Leonardo da Vinci a Milano. La mostra dell’anno

Palazzo Reale, Milano – fino al 19 luglio 2015. Quando si sente parlare di mostre-evento, c’è sempre il fondato sospetto che si tratti di una bufala. E invece stavolta non è così: la mostra meneghina su Leonardo da Vinci è una rassegna scientificamente solida, da non perdere assolutamente.

Leonardo da Vinci, Paesaggio (5 agosto 1473) - Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi
Leonardo da Vinci, Paesaggio (5 agosto 1473) - Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

UN EVENTO SECOLARE
Ogni volta che ci si prospetta una “mostra evento”, con una definizione da società dello spettacolo, tremano le vene ai polsi. In genere la proposta è nazional-popolare, costruita per le folle oceaniche, senza grandi pretese di studio. La mostra su Leonardo da Vinci al Palazzo Reale di Milano in tempo di Expo costituisce, invece, un momento altissimo per la ricerca sul grande genio rinascimentale.
Curata da Maria Teresa Fiorio e da Pietro C. Marani, riconosciuti tra i più importanti studiosi in materia, è il frutto di sei anni di lavoro in ambito internazionale. Anzi: Massimo Vitta Zelmann, presidente di Skira, ideatore e produttore della mostra con il Comune di Milano, oltre che editore del grande catalogo che l’accompagna, si è lamentato della scarsa collaborazione con le istituzioni italiane. Avrebbe potuto essere in mostra l’Annunciazione del Museo degli Uffizi di Firenze, ma così non è stato.

Leonardo da Vinci, Madonna col Bambino (Madonna della melagrana o Madonna Dreyfus) (1469-1470 circa) - Washington, D.C., National Gallery of Art, Samuel H. Kress Collection
Leonardo da Vinci, Madonna col Bambino (Madonna della melagrana o Madonna Dreyfus) (1469-1470 circa) – Washington, D.C., National Gallery of Art, Samuel H. Kress Collection

LEONARDO SCIENZIATO
Peccato, viene da dire, anche se, dopo la visita al percorso proposto, sembra non mancare proprio nulla per comprenderne l’intelligenza, la forza, la grandezza artistica e non solo. Ci vengono qui chiariti i suoi meccanismi di conoscenza e le sue metodologie operative, non tanto, non solo di artista, ma di scienziato all’avanguardia sui tempi nei quali gli è dato vivere. Ci troviamo di fronte al suo disegno del mondo.
La mostra riesce a rivalutare le fonti testuali, il rapporto con l’antico, con la filosofia di Platone, in particolare con il Timeo e con quella di Aristotele del De coelo. Ma determinante è anche la sua relazione con le fonti archeologiche.

UNA MOSTRA TEMATICA
Il taglio della mostra non è cronologico, bensì tematico. Leonardo non ne esce come un personaggio isolato, ma, viceversa, come un intellettuale assai legato alla cultura del suo tempo e della sua città di formazione, Firenze: da Paolo Uccello al Verrocchio, a Ghirlandaio, a Lorenzo di Credi, a Botticelli.

Leonardo da Vinci, Diluvio (1517-1518 circa) - The Royal Collection, HM Queen Elizabeth II
Leonardo da Vinci, Diluvio (1517-1518 circa) – The Royal Collection, HM Queen Elizabeth II

Dalla rassegna si evince l’importanza del disegno, di cui sono in mostra oltre cento pezzi, del rapporto con la scultura. Una sezione è dedicata all’anatomia, derivata dallo studio diretto, e ai moti dell’animo. E quindi le invenzioni, le macchine, i sogni di superamento dei limiti umani. Portante è il rapporto con l’architettura, in particolare quella utopica, in controversa relazione con il reale. Una sezione della mostra è, inoltre, dedicata all’unità del sapere, al metodo analogico di confronto tra architettura e anatomia.
E quindi i trattati, uno per tutti quel De divina proportione di argomento matematico e geometrico di Fra’ Luca Pacioli, con il quale Leonardo ha un rapporto attivo: realizza gli importanti disegni, che illustrano la teoria. E i meravigliosi codici, determinanti per il suo cammino di studio e di conoscenza.
Peccato l’esiguità della sezione che conclude la mostra, quella sul rapporto tra Leonardo, in particolare la sua Gioconda, e il Novecento. C’è da augurarsi che si tratti solo di un antipasto di un progetto futuro.

Angela Madesani

Milano // fino al 19 luglio 2015
Leonardo da Vinci 1452-1519
a cura di Pietro Marani e Maria Teresa Fiorio
Catalogo Skira
PALAZZO REALE
Piazza Duomo 12
02 92800375
www.skiragrandimostre.it/leonardo/

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43906/leonardo-da-vinci-1452-1519/

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Angela Madesani
Angela Madesani storica dell’arte e curatrice indipendente è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia” e di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori. Ha curato numerose mostre presso istituzioni pubbliche e private italiane e straniere, collabora con alcune testate di settore. È responsabile della collana di fotografia e arte di Dalai editore, all’interno della quale ha realizzato numerosi volumi di prestigiosi autori fra i quali: Gabriele Basilico, Franco Vaccari, Vincenzo Castella, Francesco Jodice. Oltre che all’Accademia di Brera di Milano, insegna all’Istituto Europeo del Design di Milano.
  • Peccato per l’Annunciazione, ma nulla da meravigliarsi, il nostro paese è fatto di perenne conflittualità, disorganizzazione. Eppure il senso dell’Expo dovrebbe essere l’occasione non tanto di creare, inventare finalizzando a tale evento, ma di fare il punto, di raccogliere in un unico evento-contenitore progetti, opere d’arte come in questo caso, prodotti dell’ingegno umano ecc.., che altrimenti sarebbe più difficile raccogliere in un unica manifestazione, ragion per cui tutti gli sforzi dovrebbero concorrere, convergere verso la realizzazione di questo obiettivo.

  • Massimo Ravecca

    L’immagine del volto sindonico, confrontato con l’autoritratto di Leonardo, anch’esso custodito a Torino, indicherebbe che Gesù e Leonardo da Vinci avrebbero avuto un volto somigliante verso il termine della vita, come l’ebbero Leonardo e Michelangelo, se guardiamo al ritratto del Buonarroti che ne fece da anziano Daniele da Volterra. Oltre ad avere un intelligenza simile nel metodo con Gesù, basata su giochi specchi, processi inclusivi, ricorsivi, i due grandi artisti verso il termine della loro vita avrebbero un volto tendente a quello di Gesù, che di fatto ha valenza archetipa. I santi hanno lo sguardo del Signore, i geni il volto. Questo sarebbe vero sia se la Sindone è vera reliquia sia se è un falso veritiero ad opera dell’arte di Leonardo. La Sindone come un quadro rinascimentale, (es. l’immagine della ferita al costato ricorda il volto del guerriero della Battaglia di Anghiari, ecc…). Le opere del rinascimento come icone. Cfr. ebook(amazon). Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo.

  • Agostino De Santi Abati

    A settembre tutto sarà svelato con la prefazione del Professor Silvano Vinceti “I SEGRETI CODICI DELLA GIOCONDA” segui la pagina Facebook
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