELLEZZA TRAGICA
Nella sezione Paesaggi rovinati ritorna forte e martellante l’articolo 9 della nostra Costituzione. Rovine, infatti, sono le distruzioni operate dall’uomo con i suoi ecomostri dovuti alle speculazioni edilizie, o a causa della guerra, per bramosia di grandezza. Catastrofi naturali e artificiali; guerre, disastri nucleari, terremoti e attentati presentati attraverso il medium pittorico, fotografico e cinematografico.
Non mancano naturalmente le rovine così come le conosciamo. Quelle incise da Piranesi per esempio, a cui è dedicata un’intera sezione, o il calco del Torso del Belvedere che evoca il tema della scultura antica e della sua influenza su tutti i grandi della storia dell’arte. Un’esposizione dove la bellezza, anche tragica, ci accompagna fino alla fine.

Isabella Calidonna

Roma // fino al 31 gennaio 2016
La forza delle rovine
a cura di Marcello Barbanera e Alessandra Capodiferro
Catalogo Electa
MUSEO NAZIONALE ROMANO – PALAZZO ALTEMPS
Piazza di Sant’Apollinare 46
06 6833759
[email protected]
www.archeoroma.beniculturali.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/48463/la-forza-delle-rovine/

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Isabella Calidonna
Calabrese, attualmente vive a Roma. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Storia e Conservazione del patrimonio artistico e archeologico presso l’Università della Calabria e la specializzazione post-laurea in Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Siena. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati in Calabria, fino al suo trasferimento. Ha lavorato, e continua a farlo tuttora, come operatrice didattica presso luoghi culturali quali Colosseo, Scuderie del Quirinale, Palazzo delle Esposizioni, Musei Capitolini, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Terme di Diocleziano e Villa Torlonia. Si occupa altresì di editoria attraverso recensioni e presentazioni di libri. Ha fatto parte del comitato scientifico e organizzatore della seconda edizione della rassegna “Vedere l’Altro, vedere la Shoah” tenutasi presso l’UNICAl nel 2013. Si è occupata della valorizzazione e fruizione del patrimonio naturale e culturale della sua città, nonché di progetti di comunicazione e culturali, tra cui la “Settimana della Cultura 2011” e le “Giornate Europee del Patrimonio 2009”. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni cartacee e su testate online.
  • letizia sendeler
  • manuela ricci

    una mostra bellissima! molto colta (forse troppo) anche se le didascalie che accompagnano il percorso sono molto sintetiche e cercano di comunicare con chiarezza, anche se i testi sono molto densi.
    L’organizzazione del percorso è un po’ carente. Ma complimenti agli organizzatori sono rimasta avvinta dalla profondità dei pensieri espressi, Grazie