Inverso Mundus: i mostri perfetti di AES+F a Venezia

Magazzino del Sale n. 5 / Vitraria Museum, Venezia – fino al 22 novembre 2015. Un maiale squarta un macellaio, una squadra di poliziotti seduce un gruppo di black bloc, una hippie severissima stuzzica uomini nudi in gabbie sadomaso… Il mondo all’inverso secondo i moscoviti di AES-F.

AES+F, 001. Inverso Mundus (The World Upside Down), Charity, episode #2, 2015
AES+F, 001. Inverso Mundus (The World Upside Down), Charity, episode #2, 2015

HIERONYMUS BOSCH NEL XXI SECOLO
Per essere una distopia, l’Inverso Mundus” di Tatiana Arzamasova, Lev Evzovich, Evgeny Sviatsky e Vladimir Fridkes è terribilmente seducente. E, allo stesso tempo, disturbante. Come la festa di un antico carnevale, dove l’invito di una maschera poteva celare il bacio o il veleno. Come nel Giardino delle delizie di Hieronymus Bosch, alle cui allegorie ambivalenti il collettivo russo sembra fare riferimento a tratti, in questa videoinstallazione dal formato allungato che si srotola come un nastro trasportatore di apparizioni. Come, del resto, negli altri lavori del gruppo moscovita AES+F (dalle iniziali dei membri), da Last Riot a Feast of Trimalchio e ad Allegoria sacra, dove l’orrore è imbrigliato da una bellezza levigata, la violenza è nascosta dalle carezze, l’innocenza è trasfigurata dalla perversione.
Venezia, i Magazzini del Sale sulla banchina delle Zattere – il corridoio oscuro che si affaccia sulla luce della laguna e sull’isola della Giudecca – fanno da location ideale al grande video (insieme all’altra sede a Palazzo Nani Mocenigo), in visione su uno schermo lungo una decina di metri, accompagnato, nei giorni della vernice della Biennale di Venezia, dalla performance di una squadra di finti poliziotti antisommossa di ambo i sessi, in tenuta vagamente fetish, accoccolati su cuscini morbidi come in un harem.

AES+F – 001. Inverso Mundus - veduta dell'installazione presso il Magazzino del Sale 5, Venezia 2015
AES+F – 001. Inverso Mundus – veduta dell’installazione presso il Magazzino del Sale 5, Venezia 2015

IL MONDO A ROVESCIO DEGLI AES+F
L’ispirazione di 001. Inverso Mundus, evento collaterale della Biennale, arriva da un soggetto popolare nelle incisioni rinascimentali – il mondo rovesciato, appunto – in cui si vedono uomini dominati da animali domestici, signori che lustrano le scarpe a mendicanti, pesci che mangiano le mele ai rami degli alberi. Nella videoinstallazione multichannel di AES+F, il gioco del ribaltamento è più sottile. Meno beffardo rispetto alle stampe da cui partono gli autori (El Mundo al revès) ma assai più complesso e crudele.
Gli attori del video, che sembrano agire in una realtà sospesa, si scambiano ruoli e maschere, sfioramenti e torture. Un maiale squarta un macellaio su un’aria leggiadra. Una squadra di poliziotti sembra sedurre un gruppo di black bloc; ma le seduzioni qui sono repressive come in un brano di Sade. E altrettanto surreali. Del resto, una hippie severissima interpretata dalla gallerista australiana Judith Neilson stuzzica con spilloni uomini nudi, in gabbie che sembrano venire da una confezione Ikea sadomaso. Cuccioli di chimera attraversano il cielo, esseri geneticamente manipolati comunicano una dolcezza estenuata. Mostri perfetti. Come gli uomini che esaminano altri uomini con una curiosità stupefatta, da giardino zoologico.
La fantasmagoria analitica dei quattro artisti russi gioca con i paradossi per guardare dritto nel volto del potere nel XXI secolo, inafferrabile, suadente, volubile. Spietato.

Fabio Sindici

Venezia // fino al 22 novembre 2015
AES+F – 001. Inverso Mundus
a cura di Ewald Stastny
MAGAZZINO DEL SALE N. 5
Dorsoduro 262 (Fondamenta Zattere ai Saloni)
VITRARIA GLASS+A MUSEUM
Dorsoduro 960
041 0988122
[email protected]
www.vitraria.com
www.inversomundus.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/44405/aesf-001-inverso-mundus/
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/44406/aesf-001-inverso-mundus/

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Fabio Sindici
Fabio Sindici è giornalista e autore televisivo. Ha scritto reportage e inchieste di approfondimento per quotidiani e riviste nazionali, come La Stampa, L’Espresso, Vanity Fair. È stato co-autore di programmi di viaggio e cultura per RAI Uno. Ha realizzato una serie di profili di artisti per il magazine d’arte Terzocchio. Per Ulisse, la rivista di bordo dell’Alitalia, ha scritto storie di viaggio in tutto il mondo. Nato e cresciuto a Roma, il lavoro e la curiosità lo hanno portato a seguire il restauro delle nicchie dei Buddha di Bamyan in Afghanistan, dopo la distruzione dei talebani, come le fiere d’arte contemporanea di Miami, New York e Londra; gli artisti di strada a Los Angeles e i percorsi tortuosi degli ultimi scritti di Franz Kafka tra Israele e i caveau svizzeri. Oltre che a Roma, ha vissuto a Parigi e Londra. Attualmente scrive per le pagine di cultura, esteri e costume della Stampa.