Cy Twombly. Le sue fotografie, all’American Academy

American Academy, Roma – fino al 22 novembre 2015. Nella città di cui si innamorò e dove è morto nel 2011, finalmente sono esposte le sue fotografie. L’artista è Cy Twombly e la mostra è un gioiello raffinato e coerente.

Cy Twombly, Celtic Boat, Gaeta, 1994 – courtesy Fondazione Nicola Del Roscio
Cy Twombly, Celtic Boat, Gaeta, 1994 – courtesy Fondazione Nicola Del Roscio

È datata 1954 una fotografia in bianco e nero leggermente sfocata, che presenta una composizione in apparenza casuale di tre opere d’arte, bianche, che emergono senza troppa decisione da un muro di mattoni a vista. Sullo sfondo, una scala che ricorda quella celebre di Talbot (The Pencil of Nature, 1844) e quella famigerata dell’anonimo che ne immortalò l’ombra dopo la detonazione della bomba (La scala e l’ombra detta di Hiroshima, 1945). Fra le scale e l’unica opera bidimensionale, una mano sull’una e una mano sull’altra, c’è una sottile figura umana. L’autore dello scatto è Robert Rauschenberg, l’uomo ritratto è Cy Twombly (Lexington, Virginia, 1928 – Roma, 2011), il luogo è lo studio del primo in Fulton Street, a New York.
Quindi esiste un Rauschenberg fotografo, che cioè non ha soltanto “usato” la fotografia come materiale lungo tutta la sua carriera. Ma, fatto meno noto, esiste altresì un Twombly fotografo. E qui sta il grande merito dall’Accademia Americana a Roma e di Peter Benson Miller, Andrew Heiskell Arts Director nella medesima istituzione e curatore di una mostra che colma un ampio vuoto informativo, espositivo ed estetico. Il merito sta nel rendere universalmente nota una produzione che attraversa tutta la carriera di Twombly, dagli anni del Black Mountain College (dove pure Rauschenberg scopre quel mezzo espressivo) sino alla morte; una produzione intima e riservata, se è vero che nessuna delle sue fotografie – come sottolinea il curatore – fu esposta prima del 1993, e che solo negli ultimi anni è stata oggetto dell’attenzione che merita.

Cy Twombly, Robert Rauschenberg combine material Fulton St. Studio, 1954 – courtesy Fondazione Nicola Del Roscio
Cy Twombly, Robert Rauschenberg combine material Fulton St. Studio, 1954 – courtesy Fondazione Nicola Del Roscio

La mostra romana ha un altro merito, non da poco: proporre una scelta assai ragionata di scatti, che coprono un amplissimo arco temporale e accarezzano delicatamente la leggera oscillazione dell’approccio di Twombly al mezzo. Un’oscillazione leggera e costante, che gli permette di stare ugualmente distante dall’ossessività e dall’incostanza. Tornano così modalità e temi in maniera pendolare, dopo brevi sospensioni, con un approfondimento sempre maggiore, o meglio un costante rinnovamento dello sguardo. Allora un panneggio, particolare di un dipinto ritratto a Bassano in Teverina nel 1985, richiama anacronisticamente un lenzuolo del 1951 a New York; allora un albero, anch’esso tratto da un dipinto a Roma nel 1971, evoca un brumoso Landscape del 2000, impresso nella cittadina viterbese.
E infine, a chiudere il cerchio: Robert Rauschenberg Combine Material. Data: 1954. Luogo: Fulton Street Studio, New York.

Marco Enrico Giacomelli

Roma // fino al 22 novembre 2015
Cy Twombly, Photographer
a cura di Peter Benson Miller
AAR – AMERICAN ACADEMY IN ROME
Via Masina 5
06 58461
[email protected]
www.aarome.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/48003/cy-twombly-photographer/

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.